Il mondo dell’Arte ricorda Pinin Brambilla Barcilon

Lo scorso 12 dicembre si è spenta a Milano Pinin Brambilla Barcilon, una delle restauratrici più influenti del XX secolo, nota soprattutto per il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Pinin Brambilla Barcilon davanti al Cenacolo. Fonte: http://www.centrorestaurovenaria.it

Nata a Monza nel 1925, Pinin Brambilla vantava oltre 70 anni di carriera nel mondo del restauro, una vita dedicata alla conservazione di opere d’arte, con interventi condotti su alcuni dei maggiori capolavori dell’arte italiana, tra cui le pitture di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, gli affreschi di Masolino da Panicale nel Battistero di Castiglione Olona, gli affreschi altomedievali di Oleggio e quelli quattrocenteschi di Palazzo Borromeo a Milano.

Il restauro de L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel Convento della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, durato dal 1978 al 1999 e che la rese celebre in tutto il mondo, fu in realtà inframmezzato da interruzioni forzose – soprattutto stalli burocratici – in gran parte risolti grazie all’intervento della Olivetti con Renzo Zorzi, partner oltre che sponsor, che si occupò di ogni aspetto del cantiere. L’avventura di questo restauro è raccontata dalla stessa Barcilon nel libro La mia vita con Leonardo, pubblicato nel 2015 da Electa, che ne svela i molti onori ma anche il susseguirsi in corso d’opera di tante polemiche che, come scrisse l’allora soprintendente Carlo Bertelli, finirono per esporre la restauratrice alle frecce «come un san Sebastiano».

Il curriculm di Pinin Brambilla Barcilon vanta importanti incarichi all’estero, come conferenze e seminari presso le principali Università e Istituti di Cultura (Washington, Chicago, New Delhj, Londra, New York, Toronto, Sidney, Los Angeles, Tokyo, Basilea, Oslo, Stoccolma) e le collaborazioni con il Museo d’Arte Catalana di Barcellona o con il Louvre di Parigi, che l’ha invitata a far parte del comitato internazionale di esperti per il restauro del dipinto di Leonardo da Vinci, La Vergine col Bambino e sant’Anna (2012). Dal 1970 al 1990 ha fatto parte del Comitato dell’ICC dell’International Council of Museums.

Pinin Brambilla Barcilon ripresa da Elisa Leonelli nella cornice del Getty Museum, Los Angeles, 1984.

Nel 2015 la restauratrice è stata co-fondatrice del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che collabora con L’Università degli Studi di Torino in quanto istituto di eccellenza per la formazione universitaria dei restauratori e per la ricerca scientifica nel settore dei beni culturali, e lo ha diretto fino al 2012.

Presso la Biblioteca di Centro di Venaria è attualmente conservato il Fondo Pinin Brambilla, un archivio composto dalla documentazione (per la maggior parte fotografica) prodotta dalla stessa durante gli anni di attività come restauratrice (1954-2016).  Al termine del censimento il fondo è risultato composto da oltre 50.000 fototipi, oltre che da relazioni di restauro, analisi scientifiche, appunti e materiali di studio. L’archivio rappresenta un patrimonio straordinario di notizie, informazioni e documentazione sulla storia del restauro in Italia dagli anni ’50 ai giorni nostri.

Pinin Brambilla Barcilon durante il restauro del Cenacolo. Fonte: http://www.ilgiornaledellarte,it

Nel 2019 Pinin Brambilla, dopo aver fatto parte del comitato, – voluto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – per la commemorazione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci è stata insignita dall’Università di Torino della laurea Honoris Causa in Conservazione e Restauro dei Beni culturali, «per aver conservato alle presenti e tramandato alle future generazioni il nostro patrimonio artistico e per aver insegnato che il restauro serve a vedere e rivedere con occhi sempre nuovi le opere d’arte».

L’ultima testimonianza della restauratrice risale all’intervista pubblicata sull’ultimo Notiziario del FAI – Fondo Ambiente Italiano (n° 156, settembre-ottobre-novembre 2020) e condotta da Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo, che ritrae la Brambilla con tavolozza e pennello in mano, impegnata nel cantiere del Monastero di Torba (primo bene FAI) donato da Giulia Maria Crespi nel 1977. La restauratrice si era già occupata dell’intervento conservativo degli affreschi nel 1978 e a distanza di oltre 40 anni, era tornata a seguire le nuove campagne di manutenzione delle stesse pitture murali.

Elena D’Elia

Un commento Aggiungi il tuo

  1. davidnewsonline ha detto:

    UN GRANDE ARTISTA

    "Mi piace"

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