Anche quest’anno, il Roma Pride è stato un grande successo: secondo gli organizzatori dell’evento, l’11 giugno sono scese in piazza più di un milione di persone per difendere i diritti della comunità LGBTQ+. Si tratta di numeri sovrastimati, affermano le forze di polizia, che contano tra i manifestanti non più di 50.000 unità totali. Ritrovo alle ore 15:00 in Piazza della Repubblica per il corteo che ha attraversato, durante le tre lunghe ore di marcia, le principali vie del centro città, tra canti, bandiere e striscioni, sempre a ritmo della nuova hit Furore delle dive anni Duemila “Paola e Chiara”.
Lo slogan scelto dagli organizzatori è un grido politico lanciato verso il cielo, oltre la coltre di fumo che ha avvolto la cronaca laziale delle ultime settimane: “QueeResistenza”, spiega il presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mieli, nonché direttore del Roma Pride, Mario Colamarino, “è l’insieme di due anime della nostra comunità in questo momento: da un lato, la resistenza contro questo governo e il governatore del Lazio Rocca, che ci chiede di fare le scuse; dall’altro, il nostro diritto di esistere.”

Il riferimento è chiaramente rivolto al mancato patrocinio dell’evento da parte della Regione Lazio, revocato dal governatore Francesco Rocca, che accusa il Roma Pride di non aver mantenuto gli accordi precedentemente stabiliti: “Non possiamo sostenere chi promuove l’utero in affitto”, scrive in una nota stampa la Regione.
L’oggetto della contesa sembra essere la maternità surrogata, da sempre appoggiata dal Roma Pride, ma per Colamarino, intervistato pochi giorni prima della manifestazione da Fanpage.it, la partita si gioca altrove: “Noi avevamo ricevuto a cavallo del ponte del 2 giugno il patrocinio, ma l’abbiamo annunciato soltanto stamattina e subito si sono alzate le voci contrarie di Pro Vita e di altre associazioni. Immediatamente la Regione Lazio ha fatto retrofront e ha revocato questo patrocinio. Quindi, come ho detto, Pro Vita comanda e la Regione Lazio esegue.” Per il presidente del Circolo di Cultura Omosessuale, l’attacco alla maternità surrogata, pratica a cui ricorrono quasi esclusivamente coppie eterosessuali in Italia, non è che una strumentalizzazione di una questione che non ha nulla a che vedere con il Pride Roma.
La risposta della destra e, in particolare, di Licia Ronzulli, infastidita tanto dalla renitenza all’obbedienza dimostrata dagli organizzatori del pride, quanto dalla coraggiosa decisione del sindaco Gualtieri di registrare i figli di due coppie di mamme, non si è fatta attendere: “A sentire gli slogan e le dichiarazioni che arrivano dal gay pride, emerge chiaramente come i veri intolleranti siano quanti oggi in piazza attaccano il governo e la maggioranza solo per il fatto di pensarla in modo diverso non sul rispetto che debba essere garantito alla comunità Lgbtq, sul quale siamo tutti d’accordo, ma sull’utero in affitto, una pratica che consideriamo aberrante. E’ in discussione anche la posizione, purtroppo tenuta anche dal sindaco di Roma, Gualtieri, sulla trascrizione delle adozioni dei figli di coppie omosessuali, contraria a quanto stabilito dalla legge. Su questo non cederemo”.
Ed è proprio Gualtieri, premiato dagli applausi della folla per la sua dimostrazione di impegno civico, a guidare il corteo dell’11 giugno dietro al primo striscione, al fianco di Zingaretti e della cantante Elodie. Tra le varie forze politiche che hanno aderito ufficialmente al pride, il PD di Elly Schlein è stato quello con la maggiore visibilità mediatica, seguito dai Radicali di Emma Bonino, dal M5S di Alessandra Maiorino, da Rifondazione Comunista e da Unione Popolare Roma.
Ça va sans dire che le richieste di scuse pretese dalla Regione sono state immediatamente rispedite al mittente: “Chiaramente non ci sarà nessuna scusa rispetto alle affermazioni di Rocca da parte del Roma Pride”, dichiara sempre Colamarino all’Ansa, “abbiamo solo fatto una richiesta formale alla Regione Lazio e loro hanno risposto con la concessione a titolo gratuito del patrocinio. Forse dovevano un po’ capire e conoscere quali fossero le nostre istanze – che poi sono le stesse da anni – prima di accordare il patrocinato”.
Micol Cottino
Crediti immagine di copertina: https://www.today.it/attualita/gay-pride-oggi-roma.html
