Quest’anno lo slogan della settimana della moda torinese “la moda veste la vita” si fa ancora più solidale, in primis per la natura dell’iniziativa legata alle nuove t-shirt e shopper firmate Torino Fashion Week, realizzate in cotone biologico certificato GOTS (Global Organic Textile Standard), le cui vendite sostengono la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e l’Istituto di Candiolo IRCCS.
L’incontro tra eccellenze internazionali e locali è nuovamente il fulcro dell’evento, con particolare riguardo all’artigianalità e originalità dei capi in passerella. Ma la Torino Fashion Week non è solo sfilate, è anche l’occasione per i marchi coinvolti di fare networking e mettersi in contatto con altre realtà che possono stimolarli a crescere creando importanti collaborazioni: lo dimostrano gli incontri di B2B che si sono svolti dal 28 al 30 giugno al Mercato Centrale, new entry nelle location di questa edizione. L’incontro fra culture diverse rappresentato dal Mercato Centrale, situato a Porta Palazzo, dialoga con l’esclusività e l’eleganza di Villa Sassi (confermata anche quest’anno come location per le sfilate), mostrando insieme le due facce della moneta della moda: un mondo esclusivo e chic che negli anni sta aprendo sempre più le porte a tutti, favorendo inclusione e diversità.
La storica villa torinese fa da sfondo alle prime due giornate di sfilate: la kermesse si apre il pomeriggio del 27 giugno con stilisti internazionali, dalla Nigeria all’Azerbaijan, dalla Francia al Portogallo, dalla Spagna all’Italia, che cedono il posto alle passerelle serali della delegazione EEN (Enterprise Europe Network) Ucraina, nelle quali 9 designer e imprenditrici donne hanno mostrato il loro talento fra abiti tradizionali, colorati e ricamati, abbigliamento moderno classico, ma anche sexy e alternativo, swimwear, cappelli, infine seducenti e raffinati completi.
Altro giorno, stessa location: il 28 giugno al pomeriggio la villa ha ospitato giovani eccellenze artigianali quali gli studenti dello Zerboni, del Passoni e dell’Istituto di taglio e confezione Floriana Ferrero. Calata la sera, si sono susseguite le designer di CNA Federmoda: eccellenze locali che hanno stupito gli ospiti a colpi di materiali alternativi (come il vetro), upcycling, abiti eleganti, gioielli e vere e proprie opere d’arte. A conclusione, l’atmosfera in villa si è fatta ancora più calda e avvolgente grazie alla musica di un quartetto jazz.
Cambio location per l’ultima giornata di sfilate: il 2 luglio è la volta dell’ultimo piano del Mercato Centrale che, con la sua splendida terrazza e le sue ampie vetrate, si affaccia su una Torino multiculturale. I designer cubani sono stati protagonisti sia del pomeriggio che della festa finale, mentre alla sera sono stati premiati gli special guest dell’evento: l’architetto-designer Hussain Harba, il brand senegalese Baobab e il marchio streetwear romano Old Fast.
Ancora una volta la Torino Fashion Week ha saputo dimostrarsi un evento importante per il territorio, un’occasione per “connettere la moda emergente nel mondo” ed essere una vetrina per artigiani della moda e designer talentuosi. Questo non solo grazie alle sfilate e ai B2B, ma anche grazie all’iniziativa di Rinascente e Banca di Cherasco che daranno la possibilità di vendere i propri capi all’interno della sede di Torino dei celebri grandi magazzini a un brand della kermesse, vincitore dei Torino Fashion Week Awards: l’Istituto di taglio e confezione Floriana Ferrero di Pinerolo.
Alessandra Picciariello
Fonte immagine in evidenza: pagina Instagram @torinofashionweek

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