“La scuola è aperta a tutti”, così si apre l’Articolo 34 della nostra Costituzione, ribadendo il diritto universale di ogni essere umano a ricevere un’istruzione. In un Paese come l’Italia dove l’istruzione è accessibile a tutti, almeno fino ai 16 anni di età, questo pare essere un concetto così vecchio e conosciuto da apparire scontato, ai nostri occhi.
Ci stupirebbe senza dubbio sapere di come, invece, molti bambini e ragazzi nel Regno Unito vengono lasciati privi di alcuna istruzione ed espulsi dagli istituti in quanto considerati “maleducati”. È quello che è successo, ad esempio, a Harry Reid, che, secondo quanto ha dichiarato la madre in un articolo su Mirror, si è ritrovato ad essere abbandonato a soli cinque anni dall’istituto scolastico che frequentava, con l’unica colpa di non essere come gli altri bambini. E ancora, sempre nel Regno Unito, troviamo numerose testimonianze di bambini e ragazzi espulsi dalle loro scuole, la maggior parte di essi a causa di un disturbo da cui sono affetti: l’ADHD.
Questo è definito “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”, è una condizione che generalmente esordisce nel periodo dello sviluppo ed è caratterizzata principalmente da livelli invalidanti di disattenzione e comportamento particolarmente irrequieto, i quali spesso possono essere erroneamente scambiati per cattiva condotta. Non ci sarebbe da stupirsi, dunque, se gli alunni affetti da questo disturbo (che, sottolineiamo, interessa quasi il 5% dei bambini) siano giudicati erroneamente maleducati o esuberanti; dopo la diagnosi, essi possono essere seguiti in maniera idonea, mediante provvedimenti di tipo farmacologico e terapeutico. Anche l’azione di genitori e insegnanti è fondamentale per il trattamento e la gestione dell’ADHD, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento e il benessere mediante strategie di sviluppo cognitivo e comportamentale.
Il problema in UK, tuttavia, non si limita a un mancato riconoscimento del disturbo: anche laddove a bambini e ragazzi è stato diagnosticato l’ADHD, la maggior parte delle scuole statali inglesi ha politiche comportamentali molto rigide e non si mostra tollerante. Il risultato è l’espulsione permanente di studenti che, privi di colpe, si ritrovano a vedersi negare un diritto fondamentale. Alcuni hanno la fortuna di poter accedere ad istituti scolastici dove possono avere la possibilità di essere trattati al pari di qualunque altro studente, ma spesso ci sono solo scuole private o molto lontane dalla città di provenienza dei ragazzi. Molti si ritrovano quindi a dover rinunciare a ricevere un’educazione adeguata, rischiando di avere un futuro precario.
Nonostante le campagne di sensibilizzazione, è innegabile che la situazione inglese vede le persone affette da ADHD semplicemente come indisciplinate, rifiutando di venire loro incontro. Secondo i dati raccolti dal dipartimento dell’educazione (link qui), in Inghilterra, nell’anno accademico 2020/2021, sono state quasi 4000 le espulsioni totali avvenute e più di 350.000 le sospensioni, parecchie delle quali vedevano come motivazioni principali “comportamento dirompente”. Si tratta di numeri elevati, seppur in discesa rispetto alle 7000 espulsioni degli anni 2017/18 e 2018/19.
Un Paese così apparentemente all’avanguardia come l’Inghilterra sembrerebbe invece mostrarsi “arretrato” dal punto di vista del diritto all’educazione, diritto che ai nostri occhi è sempre apparso scontato. Questo ci porta spontaneamente a riflettere che una cosa data per certa da alcuni appare invece come un privilegio per altri.
Monica Poletti
Immagine di copertina: Pinterest
