A Night of Summer Magic

Quasi quaranta anni fa, almeno 120.000 persone cantavano a squarcia gola sulle note di Bohemian Rhapsody.

Era infatti il 9 Agosto 1986 quando alla Knebworth House, Herefordshire, in Inghilterra si svolgeva “A Night of Summer Magic”: l’ultima data a conclusione del tour che promuoveva il nuovo disco “A Kind of Magic” dei Queen. Questo, era il dodicesimo album della band, Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon stavano vivendo l’apice del loro successo, tanto che alcune fonti ipotizzano che il numero di fan presenti arrivasse addirittura a 200.000.

Fu un concerto grandioso, emozionante, che ancora oggi rimane impresso nelle menti di milioni di persone. Questo non solo per l’eccezionale performance, la fervente partecipazione del pubblico e l’altrettanta adrenalina che avvolgeva il palco ma, purtroppo, anche perché quel 9 Agosto sarebbe stato l’ultimo concerto live della carriera di Freddie Mercury.

«Ci sarà un momento in cui non potrò più correre sul palco, perché sarà ridicolo» Se queste parole di Freddie Mercury potevano sembrare una semplice presa di consapevolezza, maturata dopo anni di carriera, ad oggi sappiamo quanto forse, tra le righe, ci fosse qualcosa di più. Un leggero velo di amarezza, forse anche di triste ironia.

Negli ultimi anni di carriera si erano sparse alcune voci sulle condizioni di salute del cantante, che agli occhi del pubblico e dei giornali sembrava piú debole, più spento. Queste osservazioni però avrebbero potuto anche essere giustifichiate dalla stanchezza accumulata dopo un tour decisamente impegnativo. Ad oggi sappiamo che questi sospetti erano fondati perché nel 1987 a Freddie Mercury viene ufficialmente diagnosticato l’AIDS.

In un periodo storico in cui ancora questa malattia era fortemente stigmatizzata, il leader dei Queen decide per diverso tempo di nascondere la notizia al pubblico, parlandone soltanto alle persone più vicine a lui, le quali per anni mantennero il suo segreto. Quando però i segni della malattia erano diventati ormai troppo evidenti, Freddie decide di rilasciare, tramite il manager Jim Beach, un comunicato stampa: “…Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia…”

Soltanto il giorno prima Freddie Mercury e i suoi compagni avevano ritirato sul palco dei Brit Awards il premio“for Outstanding Contribution to Music” ; in quella che sarebbe la stata la sua ultima apparizione pubblica. Le sue uniche parole, pronunciate quella sera, “Thank you. Good night…

Il finale lo conosciamo, la malattia lo consumò nel corpo e nell’animo finché Freddie non si spegne a causa di una broncopolmonite, aggravata da complicazioni dovute all’AIDS, all’età di 45 anni, circondato da amici e compagni di vita che lo accompagnarono fino alla fine, nella sua casa di Logan Place il 24 Novembre 1991. I funerali si svolgono al West London Crematorium il 27 Novembre davanti a 35 persone, tra cui Brian May, Roger Taylor e John Deacon dei Queen e Elton John.

Freddie Mercury e il compagno Jim Hutton

La persona che é stata Freddie Mercury non può essere riassunta nella sola figura di cantante. Era un artista fenomenale, aveva una presenza scenica magnetica, audace sul palco e altrettanto riservato nella sua vita privata. Non solo questo, Freddie Mercury, con tutte le sue sfaccettature ed imperfezioni, é ancora oggi un pilastro per la comunità omosessuale. Non perché si battesse apertamente per la comunità, ma proprio perché la sua vita è stata lo specchio riflesso di migliaia di giovani omosessuali degli anni 80 e 90. L’incertezza, il desiderio, la vergogna, la paura dello stigma sociale… dall’alto della sua gloria Freddie aveva provato ognuna di queste emozioni, aveva sofferto come ogni singolo ragazzo gay di quegli anni.

Freddie Mercury ha portato sul palco la struggente imperfezione del voler amare liberi, in un mondo in cui, molto spesso, questo non è concesso. Per questo ancora oggi viene ricordato con tanto affetto. La sua voce e il suo animo hanno lasciato un segno profondo che, ancora oggi, non possiamo dimenticare.

Crediti immagini: Pinterest

Alice Musto

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