Raymond Carver – L’essenzialità della scrittura

Chi è Raymond Carver?

Raymond Carver è un autore americano diventato famoso per i suoi racconti brevi, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Cechov americano”. Il suo stile di scrittura venne definito come minimalista, aggettivo che lo stesso Carver non poteva sopportare, poiché i suoi testi mantenevano, dopo le numerose revisioni e riscritture, solo l’essenziale; per citare Carver: “Presto dentro. Presto fuori. Niente indugi. Avanti”. Uno stile che per certe tematiche si lega alla corrente del realismo sporco americano nata intorno agli anni ’60, il cui “maestro” fu Bukowski. I racconti di Carver sono spontanei, storie nate da piccoli eventi della sua vita, ma trattati nel modo meno autobiografico possibile. Lo stesso Carver afferma che per quanto possano sembrare reali, sono contaminati da fatti inventati o ricostruiti e questo vale anche per le sue poesie. Esatto, Carver era anche un poeta, anzi proprio con le poesie ha avuto inizio la sua carriera da scrittore e più volte sono state la base per alcuni dei suoi racconti in cui alcuni versi vengono ripresi parola per parola. Inoltre, le difficili condizioni economiche e la famiglia avuta in giovanissima età costrinsero sempre Carver a dover cercare i più disparati lavori, costringendolo a prediligere una forma di scrittura breve, che potesse essere completata in una sola seduta. Oggi cerchiamo di conoscere meglio questo autore travagliato, riconosciuto anche da Murakami come l’unico autore contemporaneo ad averlo ispirato. Cercheremo di fare la sua conoscenza attraverso alcune delle sue poesie che sono definite dallo stesso autore come narrative, poiché raccontano sempre una piccola storia. I brani seguenti saranno citati dal testo All of Us: The Collected Poems, edito da Vintage Publishing, che contiene varie raccolte.

Alcohol

That painting next to the brocaded drapery
is a Delacroix. This is called a divan
not a davenport; this item is a settee.
Notice the ornate legs.
Put on your tarboosh. Smell the brut cork
under your eyes. Adjust your tunic, so.
Now the red cummmerbund and Paris; April 1934.

A black Citroen waits at the crub.

The street lamps are lit.
Give the driver the address, but tell him
not to hurry, that you have all night.
When you get there, drink, make love,
do the shimmy and the beguine.
And when sun comes up over the Quarter
next morning and that pretty woman
you’ve had and han all night
now wants to go home with you,
be tender with her, don’t do anything
you’ll be sorry for later. Bring her home
with you in the Citroen, let her sleep
in a proper bed. let her
fall in love with you and you
with her and than… something: alcohol,
a problem with alchol, always alchol –
what you’ve really done
and someone else, the one
you meant to love from the start.

Raymond Carver – Alcohol

Carver ci racconta qualcosa della sua vita, i problemi con l’alcolismo e i tratti di alcune sue relazioni; parla di amore, parla di gesti, ci descrive i tratti principali di questa esperienza in modo essenziale e incisivo. Questo il è “minimalismo” di Carver: una poesia narrativa, priva persino della punteggiatura di troppo, che traccia una storia volta a lasciare un solco nel lettore. Almeno, questo è l’intento del poeta come dichiarato più volte, ad esempio nel saggio On Writing: “Le parole possono essere precise anche al punto di apparire piatte, l’importante è che siano cariche di significato; se usate bene, possono toccare tutte le note”.

For Semra, With Martial Vigor

How much do writers make? she said
first off
she’d never met a writer
before
Not much i said
thay have to do other thing as well
Like what? she said

Like working in mills I said
sweeping floors teaching school
picking fruit
whatnot
all kinds of thing I said
In my country she said
someone who has been to college
would never swwep floors
well that’s just when they’re starting out I said
all writers make lots of money
Write me a poem she said
All poems are love poems I Said

[…]

Raymond Carver – For Semra, With Martial Vigor

Ecco ancora, un dialogo scarnificato sino all’osso, nessuna indicazione del personaggio che prende la parola se non un “she said” che identifica l’interlocutrice dell’Io Poetico, il quale risponde rapido, come in un discorso parlato rievocato nella memoria dell’autore: “Io dissi questo, lei disse questo”. Questo è Raymond Carver, un autore che superò innumerevoli avversità, a partire da un matrimonio precoce, dal mantenimento della famiglia, dall’alcolismo e dalle difficoltà economiche. Carver riuscì, non senza intoppi, a portare avanti la sua passione; voleva raccontare storie e voleva farlo senza trucchi, senza inganni, dicendo la verità, con le parole comuni. Un autore che ci ha lasciato troppo presto, una carriera stroncata dalla malattia che poteva darci ancora molti brani di grande valore.

Matteo Bonino

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