Un September Issue importante per Vogue Italia: 60 anni di moda, arte e cultura

Come ogni settembre, approda nelle edicole il numero più importante della rivista di moda più nota al mondo, il numero di settembre, il September Issue, appunto. Ma perché è così rilevante? Per molti il primo settembre può essere considerato il vero Capodanno. Così è anche per il mondo della moda: è a settembre che si decidono i nuovi trend. Proprio per questo, è anche il numero più corposo dell’anno, tanto che gli editori ne parlano coi redattori in termini di peso. Il volume della rivista è un ottimo indicatore della salute del settore, più pagine significa più inserzionisti e quindi più budget, più interesse, maggiore libertà di innovazione. Nella storia di Vogue il numero record è quello americano del 2012, dal peso di 2 chili, con 916 pagine, di cui 658 di pubblicità. Molto del successo e del prestigio del numero di settembre si devono alla celebre direttrice di Vogue America, Anna Wintour, protagonista di un documentario del 2009 che appunto si chiama The September Issue, nel quale ha aperto le porte della redazione per mostrare il dietro le quinte della realizzazione della rivista.

Il September Issue di Vogue Italia di questo 2024 è particolarmente speciale perché celebra i 60 anni del magazine. Volgendo uno sguardo al passato, molte sono le figure alle quali si rende omaggio in questo numero: in primis, alla storica direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, poi ad artisti come il fotografo Steven Meisel. Non mancano i riferimenti a uno degli eventi più attesi di settembre, il Festival del Cinema di Venezia, con un articolo sul regista Luca Guadagnino, e interviste a personaggi illustri nel mondo della moda e del cinema (per esempio a Maria Grazia Chiuri e a Sophia Loren).

Per festeggiare questo anniversario, il magazine propone un servizio di copertina (Lo stile italiano) scattato da Steven Meisel, in cui le protagoniste sono sei donne italiane, attrici e modelle di diverse generazioni, ognuna legata a Vogue Italia da servizi e collaborazioni passate, ma anche presenti e future. Infatti, questo numero non solo celebra il passato glorioso della rivista, ma osserva anche il presente e ha uno sguardo fiducioso verso il futuro, chiedendosi concretamente, con un articolo, come sarà il mondo tra altri sessant’anni.

Come mai sono state scelte proprio queste sei donne per il servizio di copertina e che cosa rappresentano? Quali sono altri articoli interessanti che si possono trovare in questo numero? Vi rispondiamo in questo articolo.

Fonte: https://www.vogue.it/article/vogue-italia-numero-60-anni

Non servono presentazioni per lei: Linda Evangelista, top model dagli anni Ottanta in poi, vanta numerose copertine con Vogue Italia e rappresenta un’italianità trapiantata all’estero. Nata in Canada da genitori originari del Bel Paese, confessa a Vogue di aver sempre vissuto una forte atmosfera di italianità in casa e di aver visitato i luoghi delle sue origini con grande affetto.

Top model di una diversa generazione è la giovane Vittoria Ceretti, che ha ottenuto la sua prima copertina su Vogue Italia nel luglio 2016. Italiana doc e riconosciuta a livello mondiale, è una delle poche modelle che si possono considerare top, fenomeno che sembra più relegato al passato che ai giorni nostri.

Deva Cassel, modella, attrice e doppiatrice, pur avendo due genitori importanti, sta riuscendo a farsi strada con il suo talento. Il suo primo incontro con Vogue Italia avviene a soli 16 anni quando posa per una copertina con la madre — Monica Bellucci — una delle icone del cinema per cui è conosciuta l’Italia nel mondo.

Isabella Rossellini, all’età di 71 anni, è stata protagonista di ben 39 copertine di Vogue, dalla prima per Vogue Germania nel 1982. Il suo esordio su Vogue Italia risale al 1988, per uno storico servizio di Steven Meisel dove viene ritratta sorridente, una rottura del codice delle riviste di moda, che voleva le modelle serie e misteriose, che solo un fotografo di quel calibro si sarebbe potuto permettere.

Mariacarla Boscono è una modella e attrice shakespeariana. Insieme a Eva Riccobono e a Bianca Balti compone il trio di supermodelle italiane più celebre degli anni Duemila.

Maty Fall è una giovane modella italo-senegalese di fama globale. La sua prima copertina per Vogue risale al 2020 con il fotografo Paolo Roversi, per il numero intitolato Italian Beauty. Questo ci ricorda come Vogue sia una rivista di moda in grado di impegnarsi in tematiche sociali quali la lotta al razzismo. Ebbe grande risonanza il Black Issue, del luglio 2008, fortemente voluto da Franca Sozzani, interamente dedicato a modelle, artiste e politiche nere, che andò sold out nel giro di tre giorni negli Stati Uniti e in Inghilterra, confermando il valore internazionale della versione italiana di Vogue.

Fonte: Vogue Italia, settembre 2024

In questo numero così speciale, Vogue Italia ci ricorda, con cinque contributi d’archivio, come tra le sue pagine abbiano trovato ospitalità anche interventi dei più grandi scrittori del nostro Novecento. Si comincia con Alberto Moravia che, a partire dalla sua prima esperienza con un sarto, gioca con il concetto di classicità e di tradizione, in un racconto a tratti esilarante. Dacia Maraini intervista Maria Callas, all’epoca, il 1969, reduce dalla sua interpretazione di Medea per Pier Paolo Pasolini. Alberto Arbasino, in un intervento ora raccolto da Adelphi in Ritratti e immagini, ci fa rivivere quell’Italia che ospitava il meglio del jet-set mondiale. In quegli anni lo scrittore collaborava con Vogue America, del quale sottolinea lo spessore culturale. Si prosegue con un divertissement della giornalista Camilla Cederna sulle mode in fatto di arredamento. Infine, Fernanda Pivano riflette su Bret Easton Ellis all’epoca del successo mondiale riscosso dal suo provocatorio, tragico e violento primo romanzo, Less Than Zero.

Il coraggio dei pionieri è invece il titolo dell’articolo dedicato alla collaborazione tra Demna Gvasalia, direttore creativo di Balenciaga, e Mina. Folgorato dall’ascolto di un brano della cantante italiana nel 2011, Demna, 13 anni più tardi, decide di contattarla per la realizzazione di una capsule collection a lei dedicata, in cui moda e musica si intrecciano. Ma cosa c’entra una delle cantanti più famose del mondo con Demna e Balenciaga? Quello che stupisce di questa collaborazione è che i due siano più vicini di quanto possa sembrare. Innanzitutto, sono nati lo stesso giorno (il 25 marzo), confessa Demna nell’intervista-dialogo con Massimiliano Pani (figlio e produttore dei dischi di Mina) in questo articolo. Poi, come la stessa Mina riconosce, la cantante e il designer hanno molti punti in comune, tra cui l’audacia, il coraggio e uno stile pionieristico, in grado di anticipare i tempi.

Insomma, come avete potuto leggere, Vogue non è solamente una rivista di moda ma un osservatorio sullo stato dell’arte e della cultura, una piattaforma di sperimentazione per alcuni tra i più grandi fotografi dell’ultimo secolo, un luogo in cui raccontare l’evoluzione della società attraverso lotte come quella femminista e quella antirazzista. Vogue da anni si impegna nel trattare temi importanti ma con la giusta leggerezza e un tocco di glamour che possono aiutare a rendere il mondo un posto più godibile.

Fonte foto di copertina: https://www.vogue.it/article/isabella-rossellini-intervista-cover-vogue-60

Giulia Menzio e Alessandra Picciariello

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