Arte contemporanea nel contesto urbano a Torino

Con il ritorno in giallo è di nuovo possibile visitare mostre, musei e gallerie, che purtroppo sono stati fra i luoghi meno discussi nei dibattiti sulle riaperture. Cosa può offrire la città di Torino, nel vasto panorama culturale che la contraddistingue? Ci sono tre luoghi molto particolari, lontani dal centro città ma che incarnano il perfetto connubio fra ambiente urbano e arte contemporanea. Sono la Fondazione Merz, le OGR e la Fondazione Sandretto, che in comune hanno il riutilizzo dell’archeologia industriale al servizio della cultura.
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Pamart: la fluid painting di Pamela Naranzoni

Pamart: la fluid painting di Pamela Naranzoni
Nel periodo del lockdown alcune persone hanno deciso di reinventarsi, scoprendo nuove passioni e passioni.

La nostra redattrice @federicamoon ha intervistato Pamela Naranzoni, in arte Pamart, che ha fatto della Fluid Painting una professione, portandola ad aprire anche un negozio.

Si tratta di una tecnica che può essere utilizzata in modi diversi, utilizzando il phon come pennello per la Dutch pour oppure il bicchiere e il movimento della tela per la flip cup.

Conoscevate questa tecnica particolare?

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La mostra d’arte che si annusa: Fleeting-Scents in Colour

Non appena i musei riapriranno, la galleria d’arte Mauritshuis, in Olanda, proporrà una mostra d’arte sensoriale, mettendo insieme quadri e odori e ricreando la suggestione del ecolo d’oro olandese. Nel suo articolo, Marina Lombardi ci parla di una mostra innovativa e particolare che coinvolgerà vista, olfatto e immaginazione con odori più o meno piacevoli, e dove sarà possibile immergersi completamente nell’atmosfera del tempo. Solo per questi mesi alla galleria d’arte dell’Aia sarà possibile fare un tuffo nel passato e conoscere un tempo che non abbiamo mai vissuto.
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Il genio di Alberto Giacometti

La nostra redattrice Federica Seni Ferreri @federicamoon ci parla di Alberto Giacometti, artista di spicco e di fama mondiale del Novecento.
La sua raffinatezza e la sua sensibilità hanno contraddistinto il suo stile, annoverandolo tra gli artisti più rappresentativi del XX secolo.
Lo conoscevate?

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Per la prima volta in mostra “Le Signore dell’Arte”

Dal 2 marzo al 25 luglio 2021, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600”. In mostra le opere di 34 artiste del tardo Rinascimento e del Barocco, tra cui Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, alcuni dipinti delle quali vengono qui esposti per la prima volta.  
Tra i prestiti richiesti, ne spicca uno in particolare: un’opera proveniente da una collezione privata libanese, che porta su di sé i segni dell’esplosione avvenuta lo scorso 4 agosto 2020 a Beirut.
Nonostante la chiusura temporanea dei musei, la mostra si può visitare online, scopri di più leggendo il nuovo articolo di Elena D’Elia!

@palazzorealemilano @ArthemisiaArte @Fondazionebracco
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World Press Photo 2021: i finalisti

I finalisti del World Press Photo 2021 sono stati svelati. Più di 4.315 fotografi e 75000 scatti hanno tentato di aggiudicarsi il concorso di fotogiornalismo più famoso al mondo.
Nel nuovo articolo di Antonio Ruggiero scopriamo chi è riuscito a piazzarsi tra i finalisti e ha, ora, la possibilità di vincere uno degli ambiti premi. Le vicende raccontate dagli scatti sono estremamente toccanti e capaci di far immedesimare lo spettatore. Scopriamo insieme quali sono le storie raccontate da alcuni dei migliori fotoreporter al mondo.

Il mondo animale di Ohara Koson

Nel suo ultimo articolo, la nostra redattrice Federica Seni @federicamoon ci parla di Ohara Koson, l’ultimo pittore naturalista giapponese. Autore di nicchia rispetto ai più conosciuti Hiroshige e Hokusai, la sua arte racchiude un gusto raffinato e un fascino da scoprire.

La produzione di questo artista è variegata: dalle stampe alle pitture, lascia emergere la sua passione e amore per la natura.

Lo conoscevate?

Jago, l’artista che scolpisce la “rinascita”

Elena D’Elia, nel suo nuovo articolo, ci racconta di Jago, un artista italiano che lavora principalmente con la scultura e la produzione video, la cui ricerca artistica fonda le sue radici nelle tecniche ereditate dai maestri del Rinascimento.
È il primo artista ad aver inviato una sua opera nello spazio, “The First Baby”, una scultura in marmo raffigurante il feto di un bambino, inviata alla stazione spaziale internazionale sotto la custodia del capo missione, Luca Parmitano.
Lo scorso 5 novembre 2020, l’artista ha posizionato in Piazza del Plebiscito a Napoli un’altra scultura in marmo, che rappresenta nuovamente un feto, ma di maggiori dimensioni. Il titolo è “Lookdown”, esplicito riferimento alla nuova condizione che tutto il mondo ha dovuto sperimentare durante l’anno, ma anche «invito a “guardare in basso”, ai problemi che affliggono la società e alla paura di una situazione di povertà diffusa che si prospetta essere molto preoccupante, soprattutto per i più fragili.
L’opera è stata oggetto di atti vandalici, testimoniati da filmati degli stessi responsabili, ma Jago ha colto l’occasione per lanciare un messaggio di apertura e di educazione, che rispecchia la sua ideologia e il suo impegno nel comunicare, soprattutto ai giovani, la necessità di dedicarsi all’arte e alla cultura in generale, per diventare consapevoli della propria libertà espressiva, nel rispetto di quella altrui.

Il mondo dell’Arte ricorda Pinin Brambilla Barcilon

Lo scorso 12 dicembre si è spenta a Milano Pinin Brambilla Barcilon, una delle restauratrici più influenti del XX secolo, nota soprattutto per il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Nel curriculum della restauratrice, che vantava oltre 70 anni di carriera, vi sono interventi su alcune delle più importanti opere d’arte italiane.

Nel 2015 Pinin Brambilla è stata co-fondatrice del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che collabora con L’Università degli Studi di Torino in quanto istituto di eccellenza per la formazione universitaria dei restauratori e per la ricerca scientifica nel settore dei beni culturali, e lo ha diretto fino al 2012.
Attualmente presso il Centro di Venaria è conservato il Fondo Pinin Brambilla, un archivio composto da tutta la documentazione prodotta dalla restauratrice nel corso della sua carriera.

Nel 2019 è stata insignita dall’Università di Torino della laurea Honoris Causa in Conservazione e Restauro dei Beni culturali «per aver conservato alle presenti e tramandato alle future generazioni il nostro patrimonio artistico e per aver insegnato che il restauro serve a vedere e rivedere con occhi sempre nuovi le opere d’arte».

La Collezione del Pastello Secco di Lequio Berria

In questo articolo @Federica Seni ci descrive la Collezione del Pastello Secco di Lequio Berria, un’attrazione da segnare sul proprio diario di viaggio. Immersa nel verde delle Langhe, la mostra è unica nel suo genere in Italia, anche grazie alla straordinaria collaborazione tra artisti italiani e russi, iniziata negli anni ’90.
Questa collezione infatti è la testimonianza di un gemellaggio artistico di grande nota, quello tra tra Lequio Berria, un piccolo paese del Piemonte, e Jaroslavl’, una città russa di 600.000 abitanti sul Volga.
Un legame nato dall’attrazione verso la tecnica del pastello secco (o soffice), e durevole come le sue tonalità.