Pamart: la fluid painting di Pamela Naranzoni

Nel periodo del lockdown, che da mesi trascina con sé pesantezza e preoccupazione, molte persone hanno avuto modo di ritagliarsi del tempo per scoprire nuove attività, per cercare di rendere più sopportabile la noiosa gita nelle solite stanze di casa propria. Alcune di queste sono diventate vere e proprie passioni, altre, addirittura, professioni.

Anche se queste situazioni facilmente conducono sul divano a consumare serie tv e pacchetti di biscotti, una parte dell’essere umano non si è ancora riconosciuta come parte del corredo di casa, rimanendo quindi attiva, scegliendo una via alternativa e reinventandosi nelle più variegate attività.

Infatti, Pamela Naranzoni, in arte Pamart, ha coltivato la sua passione per l’arte tra un lockdown e l’altro, rendendola la sua nuova professione, tanto da aprire recentemente un negozio in cui esporre e vendere le sue opere d’arte.

Chi è Pamela Naranzoni

Pamela Naranzoni ha frequentato il liceo al Teatro Nuovo di Torino incentrato su scenografia, canto, recitazione e danza. Ha continuato la sua formazione a Bologna a The Bernstein School Of Musical Theatre, diventando performer.

La voglia di sprigionare la sua espressività attraverso le tele è nata durante il primo lockdown, scoprendo la tecnica della fluid painting tramite alcuni video.

Come dice Pamela “Ho scoperto questa passione e mi son detta perché non provare? Ho sempre avuto la passione per il musical, mi occupo ancora di teatro e continuo a dedicarmi all’ambito dello spettacolo, però in questo primo lockdown ho deciso di avvicinarmi all’arte su tela“.

Ha iniziato a sperimentare con le prime tele e, dopo un anno, ha provato ad aprire una pagina su Instagram (@pamart_acrilici), che le ha consentito di ottenere più visibilità e varie richieste di partecipazione ad esposizioni artistiche.

Con la pubblicazione delle foto delle sue opere ha ottenuto molti riscontri positivi, con persone interessate ad acquistare i quadri, ragione che l’ha spinta ad intraprendere questa strada a livello professionale.

Fluid Painting

Cristalli d’acqua di Pamart

Si tratta di una tecnica che prevede l’utilizzo di colori acrilici e vernici unite ad un mezzo di colata,  utilizzato per rendere il colore più fluido, in modo da consentire all’artista di creare forme sulla tela versando il composto.

Gli esperimenti iniziali di Pamela per affinare la tecnica sono realizzati su tele piccole per procedere gradualmente con le dimensioni.

Successivamente, ha dipinto la sua prima opera vera e propria, Fiore invernale, con la tecnica del dutch pour, in cui si utilizza un asciugacapelli come pennello per creare delle piccole celle di colore e le forme desiderate. Soddisfatta del risultato, da qualche mese, si è cimentata nella produzione di tele sempre più grandi, tra cui trittici.

L’intervista a Pamart

Quale quadro ti rappresenta di più?

Inizialmente era Dolce Fragilità il quadro che trovavo più rappresentativo della mia personalità; per il  fondo avorio, un colore tenue e, per l’appunto, delicato.

Inoltre il fiore al centro, sottilissimo, sembra ricamato, quasi formato da una rete sottile: per questo motivo ho ritenuto che fosse riconducibile al titolo Dolce Fragilità. Il soggetto ha l’aria di essere fragile e in contrasto c’è un fondo chiaro, deciso, ma credo che la fragilità non sia sempre un difetto.

I tuoi quadri richiamano spesso gli elementi della natura: terra, fuoco, aria… quale elemento preferisci?

L’acqua in generale è uno degli elementi che preferisco e che mi piace di più. Le ho dedicato un quadro, Cristalli d’Acqua, che ho esposto alla mostra Natural Elements al Palazzo Ducale di Genova. I colori che ho utilizzato parlano da sé: le varie sfumature di turchese richiamano il mare, che adoro. Sono tonalità che devono rilassare la mente. Il termine cristalli rimanda alla sensazione che queste forme sembrano cristallizzate.

Qual è la tecnica che preferisci?

La tecnica che amo di più è la dutch pour perché mi consente di utilizzare il phon come pennello, anche se rispetto ad altre richiede un procedimento più lungo per ricercare la forma che voglio ottenere. Di conseguenza, più le tele sono grandi, maggiori sono il tempo e la concentrazione richiesti. Però mi sento libera quando realizzo i miei quadri.

E invece, a proposito della flip cup?

La flip cup, cioè riempire con diversi colori un bicchiere, poggiarlo sulla tela e successivamente toglierlo per lasciare che la vernice si diffonda – ma non solo, muovendo anche la tela per creare la forma che voglio -, è una tecnica che ho utilizzato per alcuni quadri. Essa richiede l’utilizzo di una vernice più densa. Però attualmente mi concentro sulla dutch pour: mi soddisfa di più.

Cosa vuoi esprimere con la tua arte, principalmente?

Devono esprimere libertà. Questo è il messaggio principale che voglio trasmettere attraverso le mie opere. Realizzare i quadri mi sfoga, di conseguenza anche io mi sento libera; mi è servito molto nel periodo del lockdown avere momenti di evasione, è stata una linea di salvezza.

Ambientazione di Pamart

Come procedi nella realizzazione delle tue opere?

Per prima cosa scelgo i colori e la forma che vorrei rappresentare. Inoltre, mi piace molto l’estetica del quadro, perché lo penso sempre in un contesto. Mi metto anche dalla parte di chi dovrebbe acquistare ciò che realizzo. Oltre a trasmettere le mie emozioni, voglio che sia anche un’opera di design. Sicuramente mi rende felice sapere la mia arte nelle case delle persone.

Sei stata anche nominata Artista dell’anno, con tanto di foto delle opere sul famoso catalogo Art Now, cosa ha rappresentato questa esperienza?

L’esperienza di Art Now è stata molto significativa. Quest’anno è stata organizzata una mostra virtuale per il Premio alla Creatività, che prevedeva una diretta in cui sono state presentate le opere in videoproiezione. È stato anche fatto un catalogo dedicato ai partecipanti all’esposizione, con tanto di foto, il recapito telefonico, un estratto della biografia di ogni artista e una targa di riconoscimento.

Hai qualche nuova mostra in agenda?

Recentemente sono stata contattata dalla Van Gogh Art Gallery di Madrid per una mostra che si terrà in Austria. Parteciperò con tre opere: Vampe, Delicato Abbraccio e Tormenti Marini. Sono molto contenta di potere partecipare a una mostra all’estero così importante. Per ora, questo è quanto ho in progetto per i prossimi mesi.

Quindi da passione a professione?

Esattamente. Da passione nata durante il lockdown, visto il successo e l’appoggio che ho ricevuto ho deciso di intraprendere questa strada in maniera professionale.

Ultimo ma non meno importante, il negozio!

Ho aperto un negozio in cui espongo e vendo le mie opere a Vigevano in Via del Carmine n.18, di cui vado molto fiera.

Federica Seni

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