The Sound of Beauty

Tra il 7 e il 14 maggio Torino ha subito una trasformazione che non si vedeva da anni: l’Eurovision non solo le ha fornito una grande possibilità di crescita a livello turistico, ma ha invaso le sue strade con musica e bandiere, letteralmente attraversate da “the sound of beauty”. A distanza di giorni, possiamo tirare le somme di quello che, più che un festival, si è rivelato una sfida per la nostra città.

Post Eurovision

Una volta concluse le tre serate del Contest presso il Pala Olimpico, si sono sollevate non poche polemiche riguardanti le delegazioni partecipanti. La vittoria di Kalush Orchestra dipinta di giallo e blu è stata principalmente decretata dal televoto. Ben 439 punti, una cifra che sicuramente segna un record nella storia dell’Eurofestival, ha consentito all’Ucraina di superare definitivamente Regno Unito e Spagna, che fino a quel momento giocavano un tête-à-tête. Il pubblico ha effettivamente premiato il talento dei Kalush o ha espresso un voto di solidarietà nei confronti di un Paese brutalmente devastato dalla guerra? Nel corso della conferenza stampa il frontman della band dichiara che è una vittoria molto importante per l’Ucraina, una vittoria piena di speranza e di messaggi di pace, che coraggiosamente hanno lanciato durante tutto il Contest. Il brano Stefania, infatti, trae il titolo dal nome della mamma di Psiuk, il frontman della band, ed è stata successivamente dedicata a tutte le mamme ucraine che stanno affrontando uno dei momenti peggiori: salutare i propri figli che partono per difendere la nazione. Ciò che i Kalush Orchestra si augurano è poter ospitare ESC2023 in una nuova Ucraina, libera e pacifica.

esibizione Kalush Orchestra I Semifinale

Per quanto riguarda le tendenze musicali (dati al 21 maggio 2022), delegazione italiana e vincitori a parte, stanno registrando ottimi ascolti su Spotify i brani Give that Wolf a Banana dei Subwoolfer e Trenulețul di Zdob si Zdub. Il primo, rispetto alla classifica finale in cui si è posizionato decimo, è settimo in Viral 50 global sembra si stia rivelando uno dei vincitori radiofonici più promettenti del Contest, specialmente merito dell’ironia dei lupi-alieni norvegesi che sui social stanno guadagnando moltissime views con le parodie degli altri brani in gara. L’Italiana Brividi, invece, risulta essere la canzone più ascoltata in streaming, conquistando le classifiche di ben ventotto Paesi su quaranta partecipanti e rimanendo in Top10 italiana. Stefania, d’altro canto, è al terzo posto nella classifica Viral 50 globale della piattaforma.

Eurovillage

Sebbene il Contest si sia svolto interamente presso il Pala Olimpico, il Parco del Valentino è diventato in un certo senso il vero protagonista della settimana, il luogo in assoluto più attraversato dalla linfa del “suono della bellezza”. Dalle 17 in poi l’Eurovillage ha ospitato artisti torinesi e non, ma specialmente ha dato la possibilità ai cantanti delle delegazioni di farsi conoscere al pubblico in maniera più spartana, di scambiare selfie e commenti con i fan perdendo, in un certo senso, quell’aura e quella distanza tipica di un artista internazionale. Ognuno di loro si è spogliato dei costumi di scena per entrare in contatto con i veri ascoltatori della loro musica. Immancabili tra il pubblico i cappellini fucsia di Kalush Orchestra e gialli dei Subwoolfer, lanciati dal palco come regalo alla folla. Questi ultimi si sono distinti più degli altri, non solo per la simpatia, ma anche per le irruzioni casuali sotto palco indipendentemente dalla loro esibizione, per il puro gusto di divertirsi come dei fan.

L’Eurovillage non ha smesso di fermarsi neanche durante la trasmissione delle dirette televisive, apparentemente più piatte in stile “cinema all’aperto”: standing ovation e tifi per Achille Lauro prima e Mahmood e Blanco poi, trenini nel corso dell’esibizione della Romania e di altre delegazioni, battiti di mani a ritmo di Biti zdrava della serba In corpore sano. Una festa musicale senza precedenti e una perla dopo due anni di pandemia in cui tornare alla normalità di un concerto sembrava utopia, soprattutto se si tratta di una settimana di musica no-stop.

In conclusione…

La musica ha attraversato le vie di Torino esattamente come hanno fatto Mahmood e Blanco in monopattino la sera della seconda semifinale: ha coinvolto tutti, dai cittadini ai turisti, da coloro che hanno potuto permettersi l’ingresso all’Eurovision a chi ha partecipato agli eventi dell’Eurovillage. Ha illuminato la città come per magia, ridandole vita, colorandola di bandiere, facendola risuonare con lingue e ritmi di ogni parte d’Europa. The sound of beauty si è dimostrato più di uno slogan, è stato l’effettivo polmone della città, che splendente così non si vedeva dalle Olimpiadi del 2006.

Giulia Calvi

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