Il sapore delle vacanze aleggia ancora nelle giornate di settembre per molti che, preferendo la quiete alla movida estiva, desiderano “staccare la spina” dalla routine nei primi giorni di tepore autunnale. Ottobre dalle calde chiome sancisce, invece, il ritorno ai ritmi della folta quotidianità alla quale si associano spesso frenesia e condizioni ansiogene e destabilizzanti.




Non sempre è facile far fronte alla velocità con cui la vita si dipana come un gomitolo infinito e disorientato: la tecnologia continua a produrre strumentazioni sempre più high-tech, guerre e conflitti globali rimbombano nelle bocche cavernose di telegiornalisti e il degrado ambientale fluttua nell’aria e per mare. Miriadi di informazioni si tuffano in ogni poro dell’umanità che, sebbene più o meno sensibile ad alcuni temi, non può sottrarsi a un flusso sempre più torrenziale di richieste. “Correre, correre e ancora correre” è il motto della contemporaneità ma… quanto tempo dedichiamo a noi stessi? Quanta importanza attribuiamo alle pause e ai silenzi che ci consentono di coltivare la nostra interiorità?
Arrestarsi per un tempo, più o meno prolisso, consente a ciascun essere umano di cogliere il presente, di realizzare quel “Carpe diem” a cui già Avanti Cristo il poeta Orazio faceva riferimento e che ora più che mai assume una connotazione decisamente attuale. La saluta mentale trae origine da questa considerazione: trovare un posto in quel flusso a partire dalle pause, dai silenzi in cui si può trovare pace e comprendere le voci che provengono dall’intimità dell’essenza umana.
Il 10 ottobre corrisponde alla Giornata Mondiale della Salute Mentale, indetta nel 1992 da Richard Hunter, l’allora vicesegretario generale della Fondazione Mondiale per la Salute Mentale. Dall’epoca, è trascorso un ventennio in cui si sono succeduti numerosi fatti ad alto impatto sociale e umano, a partire da attentati, stragi e pandemie con ripercussioni evidenti sulla salute mentale della popolazione globale.
SALUTE MENTALE A PAROLE
Se per salute in senso lato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità fa riferimento a una “condizione di totale benessere fisico, mentale e sociale”, la salute mentale rappresenta uno dei tasselli che necessariamente devono appartenere al puzzle del concetto precedentemente definito. Purtroppo, però, tale annessione accade sempre meno frequentemente e con plurime difficoltà, ma perché?
Lo studio “Global Burden of Disease” condotto dall’”Institute for Health Metrics and Evaluation” tra il 2017 ed il 2019 ha individuato che 1 persona su 10, al mondo, soffre di disturbi mentali enucleati nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali). In totale, se ne contano diciotto tra i quali, per diffusione percentuale, spiccano gli stati d’ansia e la depressione ma anche problematiche correlate alla nutrizione, fobie e psicosi, quali il bipolarismo o la schizofrenia.
SALUTE MENTALE IN CIFRE
L’Istituto Superiore di Sanità ha constato, in seguito a ricerche compiute nel 2018, che circa 300 milioni di persone soffrono di depressione maggiore nel mondo, con una percentuale più massiccia di donne che rappresenterebbero il 13,25% dei soggetti coinvolti rispetto al 12,58% maschile. I dati sono molti simili in riferimento ai disturbi d’ansia mentre si affievoliscono rispetto a problematiche psicotiche, con un 46% di individui coinvolti nella sfera del bipolarismo, su scala mondiale.
EVOLUZIONI
Dal 1990 al 2019, il numero di soggetti affetti da disturbi mentali è aumentato da 80 milioni circa a 125.3 milioni, come rivela la rivista medico-scientifica inglese “The Lancet” e, in seguito all’evento pandemico dovuto alla diffusione del virus SARS-COVID-19, le percentuali sembrano tendere verso picchi sempre più elevati. Si tratta di dati preoccupanti, se si conta che pressoché il 62% dei decessi dovuti a suicidio provengono da sofferenza mentale (considerando che, nel 2022, i suicidi verificatisi nel mondo ammontano a poco più di 800 mila).
La questione che si nasconde dietro così tanti dati è l’affronto del tema in chiave profilattica, secondo l’ottica del “prevenire è meglio che curare”. Molti termini ed espressioni gergali fanno riferimento, con estrema leggerezza, a tali temi ma, riflettendoci maggiormente, forse potremmo comprenderne il reale peso per evitare di inciampare nell’ennesimo esempio di insensibilità che riflette la velocità del mondo sopracitata. Tutto ciò è realizzabile esclusivamente attraverso percorsi di sensibilizzazione da distribuire nelle principali istituzioni sociali e luoghi di associazione interpersonale quali scuole o centri sanitari e che ancora non sono sufficienti nelle modalità a per presenza effettiva. L’OMS, infatti, a fronte dell’emergenziale aumento di stati di disequilibrio salutare dovuto a disturbi mentali, sta sollecitando fortemente i Paesi di tutto il mondo affinché vengano assunte maggiori iniziative in tale senso.
CONCLUSIONI
Il 10 ottobre è, quindi un giorno importante per riflettere sul tema della Salute Mentale ma soprattutto per aumentare la consapevolezza, circa una realtà sempre più diffusa e che può riguardare chiunque. Insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità ed alla Federazione Mondiale per la Salute Mentale, siamo tutti invitati a partecipare con forte presenza e senso di solidarietà a un appuntamento dall’elevata rilevanza, per fare della Salute Mentale e del Benessere delle priorità per tutti. Una data per il proprio essere, per stare bene e trovare se stessi, liberando i propri abiti della frenesia che vi si era appiccicata: stay tuned!
Per maggiori informazioni, cliccate sui seguenti link:
Giornata Mondiale della Salute Mentale 2022-Pagina OMS
WMHD-Campaign Toolkit and Countdown
Alessia Congiu
