Predestinazione o libero arbitrio?
La Valle dell’Eden (il cui titolo originale è East of Eden) è un romanzo del 1952 dello scrittore statunitense John Steinbeck, premio Nobel per la letteratura nel 1962. Il lungo romanzo racconta delle vicende di due famiglie della valle californiana di Salinas – i Trask e gli Hamilton – in un arco di tempo compreso tra la Guerra civile americana (1861-1865) e la Prima Guerra Mondiale.
Il romanzo è un denso sovrapporsi di diverse tematiche e variegati spunti di riflessione, che rendono l’opera un capolavoro senza tempo. La concezione fondamentale su cui si basa Steinbeck è la convinzione della ciclicità sia della Storia sia dell’esistenza umana. Infatti, non solo gli avvenimenti storici direttamente descritti (guerre, deportazioni, corsa all’arricchimento) potrebbero essere trasposti in qualunque epoca e zona geografica, ma addirittura la vicenda degli stessi personaggi sembra sovrapporsi alla storia di ciascuno di noi. Per spiegarmi meglio, cito le parole dello stesso narratore del romanzo, mai meglio identificato e probabilmente coincidente con lo stesso Steinbeck:
“Io credo che nel mondo ci sia una storia, e una storia sola, che ci ha spaventato e ispirato tanto da farci vivere come in una serie di film di Pearl White, una storia fonte di infinita riflessione e meraviglia. Gli uomini sono presi – nelle loro vite, nei loro pensieri, nei loro appetiti e ambizioni, avarizie e crudeltà, e persino nei loro impulsi di bontà e generosità – in una rete di bene o male. Io credo sia questa la sola storia che abbiamo e che si ripete a tutti i livelli del sentimento e dell’intelligenza.”[1]
Parafrasando, secondo Steinbeck la storia umana sempre fu e sempre sarà la stessa: un barcamenarsi tra bene e male. È per questo, quindi, che l’autore traccia una linea di collegamento tra la valle di Salinas e l’originale giardino biblico dell’Eden: in entrambi i posti si consuma la storia del mondo. Da un lato si ha l’incontaminata valle dell’Eden, culla della vicenda dei primi uomini, dall’altra la primordiale valle di Salinas, abitata solo da poco tempo e isolata dal resto del mondo; in un caso si parla di Adamo, Eva, Caino e Abele, nell’altro di Adam, Cathy, Aron e Caleb. Tutti compiono le più disparate azioni: Adam e Aron sembrano votati al bene come Adamo e Abele; Cathy è – come Eva – una peccatrice; Caleb e Caino, forse i personaggi più complessi, sono scissi tra bene e male, tra il subire il dolore e il restituirlo. Ma qual è il motivo del loro agire? Il possesso di un’anima imprescindibilmente destinata a seguire il bene o ad abbracciare il male?
In un primo momento sembra che sia una componente innata a determinare l’agire dei personaggi: un sommarsi di carattere, aspetto fisico, famiglia in cui si è cresciuti, esempi ricevuti, ceto sociale. Tuttavia, con il procedere della trama, Steinbeck dimostra gradualmente la non-esistenza della predestinazione: l’uomo è una creatura dotata di libero arbitrio, che può dunque propendere liberamente per il bene, per il male o per una via di mezzo. Il potere dell’uomo è racchiuso e riassumibile nella parola ebraica timshel: “tu puoi”.
Il romanzo, tutt’altro che una “semplice” riscrittura della Genesi, è una lucida analisi dell’esistenza umana di poco successiva al trauma della Seconda Guerra Mondiale. È bene precisare che la letteratura del secondo dopoguerra tendeva a essere strettamente legata agli eventi della storia recente, che venivano percepiti come fatti mai verificatisi in precedenza (preponderante era dunque la letteratura-testimonianza, basti pensare alla corrente neorealista italiana). È pertanto sorprendente che Steinbeck, proprio in questo contesto letterario mondiale, sia riuscito a comprendere la sostanziale uguaglianza tra questo avvenimento tragico e tutti i precedenti, e il comune motivo alla loro origine: la scelta dell’uomo.
Marta Costa
[1] John Steinbeck, La Valle dell’Eden, I. ed. Giunti Editore, nona ristampa, Bompiani Milano, 2023, cap. 34, p. 525

Ho amato questo libro
"Mi piace"Piace a 1 persona
Dello stesso autore è molto bello anche “I pascoli del cielo”: l’hai letto?
"Mi piace""Mi piace"
Non l’ho letto, ma grazie del consiglio 🙂
"Mi piace""Mi piace"
Allora sono onorato di avertelo fatto scoprire: è un capolavoro. E lo stesso vale per quest’altro splendido libro (non di Steinbeck): https://wwayne.wordpress.com/2022/10/14/8-uomini-che-hanno-cambiato-la-storia/. Grazie per la risposta! 🙂
"Mi piace"Piace a 1 persona