12 maggio 1974: 50 anni fa il referendum sul divorzio, il voto che aprì la stagione dei diritti civili

Sono passati cinquant’anni da quel 12 maggio 1974. Quel referendum sul divorzio, il primo di tipo abrogativo nella storia della Repubblica, cambiò l’Italia aprendo la stagione dei diritti civili nel nostro Paese. Oltre 33 milioni di italiani si recarono alle urne il 12 e il 13 maggio per esprimere il proprio parere sul destino della legge n.898 Fortuna-Baslini che introdusse l’istituto del divorzio nel 1970.
Trionfarono i “no” con quasi il 60% dei consensi e la legge restò in vigore.

La legge sul divorzio, nata grazie all’iniziativa di due parlamentari laici, il socialista Loris Fortuna e il liberale Antonio Baslini, fu approvata definitivamente alla Camera il 1° dicembre 1970 con 319 voti favorevoli e 286 contrari su 605 votanti presenti. L’approvazione arrivò al termine di una estenuante seduta che si concluse alle 5 del mattino, mentre le votazioni erano iniziate alle 10 del mattino del giorno precedente.

L’ingresso dell’istituto del divorzio nel nostro ordinamento giuridico fu decisamente divisivo, soprattutto perché in forte contrasto con la tradizione cattolica italiana.

La campagna referendaria ha visto schierati sul versante del “sì” la Democrazia Cristiana e il Movimento Sociale Italiano, mentre il “no” era sostenuto dai partiti laici come il Partito Socialista, Comunista e Radicale.
Da una parte vi era il mondo cattolico, il quale difendeva l’indissolubilità del sacro vincolo matrimoniale; dall’altra vi erano le forze laiche e progressiste, in cui convergevano socialisti, liberali, comunisti e repubblicani, che contemplavano il matrimonio più come un contratto che come un sacramento.

I sostenitori della legge Fortuna-Baslini vedevano il divorzio come un passo necessario verso una società più moderna e progressista, liberandosi dai bigottismi e entrando nella modernità. Sottolineavano l’importanza del rispetto dei diritti individuali, compreso il diritto di porre fine a un matrimonio “sbagliato”. Il divorzio era visto come uno strumento per promuovere l’autonomia delle donne, permettendo loro di uscire da matrimoni che, troppo spesso, erano delle gabbie dorate.

Tuttavia, il mantenimento della legge sul divorzio rappresentava la vittoria della laicità dello Stato sulla conservazione di antichi privilegi e dogmi, i pilastri del clericalismo e del conservatorismo che tradizionalmente influenzano l’Italia.

Gli argomenti dei detrattori del divorzio erano principalmente basati su considerazioni morali, sociali e religiose. Sostenevano l’importanza di mantenere i valori tradizionali e l’indissolubilità del matrimonio, visti come fondamenti della società. La Chiesa Cattolica, influente nella società italiana, si opponeva al divorzio, considerandolo contrario ai principi cristiani del matrimonio. Vi era la preoccupazione che potesse minare l’unità della famiglia, considerata l’elemento base della società. Si temeva che potesse avere un impatto negativo sui figli, con possibili conseguenze psicologiche e sociali.
Alcuni ritenevano che il divorzio avrebbe portato a un declino della moralità pubblica e a un aumento dei matrimoni falliti.
I detrattori desideravano conservare i costumi esistenti e resistere ai cambiamenti che percepivano come minacciosi per l’ordine sociale.
Questi argomenti riflettevano la visione di una parte della società che vedeva il divorzio come una minaccia ai valori tradizionali e all’ordine stabilito.
I risultati del voto mostrarono ancora una volta un Paese spaccato a metà con le regioni del nord e del centro che si espressero a favore del mantenimento in vigore della legge, e le regioni del sud che si manifestarono apertamente anti-divorziste.
Oggi più che mai è importante ricordare che, nonostante si siano compiuti progressi significativi nell’acquisizione di diritti, c’è ancora tanta strada da fare per garantirli a tutti in egual misura.

Crediti immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/illustrations/divorzio-documenti-rottura-rompere-4499514/

Francesca Decorato

Fonti:
https://www.lastampa.it/cultura/2024/05/11/news/divorzio_50_anni_dopo_referendum_che_cambio_il_paese-14295145/
https://www.ilsole24ore.com/dossier/divorzio-50-anni-AF6t08wD
https://www.repubblica.it/cronaca/2024/05/13/news/divorzio_italia_legge_dati_europa-422933758/

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