“The Wolf of Wall Street”: spiegazione della finanza da sballo

Nel 2013 Martin Scorsese, scoperto l’arresto del broker Jordan Belfort, ha deciso di girare un film basandosi su quella storia di eccessi e truffe, sui quali si era fondato il suo successo.

Il film racconta la vera storia del giovane investitore Jordan Belfort, che è arrivato a Wall Street per fare successo e in poco tempo, grazie al suo carisma, è riuscito a fondare la Stratton Oakmont, una società di brokeraggio, dietro alla quale però si celavano diverse truffe.  È rapidamente riuscito a fare successo e grazie alla sua società ha avuto una vita di sfarzo ed eccesso, fino a quando è stato scoperto dall’FBI, che ha fatto crollare tutto il suo mondo.

Perché Jordan Belfort è stato arrestato?

L’azionista è stato arrestato per diversi reati finanziari, quali truffe tramite titoli azionari, riciclaggio di denaro e frode ai danni di investitori, per i quali ha dovuto scontare diversi mesi in carcere. Ma come venivano portate avanti queste truffe e perché erano così efficaci?

Cosa sono le azioni?

Le azioni sono le parti di un’azienda, quindi comprarne significa diventare in piccola parte proprietari. Le azioni si distinguono in quotate e non quotate, ovvero possono essere acquistate e rivendute rispettivamente in un mercato regolamentato (la borsa) e non regolamentato (tramite contatto diretto con altri azionisti o la società stessa), risultando quindi più o meno difficili da cedere. Le azioni quotate vengono acquistate quando il loro valore in borsa è alto, così da essere più redditizie.

Gli intermediari finanziari mettono in contatto i potenziali investitori (dotati di denaro e in cerca di azioni) e le aziende (al contrario dotati di azioni da mettere a disposizione e in cerca di denaro liquido).

Pennystock

Le prime aziende in cui Jordan Belfort lavorava si occupavano di pennystock, vale a dire azioni di piccole società non quotate, dal valore di un dollaro l’una, vendute in grandi pacchetti, per far sì che chiunque le potesse acquistare.

Pump and dump

Si tratta del meccanismo su cui si basavano le truffe: i broker, attraverso telefonate aggressive, convincevano i clienti a comprare azioni, presentandole come un modo sicuro per assicurare i propri soldi e aumentandone quindi il valore in modo artificiale (pump); poi, quando il prezzo era alto, Belfort e i suoi soci vendevano le azioni e guadagnavano rapidamente, portando dunque a un crollo del valore dei titoli (dump) e lasciando gli investitori con perdite pesanti e azioni inutili. Questo schema era estremamente redditizio, perché la società guadagnava sia dalla vendita di azioni sia dal costo delle commissioni.

Dopo la chiusura della Stratton Oakmont nel 1996, è stato stimato che le sue truffe ammontassero circa a 200 milioni di dollari.

Perché queste truffe sono andate avanti per tanto tempo?

Belfort, assieme al suo socio Danny Porush, si assicurava di circondarsi di persone fidate, in grado di convincere e manipolare chi li ascoltava: i broker che lavoravano per la Stratton Oakmont dovevano infatti imparare a memoria un copione per convincere chi era dall’altra parte del telefono e guadagnavano sia quando gli investitori erano in utile sia quando erano in perdita, proprio perché il loro interesse era portare a termine più contrattazioni possibili.

Steve Madden

È stata l’operazione più famosa fatta da Belfort e consisteva nella vendita di titoli di un’azienda che produceva scarpe. Si pensa che sia stato lo stesso Steve Madden a chiedere che venisse utilizzato lo schema pump and dump e che quindi si vendessero le sue azioni a 3 o 4 dollari l’una quando la sua società non era ancora quotata. Dall’operazione, la Stratton Oakmont ottenne venti milioni di dollari.

Il riciclaggio di denaro

Il riciclaggio di denaro serviva  a nascondere l’origine dei fondi, in modo che non fosse possibile dimostrare che i soldi provenissero da reati. Questo avveniva attraverso trasferimenti internazionali intestati a società fittizie fuori dagli Stati Uniti, uso di società di comodo che esistevano solo sulla carta, senza una vera e propria attività, trasporto fisico di contanti nei cosiddetti paradisi fiscali come la Svizzera e falsificazione di documenti 

La rovinosa caduta del lupo di Wall Street

La vita di eccessi di Belfort ha attirato l’attenzione della SEC, la Security and Exchange Commission, un’autorità che prevede i crimini sul mercato azionario. A tradire Belfort sono state le lamentele dei clienti, molti dei quali sono andati in bancarotta a causa di titoli che erano stati venduti come sicuri, così la SEC ha potuto accusare la Stratton di aver manipolato il mercato e i propri clienti.

Il consumismo

Il film mostra un consumismo sfrenato, quasi caricaturale, dove i broker si destreggiano tra auto di lusso e feste, fino a diventare un linguaggio simbolico: più si possiede, più si vale, perché il  consumo non è mai fine a sé stesso, bensì va mostrato, rappresenta potere e conquista.

Ma le feste eccessive, le ville e gli yacht suggeriscono un vuoto emotivo, che il protagonista cerca di riempire attraverso il consumo smodato, e portano alla distruzione dell’individuo e di tutti i suoi legami affettivi, perché in un sistema che premia l’accumulazione senza limiti e l’assenza di scrupoli necessariamente si arriva al collasso.

Serena Spirlì

Fonte immagine in evidenza: https://it.m.wikipedia.org/wiki/The_Wolf_of_Wall_Street

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Paola Stella Paola Stella ha detto:

    🎀 interessante e illustrativo…

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