La Spagna manifesta per Pablo Hasél

È stato incarcerato Pablo Hasél, il giovane rapper spagnolo accusato di esaltazione al terrorismo e ingiuria alla monarchia per via delle forti critiche espresse nei testi delle sue canzoni.
In questo articolo Francesca Formento ci racconta come questo avvenimento abbia mobilitato gruppi di cittadini in tutta la Spagna per chiedere la liberazione del cantante, in quanto, secondo i manifestanti, si andrebbe altrimenti a minare la libertà di espressione in un Paese democratico.

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I violini Pressenda e l’Accademia Liuteria Piemontese di Torino

La tradizione della Liuteria Piemontese è tra le più importanti e prestigiose realtà al mondo nella realizzazione di strumenti ad arco. Non tutti sono a conoscenza del ruolo centrale che la città di Torino ha svolto e tutt’ora svolge nella produzione artigianale di violini, viole e violoncelli. I violini Pressenda e l’Accademia Liuteria Piemontese di Torino sono tra le più importanti e prestigiose realtà al mondo nella realizzazione di questi strumenti. La nostra redattrice @federicamoon ce ne parla nel suo articolo.

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Il “caso” Unieuro: la beffa continua

Come volevasi dimostrare il cosiddetto “caso Unieuro” non è rimasto a lungo un episodio isolato. Al celebre post del Social Media Manager (alias SMM) impazzito del 13 gennaio scorso hanno presto fatto seguito nuove, esilaranti, vicende.
In primo luogo l’immagine pubblicata da Taffo Funeral Services che, come suo solito, ha sfruttato l’occasione per fare del black humor gratuito.
Dopodiché due risposte inattese, direttamente dal mondo dei beni culturali, in genere meno avvezzo a simili espedienti. Dapprima il Museo Etrusco di Villa Giulia, che ha pubblicato un’immagine provocatoria e una didascalia perfettamente in linea con il post del fortunato precurose di genere (il nostro #SMM impazzito). Poi, la risposta nostrana: si tratta dei due ironici post pubblicati da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’associazione torinese da anni impegnata nello sviluppo e nella promozione dell’arte contemporanea.

I 100 anni del Monello

“The Kid”, primo lungometraggio del celebre Chaplin, compie quest’anno ben 100 anni. Benché il film sia oggi quanto di più lontano dai nostri standard cinematografici, si tratta comunque di una pellicola che ha avuto un’importanza fondamentale per la storia del cinema, giacché ha segnato un punto di non ritorno per quanto concerne narrazione e tecnica del cinema muto.
Oltre a essere un valido testimone dei primi decenni di vita dell’arte cinematografica, “Il Monello” rappresenta anche un pezzo di vita del regista: il tema del bambino abbandonato e maltrattato dalle istituzioni è infatti un richiamo alla difficile infanzia vissuta da Chaplin stesso.
In “The Kid”, infine, compare un personaggio, destinato a divenire una vera e propria icona della cultura pop. Si tratta del “monello” Jackie Coogan, che negli anni ’60 interpreterà il ruolo dell’insuperabile zio Fester. Allo stesso Coogan, inoltre, va ascritto il merito anche del cosidetto “Coogan Act”. Si tratta di una legge creata a tutela dei profitti degli attori minorenni, che Coogan ispirò a seguito di un’azione legale intrapresa contro la madre.

Modest fashion, il mercato emergente di abbigliamento femminile

Il termine Modest Fashion si riferisce ad un trend relativo alla moda femminile in cui i capi di abbigliamento sono differenti rispetto agli standard consueti al mondo “occidentale”, in quanto maggiormente coprenti e non aderenti o trasparenti. Tale moda è senza dubbio riconducibile al mondo musulmano e ai dettami della Šarīʿa, la legge islamica, che propone è un vestiario che si può definire modesto, con l’obiettivo di sottrarsi da occhi indiscreti ed evitare l’oggettivizzazzione.

Il mercato del Modest Fashion ha recentemente attirato l’attenzione dei giganti della moda, si configura, quindi, come un mercato che promette di continuare a crescere.

Dogtooth: quando la tragedia greca arriva sul grande schermo

Nell’articolo di oggi vi proponiamo una recensione di “Dogtooth”, il film di Yorgos Lanthimos arrivato nelle sale italiane soltanto l’estate scorsa.

La pellicola si inserisce nel filone di un modo innovativo di fare cinema, inaugurato dalla fruttuosa collaborazione di Lanthimos e dello sceneggiatore Efthymis Filippou, che proprio in “Dogtooth” conobbe il suo primo episodio.

Il Leitmotiv che unisce questa e altre opere di Lanthimos, tra cui il meglio noto “Il sacrificio del cervo sacro”, è quello di dare a temi e stilemi propri della tragedia greca antica una collocazione più attuale: il grande schermo.

La peculiarità di questo film è tale da renderlo poco adatto a una sinossi. In “Dogtooth, infatti, ci viene mostrato come si svolge la vita di una famiglia atipica, che dimora in una villa appartata, sita chissà dove. La casa rappresenta un vero e proprio universo parallelo, in cui qualunque aspetto della realtà viene demistificato e reinterpretato secondo modalità anomale e stranianti. All’interno di questa sorta di mondo a parte, tuttavia, ci sarà qualcuno che, a un certo punto, proverà a ribellarsi.

Dunque, se volete approfondire questi aspetti e siete amanti del cinema d’autore, non vi resta altro che guardare il film e dirci cosa ne pensate!

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: recensione umile

L’incredibile storia dell’Isola delle rose è uno degli ultimi lavori targati Netflix Italia con la regia del giovane Sydney Sibilia.
Tratto da una storia vera, racconta l’idea geniale di Giorgio Rosa – ingegnere bolognese- di costruire un’isola artificiale al largo di Rimini, in acque internazionali, in cui vigesse l’assoluta libertà.

L’impresa, compiuta nel 1967, incontrò l’opposizione del governo italiano democristiano, tanto da portare alla sua distruzione.

Per questo il film è anche considerato come il racconto dei fermenti e delle rivolte che hanno caratterizzato gli anni 60.

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Jago, l’artista che scolpisce la “rinascita”

Elena D’Elia, nel suo nuovo articolo, ci racconta di Jago, un artista italiano che lavora principalmente con la scultura e la produzione video, la cui ricerca artistica fonda le sue radici nelle tecniche ereditate dai maestri del Rinascimento.
È il primo artista ad aver inviato una sua opera nello spazio, “The First Baby”, una scultura in marmo raffigurante il feto di un bambino, inviata alla stazione spaziale internazionale sotto la custodia del capo missione, Luca Parmitano.
Lo scorso 5 novembre 2020, l’artista ha posizionato in Piazza del Plebiscito a Napoli un’altra scultura in marmo, che rappresenta nuovamente un feto, ma di maggiori dimensioni. Il titolo è “Lookdown”, esplicito riferimento alla nuova condizione che tutto il mondo ha dovuto sperimentare durante l’anno, ma anche «invito a “guardare in basso”, ai problemi che affliggono la società e alla paura di una situazione di povertà diffusa che si prospetta essere molto preoccupante, soprattutto per i più fragili.
L’opera è stata oggetto di atti vandalici, testimoniati da filmati degli stessi responsabili, ma Jago ha colto l’occasione per lanciare un messaggio di apertura e di educazione, che rispecchia la sua ideologia e il suo impegno nel comunicare, soprattutto ai giovani, la necessità di dedicarsi all’arte e alla cultura in generale, per diventare consapevoli della propria libertà espressiva, nel rispetto di quella altrui.

Il mondo dell’Arte ricorda Pinin Brambilla Barcilon

Lo scorso 12 dicembre si è spenta a Milano Pinin Brambilla Barcilon, una delle restauratrici più influenti del XX secolo, nota soprattutto per il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Nel curriculum della restauratrice, che vantava oltre 70 anni di carriera, vi sono interventi su alcune delle più importanti opere d’arte italiane.

Nel 2015 Pinin Brambilla è stata co-fondatrice del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che collabora con L’Università degli Studi di Torino in quanto istituto di eccellenza per la formazione universitaria dei restauratori e per la ricerca scientifica nel settore dei beni culturali, e lo ha diretto fino al 2012.
Attualmente presso il Centro di Venaria è conservato il Fondo Pinin Brambilla, un archivio composto da tutta la documentazione prodotta dalla restauratrice nel corso della sua carriera.

Nel 2019 è stata insignita dall’Università di Torino della laurea Honoris Causa in Conservazione e Restauro dei Beni culturali «per aver conservato alle presenti e tramandato alle future generazioni il nostro patrimonio artistico e per aver insegnato che il restauro serve a vedere e rivedere con occhi sempre nuovi le opere d’arte».

La Collezione del Pastello Secco di Lequio Berria

In questo articolo @Federica Seni ci descrive la Collezione del Pastello Secco di Lequio Berria, un’attrazione da segnare sul proprio diario di viaggio. Immersa nel verde delle Langhe, la mostra è unica nel suo genere in Italia, anche grazie alla straordinaria collaborazione tra artisti italiani e russi, iniziata negli anni ’90.
Questa collezione infatti è la testimonianza di un gemellaggio artistico di grande nota, quello tra tra Lequio Berria, un piccolo paese del Piemonte, e Jaroslavl’, una città russa di 600.000 abitanti sul Volga.
Un legame nato dall’attrazione verso la tecnica del pastello secco (o soffice), e durevole come le sue tonalità.