Il danno umanitario della fast fashion

Qualche tempo fa abbiamo discusso i danni ambientali dell’industria della moda, in particolare della fast fashion. Il costo di questo business, però, non è solo ambientale: porta con sé una storia di diritti umani negati e combattuti a lungo.

Ce ne parla Dalila in questo nuovo articolo.

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Mamme greche e romane

La seconda domenica di maggio, si sa, è la giornata dedicata alla mamma. Questa ricorrenza vede i suoi esordi alla fine dell’800, ma festeggiare ed onorare la figura materna è un’usanza molto più antica.

Da sempre associata alla figura di dea creatrice, spesso a quella di protettrice del focolare, a volte madre consolatrice a volte folle ed iraconda.

Il nostro redattore, Nicola Gautero, ci racconta le mille sfaccettature della figura materna nella mitologia greca e romana, da Penelope a Medea, da Cornelia ad Agrippina.

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L’incredibile vita di Mario Bertolotti

Un giorno di maggio del 1951, un famoso giornale italiano recita in uno dei suoi articoli: «si trova in questo momento nelle prigioni di Alessandria, sotto l’accusa di aver estorto del danaro ad una signora di Castellazzo Bormida, una certa Maria Alice Bertolotti. La faccenda sarebbe piuttosto banale se la protagonista della vicenda non portasse i pantaloni e non sostenesse di essere un uomo».

La nostra redattrice Caterina Malanetto (@cate_a.m) ci racconta la straordinaria storia di Mario, che una volta si chiamava Maria Alice: finì in un campo di concentramento e praticò motociclismo acrobatico.

Naturalmente non fu l’unico ad adottare abiti maschili, molte donne in passato ricorrevano a questi espedienti, e non solo per questioni d’identità di genere!

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@saracpoma

Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì: un incontro surrealista tra moda e arte

Quando due artisti dirompenti si incontrano non si può mai sapere cosa ne viene fuori, soprattutto se questi sono, rispettivamente, importanti rappresentanti del mondo della moda e dell’arte come Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì in un periodo tanto difficile quanto di fibrillazione creativa come quello degli anni a cavallo tra le due guerre mondiali.
Due figure centrali nella propria epoca, accomunate da estro, creatività e un pizzico di trasgressione che non solo si sono lasciate influenzare l’una dall’altra, ma hanno concretamente e attivamente collaborato insieme.
Il loro è uno dei sodalizi più famosi tra il mondo della moda e quello dell’arte, da cui nasceranno capi iconici e stravaganti, come ad esempio l’Abito aragosta e il cappello scarpa.

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@etantebellecose @schiaparelli @salvador_dali_art

E tu? Ti tatueresti mai un brand?

Lo skinvertising non è altro che la pratica di tatuarsi a fini di marketing.
Ma, quali motivi spingono una persona a tatuarsi il nome o il logo del brand? Quali casi sono i più curiosi e conosciuti?

Da Reebok a Greenpeace, questo fenomeno si mostra con caratteristiche ed esiti sempre diversi. Ce ne parla la nostra redattrice Natasha Asunis nel suo ultimo articolo.

Denim Day: dall’Italia all’Italia trent’anni dopo

Era il 1998, quando la Corte di Cassazione ha affermato che un paio di jeans troppo stretti indossati durante una molestia, avvenuta a Potenza nel 1992, potessero giustificare lo stupro subìto. In tutta Europa, si è diffuso il Denim Day come ricorrenza per ricordare il victim blaming e le vittime di abusi sessuali.
La nostra redattrice Gaia Bertolino ci parla della genesi del Denim Day e di come questo viene (finalmente) ricordato, anche in Italia, con flashmob sparsi per la Penisola.

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@almaterratorino
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@bottega23.fossano
@ilramocoop
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Adolescenza: non giudicare, ma capire.

Nella vita spesso si tende a giudicare: è facile, veloce e anche conveniente. Se poi si giudica, come è umano che sia, qualcosa che non si capisce fino in fondo, le conseguenze possono essere molto preoccupanti. A fare le spese di un giudizio sociale spesso troppo lapidario e netto sono molte volte i giovani, rei di vivere in un mondo fatto di una presunta mancanza di valori e incapaci di meritare delle opportunità concrete. Come uscire da questa visione? Seguendo tre parole chiave che il nostro redattore Valerio Abrami ci illustra in questo articolo, armandosi di pazienza e di buona dose di coraggio. Meditiamo tutti insieme, che forse una soluzione c’è.

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La settimana lavorativa di quattro giorni funziona?

Lavorare tanto non è sinonimo di lavorare bene: lo mostrano i dati. L’Italia è il paese in cui si lavora di più ma non il più produttivo. Questo è uno dei motivi per cui si discute della possibilità di ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni.
Attraverso tre casi tipo (Spagna, Scozia e Belgio) la nostra redattrice Natasha Asunis ci mostra i lati positivi e negativi di questo nuovo fenomeno.

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Bridgerton, sempre più POP!

Anche quest’anno, Bridgerton si dimostra uno dei prodotti di punta della piattaforma Netflix, una popolarità dettata dal politicamente corretto e da una campagna di marketing sempre più originale. Una serie con molti pregi, ma altrettanti discutibili difetti. @giulia_calvi ci racconta quali sono nel suo ultimo articolo.

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Torino: uno sguardo antropologico sulla protesta transfemminista dell’8 marzo – parte 1

L’8 marzo 2022, a Torino, si è tenuta una manifestazione del movimento transfemminista che ha fatto da contorno allo sciopero indetto da Non Una Di Meno, in occasione della Festa della Donna. Riprendendo quella protesta e partendo da quell’avvenimento, le nostre redattrici @em.agli e @_gaiabertolino hanno cercato di interrogarsi sul movimento sociale transfemminista attraverso gli strumenti dell’antropologia politica.
In questa prima parte, vengono trattati alcuni punti salienti emersi durante le interviste fatte a proposito del movimento sociale: come, nella coscienza comune, viene interpretato il transfemminismo, l’importanza del linguaggio nella lotta del movimento e il valore delle reti che si vengono a creare.

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@nudm_torino
@xrtorino
@xritaly
@_jenniferguerra_
@cimdrp