“Si stava meglio quando c’era il duce!”

Mussolini aveva la grande capacità di far arrivare i treni in orario. Aveva l’astuzia di colpire i ladri prima che rubassero il bottino. I disoccupati, con lui a capo del Paese, non esistevano.
L’Italia era quindi un Paese perfetto sotto ogni punto di vista.
Come mai però queste frasi collimano con ciò che oggi pensiamo di lui? Era vera la realtà che veniva descritta?
Ce ne parla in questo articolo la redattrice Giulia Arduino.

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Famiglia: quando si ritorna a casa

L’emigrazione italiana, fenomeno migratorio che ha coinvolto la popolazione dello stivale, soprattutto meridionale, e che ha portato molte famiglie a spostarsi dalla propria casa al settentrione o all’estero.

Questo avvenimento, in molti casi, ha portato alla separazione di grandi famiglie. Fratelli e sorelle che si dividevano in cerca di un futuro più limpido. Ma quando una famiglia ritorna a casa, che effetto fa?

Che effetto fa tornare nella terra nella quale si è cresciuti, nella quale risiedono le proprie radici? Ce ne parla Francesco Trono nel suo nuovo articolo.

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Elisabetta II e le ombre del Commonwealth

La morte della regina Elisabetta II ha sconvolto praticamente tutti. Ovunque posiamo lo sguardo troviamo cordoglio e commemorazione di quella che fu a tutti gli effetti un’icona mondiale. Tuttavia, durante gli anni del suo regno le mani della Gran Bretagna si macchiarono più volte di sangue, quello dei nativi che reclamavano l’indipendenza. La regina ne fu responsabile? Per alcuni si, per altri no. Nel suo nuovo articolo Caterina Malanetto (@cate_a.m) fa luce nell’oscura questione del Commonwealth britannico.

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Il «SEVERAMENTE VIETATO UTILIZZARE PAROLE STRANIERE» durante il Fascismo

Al giorno d’oggi la nostra lingua è colma di forestierismi. Un secolo fa – seppur in maniera minore – le parole straniere pullulavano nel nostro vocabolario.
Tale proliferare venne ben osteggiato dal Regime fascista. Si vietò l’utilizzo di sostantivi, pronomi, aggettivi…
Ce ne parla la nostra redattrice Giulia Arduino in questo articolo.

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I bambini di Villa Azzurra

Alle porte di Torino sorge un luogo di dolore a lungo dimenticato: Villa Azzurra, l’ex manicomio per bambini di Grugliasco. Tra gli anni ’30 e i ’70, furono internati numerosi bambini considerati ineducabili e irrecuperabili, sottoposti a torture e maltrattamenti, dall’essere incatenati ai letti all’elettroshock praticato da colui che chiamavano “l’elettricista”.
Leggi l’ultimo articolo di Caterina Malanetto (@cate_a.m) per approfondire la storia di questa struttura, ancora oggi densa di angoscia.

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Mete turistiche per gli antichi Romani

Gli antichi Romani introdussero accanto al concetto di negotium, cioè di occupazione, lavoro o fatica, quello di otium, ovvero di riposo o dedizione, che è finito per diventare, anche con un’accezione negativa, il nostro non far nulla. Quindi, era molto importante bilanciare l’inattività con l’attività, l’occupazione fisica con quella intellettuale, ma dove farlo?

Il nostro redattore @nicolagautero nel suo nuovo articolo ci fa scoprire dove i Romani, quelli più fortunati naturalmente, trascorrevano il loro tempo libero, portando l’esempio di alcune località realmente esistite e una immaginaria in cui ognuno di noi vorrebbe sicuramente passare le vacanze.

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Quando il cinema è folklore: l’epopea di The Northman

Contro il caldo estivo, la nostra redattrice Rachele Gatto (@_gargantuaa_) ci porta in paesaggi molto più freddi con The Northman, ultimo film del promettente regista Robert Eggs: un caso interessante di cinema che non guarda solo all’azione e all’elemento spettacolare, ma che preferisce rappresentare l’epico in chiave folkloristica e mitologica, attraverso pratiche, rituali e costumi così verosimilmente rappresentati.
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(Foto: https://www.youtube.com/watch?v=yp8TORU_lv0)

La doppia vita del dottor Sorge

C’è una parte di storia che affascina sempre gli appassionati di gialli e dei racconti di spie. Questa è la storia di un uomo che ha contribuito a scrivere la storia della prima metà del Novecento e il suo nome è Richard Sorge.

A cura della redattrice Maria Ottaviano

L’«Odi et amo» fra il duce e i dialetti italiani

Mussolini dapprima accettò l’uso del dialetto all’interno del sistema scolastico italiano. Poi, passati gli anni, capì che i dialetti erano lingue disaggreganti, da dover combattere.
Infine cosa si decise? Ne scrive la redattrice Giulia Arduino in questo nuovo articolo.

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Le materie umanistiche sanno essere eterne quanto basta?

Mentre il mondo corre, con la tecnologia e la scienza che avanzano, quanta importanza viene ancora data allo studio delle materie umanistiche? Numerosi dibattiti hanno dato una propria risposta ma, ad oggi, permangono dei dubbi: nelle scuole l’interesse per queste, da parte di chi sta seduto dietro un banco, sta pian piano calando e probabilmente servirebbe la prova che qualcuno ci creda ancora, pronto a dimostrare che nella vita non si ha tanto tempo quanto necessario ad apprendere ed apprezzare quel che la cultura offre. D’altronde, ci si potrebbe ritenere davvero pronti per una rinuncia a tutto ciò?
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