La doppia vita del dottor Sorge

Richard Sorge fu un giornalista e un agente segreto tedesco del Komintern. Figlio di ingegnere tedesco e madre russa ebbe una formazione tedesca e si arruolò come volontario durante la Prima Guerra Mondiale. Da questa guerra ne uscì cambiato: cominciò a frequentare pacifisti, socialdemocratici e comunisti. Infatti, dopo la guerra, si iscrisse al partito comunista e nel frattempo si laureò in scienze politiche, motivo per il quale era anche conosciuto come “Il dottor Sorge”.

Viene schedato come agitatore comunista dalla polizia tedesca, anche se anni dopo nessuno si ricorderà più di lui, probabilmente perché la schedatura andò persa. I sovietici lo notarono e lo invitarono a Mosca per lavorare al Komintern. Così, nel 1925 lascia la Germania insieme alla moglie e si stabilisce a Mosca, prende la cittadinanza sovietica e la tessera del partito comunista sovietico.

Se c’è una cosa che bisogna tenere a mente di questo personaggio è il fatto che non avesse bisogno di fare la corte a nessuno, ma tutti accorrevano a lui, uomini e donne.

Nel 1929 viene convocato dal servizio segreto dell’armata rossa che si occupa di creare reti all’estero e che gli propone di impiantare alcune reti comuniste a Shangai dove c’è un fortissimo movimento comunista clandestino. Mosca voleva molte informazioni sulla Cina dove non aveva neanche un consolato e gli proposero di andare lì e vedere se fosse possibile creare una rete, avendo come copertura il suo lavoro di giornalista inviato per scrivere un reportage. Rimane a Shangai per tre anni, manda in Germania diversi reportage sulla Cina, facendosi un nome, e nel frattempo recupera anche informazioni per Mosca.

La meta successiva è il Giappone, un paese xenofobo, ferocemente anticomunista, confinante con la Russia e dove ogni straniero veniva visto con sospetto e fatto seguire dalla polizia. Il Giappone aveva eserciti sia in Manciuria che in Corea, paesi che, quindi, confinavano con l’URSS. Particolarmente rilevante per questa storia è ricordare il fatto che in Manciuria c’era un poderoso esercito giapponese, l’Armata del Kwantung, che agiva quasi come fosse indipendente e proprio per questo era particolarmente pericolosa per Mosca.

A Mosca vogliono informazioni sul Giappone e sull’Armata del Kwantung, ma in Giappone non c’era ancora nessun agente sovietico. Essendo un paese dove la vita per le spie era molto difficile bisognava fare in modo che si creassero meno sospetti possibili ed è proprio ciò che Sorge intende fare. Decide infatti di andare a Tokyo come giornalista ed esperto di Estremo Oriente e per farlo ritorna a Berlino dove chiede il passaporto per il Giappone e interroga i maggiori giornali tedeschi se interessati ad avere un corrispondente da Tokyo. Tra gli interessati c’era anche Karl Haushofer che fu generale, esperto di geopolitica e di Giappone e amico del braccio destro di Hitler, Heinrich Himmler, dunque in grado di influenzare la politica della Germania nazista. Haushofer fornisce a Sorge delle lettere di presentazione per l’ambasciatore giapponese a Washington, da cui doveva passare per riuscire a raggiungere il Giappone. Sorge parte con numerose lettere di presentazione e dopo aver presentato la domanda di iscrizione al partito nazista, per sviare ulteriormente qualunque sospetto.

A Tokyo chiedono tutti di lui. Il colonnello Eugen Ott, addetto militare all’ambasciata tedesca, diventerà un suo fedele amico e fonte indiretta di informazioni, anche perché, alcuni mesi dopo l’arrivo di Sorge, sarà promosso ambasciatore tedesco a Tokyo. I due stringono una solida amicizia al punto che Ott, quando riceve dispacci e documenti da Berlino, si fa aiutare dall’amico che conosce meglio la burocrazia e la mentalità giapponese.

Nel frattempo Sorge incomincia a costruire una fitta rete informativa costituita da personaggi eccezionali come Max Clausen, che si occupava di trasmettere i messaggi a Mosca, il giornalista jugoslavo Branko Vukelić e il pittore Yotoku Miyagi. Ricontattò anche persone conosciute a Shangai, tra cui un famoso giornalista giapponese di nome Hosumi Ozaki. Ozaki era molto legato al mondo politico giapponese, conosceva infatti molte personalità importanti, molti ministri ed era a stretto contatto con i processi decisionali dell’armata del Kwantung.

Cosa scoprì Sorge in Giappone da aver reso il suo operato così importante?

Innanzitutto, mentre Sorge si adattava alla vita giapponese, veniva stretta in gran segreto l’alleanza fra Germania e Giappone di cui pochissimi erano a conoscenza. Quando Ott iniziò ad avere sentore di questo negoziato, chiese spiegazioni a Berlino e si fece aiutare da Sorge a cifrare il dispaccio; Mosca, quindi, lo verrà a sapere quasi prima del Ministero degli Esteri tedesco.

Poi, il Giappone voleva espandersi militarmente, ma in che direzione? C’erano tre possibilità: contro l’Urss, contro la Cina o contro gli Stati Uniti. L’armata del Kwantung nel frattempo premeva per entrare in Mongolia, ma Ozaki e Sorge informarono Mosca che ebbe l’opportunità di cambiare lo schieramento delle forze. Quando nell’estate del ’39 l’armata del Kwantung sconfinò in Mongolia, scoppiò una vera e propria guerra segreta e non dichiarata che finirà con la vittoria di Mosca.

Il Giappone rinunciò a dichiarare guerra all’armata rossa. Hitler, però, voleva attaccare l’Unione Sovietica e lo fece nel giugno del ’41. Sorge e le altre spie avvertirono Mosca almeno un mese prima. Mosca aveva necessità di sapere se i giapponesi avessero ancora intenzione di attaccare. Ma nei circoli giapponesi si muove un uomo, Ozaki, che riferisce a Mosca che la decisione finale è stata presa: si attaccherà Pearl Harbor. Dunque la Siberia è al sicuro e Stalin può trasferire le truppe stanziate in Siberia davanti Mosca per fermare l’avanzata tedesca.

Sorge ha la sensazione di aver finito e il 15 ottobre del ’41 chiede a Mosca di essere trasferito con Clausen in Germania. Ozaki fu arrestato lo stesso giorno e tre giorni dopo anche Sorge e le altre spie. La rete creata da Sorge cadde quasi per caso: negli anni infatti la Gestapo giapponese risaliva lentamente ai membri del partito comunista clandestino fino a quando non si fece il nome di Miyagi che dopo aver tentato di suicidarsi, denuncia infine i nomi di Sorge, Ozaki e Clausen.

I magistrati che interrogheranno Sorge e Ozaki si accorgeranno che non avevano solo mandato informazioni a Mosca, ma che Ozaki aveva contribuito a far prendere quelle decisioni: insistendo, ad esempio, su quanto fosse pericoloso attaccare l’Unione Sovietica e sul fatto che convenisse attaccare gli Stati Uniti.

Sorge e Ozaki furono arresti e sottoposti a processo, dopo tre anni s arriverà a una sentenza di condanna a morte, sentenza eseguita per impiccagione il 7 novembre 1944. i magistrati e i procuratori che processarono Sorge e Ozaki lasciarono una testimonianza rispettosa.

Maria Ottaviano

Crediti immagine di copertina: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Richard_Sorge_2.jpg

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