Come stanno vivendo i cittadini russi? Intervista ad una studentessa di San Pietroburgo

Immaginate di essere all’estero, provare a pagare in un negozio e, improvvisamente la tua carta non funziona più. Provi allora a prelevare, ma neanche questo si può fare. È successo ai cittadini e le cittadine russe fuori dal territorio del Paese dallo scoppio del conflitto, a causa delle sanzioni contro una guerra che non hanno deciso loro e su cui non hanno nessuna influenza. @anna_franzu ha intervistato una studentessa russa attualmente in Svezia per capire meglio come la situazione internazionale impatta sulla vita dei comuni cittadini.

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@osservatoriorussia

Man Ray e Kiki: quando l’amore vale milioni di dollari

Sommiamo l’estro di uno strano in erba, intento a sperimentare nuove tecniche fotografiche, alla spregiudicatezza di una donna attraente che primeggia per bellezza e sensualità. Che cosa otteniamo? Semplicemente ARTE.

In questo nuovo articolo, la redattrice @origin_ale presenta Man Ray e il passionale rapporto allacciato con la modella e ballerina Alice Prin, che portò alla luce una delle opere surrealiste più suggestive e conturbanti: “Le violon d’Ingres”.

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Ucraina, la guerra è (anche) sui social

Oggi la guerra russo-ucraina si disputa anche sul piano dell’informazione: il feed diventa un vero e proprio campo di battaglia parallelo, coinvolgendo il mondo intero nella cosiddetta “guerra social”, scritta in tempo reale sui social network.

Ma è possibile informarsi online, approfondendo e senza perdere la complessità dell’evento?
Che ruolo svolgono i social media nella narrazione del conflitto a cui stiamo assistendo in questi giorni?

Ce ne parla Rebecca nel suo nuovo articolo al link in bio, consigliando 5 fonti social (attendibili) per restare aggiornati, senza farsi sopraffare dalle notizie.

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“2020 e 2022 a confronto”: nuova vignetta di @gabriele.carollo.art

Il nostro nuovo vignettista, @gabriele.carollo.art, ci delizia ricordandoci che forse… era meglio quando si stava peggio!

Benvenuto nella famiglia di The Password, Gabriele!

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Zelensky: il servitore del popolo

Nel 2015 debutta la serie televisiva ucraina “Servitore del popolo”, diretta e interpretata da Volodymir Zelensky.

La commedia parla di un professore che a seguito di un suo video diventato virale, nel quale critica i principali problemi dell’Ucraina, viene eletto Presidente.

La profezia si avvera quattro anni dopo: Zelensky diventa presidente. A seguito della drammatica situazione che l’Ucraina sta affrontando, il leader ucraino è riuscito a costruirsi un vero e proprio palcoscenico da eroe.
Ce ne parla Petra Pogliano nel suo ultimo articolo.

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Europa, XXI secolo: la stagione degli attentati terroristici

Il XXI secolo è stato un periodo decisamente travagliato dal punto di vista delle dinamiche internazionali.

Ne sono esempio i numerosi attentati che, a partire dal più famoso dell’11 settembre 2001, hanno scosso l’equilibrio di diversi Paesi.

La nostra redattrice Gaia Bertolino, nel suo ultimo articolo, ripercorre la storia più recente per indurre una riflessione su alcuni tra gli attentati terroristici più e meno noti, concludendo infine con la menzione di una struggente lettera aperta, pubblicata nel 2016 da Chaimaa Fatihi, allora laureanda in Giurisprudenza.

Se volete saperne di più, non vi resta che consultare il nostro ultimo articolo!

Prostituzione: l’odissea delle donne costrette a vendersi

Sono donne, talvolta si tratta di ragazze minorenni. Sono povere, desiderose di emancipazione, di indipendenza.
Dall’altro lato solo persone assetate di violenza, trafficanti di anime che palpitano di terrore, inorridite dalla crudele realtà cui sono relegate.
L’incontro di due sfere che combaciano sulla linea di mezzeria di un asfalto sofferente, teatro di sopraffazioni e minacce, ma anche di storie di esseri umani.
La nostra redattrice @origin_ale si lancia oltre i cliché che ruotano intorno a questo mondo, in un articolo che sbobina un millesimo dell’avvilente odissea della prostituzione in Italia.

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“Che manca?”: nuova vignetta di @vignette_incazzate

La nostra @vignette_incazzate sta forse prevedendo il futuro? Ci auguriamo caldamente di no!

Nel frattempo possiamo solo sperare che la fine di questa terribile e inutile guerra arrivi il prima possibile.
Tutta la nostra solidarietà al popolo ucraino.

Potete seguire gli aggiornamenti sul conflitto nelle nostre stories.

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Kamila Valieva: little girls in pretty boxes

Le olimpiadi di Pechino 2022 stanno ormai volgendo al termine e le polemiche non sono certo mancate: a partire dall’inizio stesso dei giochi senza la partecipazione diplomatica di diversi paesi, passando per le polemiche per gli atleti binazionali che competono sotto un’altra bandiera, come Eileem Gu e Li Zhu.

Forse l’evento che ha fatto più parlare di sé è stata la notizia di un test antidoping positivo per la quindicenne russa Kamila Valieva, prodigio del pattinaggio artistico data come favorita per l’oro individuale a Pechino.

La nostra redattrice, @_ginevragatti, riflette, ora che le acque si sono calmate e che Kamila non è riuscita ad andare a medaglia, sul significato di questo evento per lo sport, per la tutela dei minori che competono ad alti livelli e per il futuro del pattinaggio artistico.

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Olimpiadi Pechino 2022: lo sport che fa politica

Mentre a Pechino, nelle ultime settimane, si correva per aggiudicarsi una delle ambite medagli olimpiche; le tensioni tra Russia e Ucraina hanno continuato a crescere.

Se in questo secondo caso i problemi erano dati dall’imminente conflitto, nel primo caso russi e ucraini hanno lanciato un messaggio di pace con l’unica arma che possiede un atleta: l’agonismo. Al termine delle gare di freestyle e skeleton, infatti, tre atleti hanno posto l’attenzione sulla situazione attuale.

È davvero possibile separare lo sport dalla politica?