Ucraina, la guerra è (anche) sui social

La Storia oggi si scrive inevitabilmente anche online. La guerra russo-ucraina cui stiamo assistendo non è la prima guerra social in assoluto – si pensi ai conflitti legati alla Primavera Araba – ma la vicinanza geografica e la portata dell’evento bellico fanno sì che ne percepiamo tutta la forza del suo ingresso nell’agenda dei media.

Veni, vidi, condividi

Questa guerra si inserisce appieno all’interno delle dinamiche digitali e al tempo stesso porta con sé anche alcune novità a livello di comunicazione.

È innanzitutto una guerra in real time, a colpi di hashtag attorno cui si aggregano le notizie e nascono i trending topics. Grazie alla sua sintesi e immediatezza, è soprattutto Twitter a farsi alleato nella diffusione delle informazioni in modo rapido e virale, anche se non è l’unico feed a essere scrollato incessantemente in questi giorni. Anche Instagram infatti risulta quasi “monopolizzato” dall’argomento, e la vera sfida oggi, in un contesto sempre più frammentato e saturo di notizie, è riuscire a rimanere focalizzati su fonti affidabili.

Un numero sempre maggiore di proteste al grido di “no to war” dalle piazze trova terreno fertile sui social, in particolare attraverso i canali Telegram e i profili TikTok (in cui esplode anche l’hashtag #WarTok), diffondendo molte storie dal basso.

Oltre al proliferare di personalità qualificate e divulgatori esperti di geopolitica, i creator e gli influencer si stanno facendo “cassa di risonanza” per alcuni profili d’informazione, anche indicando modalità d’aiuto concrete a cui prendere parte, come petizioni e punti di raccolta umanitari.

Cresce il potere delle piattaforme, aumentano gli interventi politici di disintermediazione e il consenso si costruisce sempre più attorno a personaggi che sanno fare della comunicazione social la chiave del loro successo. È il caso di Zelens’kyj, presidente ucraino che prima dell’escalation militare aveva un consenso che si aggirava attorno al 25%. Dopo pochi giorni, grazie ad un uso diretto e mirato della comunicazione, esso è salito attorno al 90% (fonte: Ratings Sociological Group). Un chiaro esempio di come i social, se utilizzati bene, possano giocare un ruolo fondamentale.

Per la prima volta la guerra scende inoltre nel cyber spazio: in risposta all’invasione dell’Ucraina il gruppo di hacker conosciuto come “Anonymous” ha infatti dichiarato guerra al governo russo, hackerando i siti del Cremlino e della Duma e rendendoli irraggiungibili, per poi agire sulle trasmissioni televisive, tramite le quali sono stati diffusi canti ucraini.

Su internet si è parlato in questi giorni di oscurare i canali di chi fa disinformazione, e non solo. YouTube, Meta (Facebook, WhatsApp, Messenger) e Twitter, i tre big, hanno deciso di limitare gli accessi ai canali dei media ufficiali legati allo stato russo. La Russia ha a sua volta disincentivato fortemente all’interno della sua area l’utilizzo di Facebook e Twitter, invitando gli utenti ad usare VK, da sempre l’alternativa ai due social americani.

In ogni caso, se è vero che in situazioni di crisi i social network possono rivelarsi un’arma a doppio taglio per chi non ha una cultura digitale appropriata, va anche riconosciuto il ruolo fondamentale di alcune pagine di informazione che proprio sui social ci stanno tenendo aggiornati su quanto accade nel mondo.

5 fonti social da cui informarsi

Posto che ciascun conflitto ha una sua notevole complessità, impossibile da ridurre a 15 secondi di stories o a una manciata di post, di seguito vi proponiamo 5 fonti affidabili per capire meglio cosa sta accadendo in queste settimane. Non sono ovviamente gli unici canali che stanno facendo un lavoro accurato di ricerca e verifica dei materiali, ma rappresentano un buon punto di partenza per chi desidera informarsi in tempo reale.

1. Un sito

Su ilpost.it il liveblog aggiornato minuto per minuto racconta quanto sta avvenendo in Ucraina, con un’informazione come sempre di qualità e verificata.

2. Un profilo instagram

Per gli appassionati di grafici e dati, ISPI (@ispigram), istituto per gli studi di politica internazionale, racconta gli equilibri geopolitici con infografiche chiare e immediate. Bonus: ha anche un canale Telegram con dati inviati in tempo reale.

3. Un podcast (anzi, due)

Dalla collaborazione tra ISPI e Will Ita nasce il podcast “Globally” su Spotify, a cura di Silvia Boccardi. Qualche settimana fa la giornalista è stata in Donbass e ne ha parlato nelle ultime puntate, recuperabili qui. Sempre a cura di Will, il podcast “The Essential” di Mia Ceran è una rassegna che racconta l’attualità in (letteralmente!) 5 minuti.

4. Stampa internazionale

È sempre interessante vedere come si muovono i media esteri nella presentazione di certi temi. Un quotidiano estremamente preciso e imparziale in questo senso è il The Guardian, che anche in questa occasione dimostra la sua affidabilità e tiene alta la mission dell’ “always factual, never dull”.

5. Live Tweeting

Sempre in ambito internazionale assistiamo al “piccolo miracolo” del The Kyiv Independent, un piccolo quotidiano ucraino attivo da soli tre mesi, nato dalle ceneri di un altro giornale, chiuso dopo anni di pressioni degli oligarchi. Il suo scopo: dire la verità facendo giornalismo indipendente. Soprattutto su Twitter racconta con sintesi e autorevolezza ciò che sta avvenendo, e le notizie pubblicate in tempo reale vengono rilanciate dalle testate di tutto il mondo.

L’augurio che facciamo, in conclusione, è quello di informarsi consapevolmente, per non lasciarsi sopraffare dall’infodemia in cui siamo immersi e al tempo stesso per non perdere la complessità che ogni grande evento come questo porta con sé.

Rebecca Boazzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...