Coi libri si mangia: il mio Salone del Libro

Verso il Salone del Libro 2023

#coilibrisimangia è stato l’hashtag simbolo della campagna social nata dopo che il sindaco di un comune piemontese, durante il consueto Consiglio comunale, aveva detto “Ho mai visto dar da mangiare alla gente con i libri”. Un’affermazione fatta a seguito del dibattito da lui stesso aperto: destinare o no quei 15 mila euro l’anno per l’acquisto di nuovi volumi per la biblioteca cittadina? Somma per altro messa in bilancio e approvata dall’Amministrazione stessa. Molti cittadini del Comune si sono stretti intorno a questo hashtag attraverso innumerevoli foto: bambini che leggono a letto o a tavola, libri nel piatto come se fossero edibili, libri che accompagnano pranzi e cene. Che con i libri si mangia lo può gridare a pieni polmoni il Salone internazionale del libro di Torino 2023. La XXXV edizione ha avuto numeri da record: non solo un aumento di visite dalle Regioni circostanti (nel caso del Veneto c’è stato un aumento del 130% e della Toscana del 120%), ma anche nel numero totale di visitatori. 215 mila in tutto i turisti letterari, 50 mila in più dello scorso anno. Un Salone che quest’anno ha visto l’ultima direzione di Nicola Lagioia, il quale per 7 anni lo ha guidato, e il passaggio di testimone ad Annalena Benini, futura Direttrice editoriale del Salone 2024.

Il Salone però non è solo numeri. Il nostro giornale c’è stato e ha cercato di raccontarvelo dal primo all’ultimo giorno attraverso me e Jessica Pons. È così che abbiamo sviluppato un nostro itinerario attraverso i libri e l’attualità. Questo è il mio salone.

Primo giorno

C’è qualcosa di magico nell’entrare al Salone poco prima dell’apertura. Riesci a sentire il profumo della carta stampata, sospeso tra le colonne portanti dei padiglioni. Chi lavora ai vari stand è in fermento: i libri sono già stati posizionati sugli espositori e tutti aspettano solo i visitatori di questa 35° edizione. Di buffo c’è che appena entrata all’Oval la mattina di giovedì 18 maggio, dopo l’inaugurazione, vengo bloccata dalla sicurezza, schiacciata contro gli stand che si trovano ai lati del corridoio. Ignazio La Russa, attuale Presidente del Senato, si aggira tra i libri, li prende in mano, li riposa con movimenti fulminei, mentre la sicurezza cerca di tenere a distanza fotografi, giornalisti e visitatori. Sorpassato l’ostacolo, mi avventuro tra gli stand delle grandi case editrici dell’Oval: Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Adelphi, e tanti altri. Per breve tempo, anche a me è concesso essere un’avida lettrice. La prima tappa del mio viaggio al salone è la conferenza “Il lungo cammino delle donne in Magistratura”, un incontro stimolante in cui è intervenuta Maria Gabriella Luccioli, una delle prime 8 donne nominate in Magistratura nel 1965 a seguito della legge n. 66 del 9 febbraio 1963, che consentì alle donne l’accesso alle funzioni giurisdizionali.

“Anche se le donne in Magistratura sono aumentate, non si trovano però là dove si decide. Prendiamoci per mano e combattiamo ancora le nostre battaglie, perché se siamo insieme non sentiremo la fatica”.

Marisa Fagà, presidente dell’ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici)

Il Salone è così pieno di eventi e persone da incontrare che si deve correre all’incontro seguente, quello tra Massimo Giannini, direttore responsabile de La Stampa, e Walter Veltroni, ex sindaco di Roma oltre che giornalista, politico e scrittore. La discussione prende in esame l’ultimo giallo pubblicato da Veltroni “Buonvino tra amore e morte”.

“L’idea di scrivere gialli è venuta alla Marsilio, che doveva lanciare una nuova collana. Mi hanno quindi proposto di scrivere un giallo, nonostante non lo avessi mai fatto. Mi sono messo in discussione, non con la certezza di avere successo nell’impresa, ma con la semplice curiosità di mettermi alla prova. Buonvino è un personaggio a cui sono affezionato e che mi sta simpatico: è uno che nella vita ha preso tante botte ma si è rialzato, è uno che fa squadra e che non ha la pistola pronta alla mano”

Walter Veltroni, autore de “Buonvino tra amore e morte

Parole che oggi sono più attuali che mai, dopo la giusta indignazione suscitata dai pestaggi avvenuti a Milano e Livorno e attuati dalle forze dell’ordine. Il primo giorno al Salone del Libro si conclude con la presentazione del libro “Il ritorno degli imperi” di Maurizio Molinari, direttore responsabile di Repubblica e direttore editoriale Gruppo GEDI, in cui sono intervenuti anche Guido Crosetto e Lorenzo Guerini, rispettivamente attuale ed ex Ministro della Difesa. Molinari è sicuramente un grandissimo esperto di geopolitica, e in questo libro delinea in modo chiaro quali sono gli orizzonti politici globali che si stanno creando.

Secondo giorno

Venerdì 19, secondo giorno al Salone e ancora piove. Una distesa multicolore di ombrelli attende le 10 per entrare nei padiglioni. Inaspettatamente divertente è stata la presentazione del libro “Grazie signore che ci hai dato il calcio” del cronista calcistico Fabio Caressa, intervistato per l’occasione dalla moglie Benedetta Parodi. Insieme, marito e moglie potrebbero fare carriera come duo comico. Caressa ha raccontato delle trasferte che gli sono rimaste nel cuore, del suo rapporto con Beppe Bergomi e con gli allenatori Fabio Capello e Carlo Ancelotti, ricordando anche Gianluca Vialli. Dopo un incontro fortuito con il magnifico Barbero e un saluto di Alessandro Cattelan, c’è l’appuntamento conclusivo della giornata, la registrazione del podcast “Un’ultima cosa” della grandissima Concita de Gregorio, accompagnata dalla splendida voce di Erica Mou. La giornalista ha recitato alcuni brani dal suo ultimo libro “Un’ultima cosa”, che, in forma di copione letterario, racconta le storie di donne straordinarie attraverso la loro voce, come se queste ultime avessero preso la parola al proprio elogio funebre. Rabbia, disgusto, amore, pura o amara ironia, gioia. Concita è riuscita a dare l’ultima parola a queste donne, un sentimento forte che è arrivato al pubblico anche grazie ad Erica.

Terzo giorno

Il sabato di questa edizione del Salone è sicuramente sinonimo di delirio. 60 mila i visitatori presenti in giornata tra gli stand. Una mole difficile da gestire, soprattutto perché le condizioni meteo continuavano ad essere avverse e a non permettere un deflusso verso le aree esterne della fiera. La giornata è iniziata con la presentazione del libro “Dacia Maraini. Per un nuovo lessico della letteratura e del teatro” di Dacia Maraini, in dialogo con Lorenzo Pavolini e Laura Fortini.

“La cosa che più mi interessa del teatro è che comporta un lavoro collettivo: tutti quelli che lavorano ad una produzione teatrale sono partecipi e hanno la stessa importanza. Questo mi ha insegnato molto. Ovviamente il teatro ha una lunga tradizione misogina alle spalle, se non di esclusione delle donne, a partire dal teatro greco. Il paradosso è che in Grecia le donne erano i personaggi privilegiati: eroine come Antigone o Alcesti. Donne fondamentali per le narrazioni, ma comunque interpretate da uomini. Così anche nell’Antica Roma e nei drammi sacri. Solo con la rivoluzione che avviene nel 1500, quando si abbandona il totalitarismo religioso a favore del diritto del cittadino, vediamo per la prima volta donne che recitano o che scrivono teatro, mettendo in scena anche i propri diritti”.

Dacia Maraini, autrice de “Dacia Maraini. Per un nuovo lessico della letteratura e del teatro

Un grande successo ha suscitato quest’anno la programmazione dello stand U162 all’Oval, ovvero quello de La Stampa, con Roberto Saviano, Michela Murgia, Nino Frassica, Maccio Capatonda, Claudia Gerini, Sabrina Guzzanti, Javier Cercas. Di tanto in tanto ci sono passata, imbattendomi in una grande folla accalcata intorno allo stand e riuscendo ad assistere ad alcune interviste come quella che il giornalista Roberto Pavanello ha fatto a Fosca Donati (del podcast La mia smemo) e Filippo Ferrari (del podcast Pop porno), o quella di Giannini a Roberto Saviano. A un certo punto della giornata, inizia un certo fermento. Sono all’Oval quando arriva la notizia che nel Pad 2 c’è stato uno scontro verbale tra gli esponenti di Extinction Rebellion e Non una di meno contro la ministra Roccella, che all’Arena Piemonte avrebbe dovuto presentare il suo libro “Una famiglia radicale”. “Non hai idea di quello che è successo. Hanno zittito la Roccella urlandole di vergognarsi. Chi protestava non era violento, ma sono stati comunque schedati in molti, forse 15 o 20” mi dice un collega. A caldo, la situazione non si capisce bene. La vera storia verrà a galla solo la sera. Sembra comunque certo che Montaruli e Roccella facciano il conto alla rovescia per l’uscita di Lagioia dal Salone. Alcuni visitatori esprimono la preoccupazione che il clima libero del Salone venga calpestato in futuro da ideali egemonici, come quelli che stanno dilagando in Rai. Ci pensa Benini, futura Direttrice editoriale del Salone 2024, a rassicurare gli animi.

“Lagioia ha il mio totale sostegno. Se avrei fatto la stessa cosa? Assolutamente sì!”.

Annalena Benini, futura Direttrice editoriale del Salone 2024 (da La Stampa online, 22/05/2023)

Quarto giorno

Sabato e domenica non siamo riuscite a portarvi a tutti gli incontri che avevamo in programma a causa dell’alto afflusso di visitatori del weekend. La folla ha avuto la meglio: se Barbero iniziava alle 18.15, la coda di persone alle 17 andava da un capo all’altro dell’Oval. Nonostante gli incidenti di percorso, sono riuscita ad entrare alla presentazione del libro “La neve di Mariupol” di Monica Perosino, giornalista de La Stampa, in dialogo con Annalisa Cuzzocrea, vicedirettrice de La Stampa, e Anna Zafesova, analista di Russia per lo stesso giornale, che ha scritto la prefazione al libro. Dall’autrice traspare immediatamente la sua ironia contagiosa, che non l’ha abbandonata nemmeno quando si è trovata sotto ai bombardamenti della guerra. Monica infatti era già in Ucraina quando sono iniziate a cadere le prime granate.

“Quando mi trovavo in Ucraina sono state fondamentali le persone che mi accompagnavano, quasi sempre squadre al femminile, che hanno dato un senso di umanità alla guerra. Queste donne mi hanno salvato la vita, mi hanno nutrita. Ho visto la loro fede incrollabile nella libertà: erano immutabili di fronte alle bombe. Mi chiedo: noi italiani saremmo così forti da resistere in questo modo?”.

Monica Perosino, autrice de “La neve di Mariupol

Quinto giorno

Lunedì 22, termina la mia cinque giorni con l’incontro conclusivo di “Adotta uno scrittore” o, nel caso dell’Università di Torino, “Adotta una scrittrice”. Quest’anno abbiamo adottato Melania Mazzucco, una donna incredibile oltre che scrittrice, vincitrice del premio Strega con “Vita”. Ci ha presentato il suo ultimo libro “Self portrait”, ovvero un autoritratto della donna-artista. È un “Museo del mondo” in cui la donna è soggetto per due volte: sia perché concepisce e realizza l’opera, sia perché ritrae se stessa o un’altra donna. Mazzucco descrive un museo collettivo fatto di donne: Artemisia Gentileschi, Plautilla Bricci, Frida Kahlo, Georgia O’Keeffe e molte altre. Un museo che supera i ruoli designati da sempre alle donne dalla società e dalla cultura.

(Immagine di copertina: Ufficio stampa del Salone internazionale del libro di Torino 2023)

Rachele Crosetti

Crediti immagine di copertina: @salonelibro on Instagram

Lascia un commento