L’ultima edizione del Festival di Sanremo 2024 ha visto trionfare Angelina Mango con la sua La Noia, ma, nonostante la vittoria e i buoni numeri di ascolti ottenuti durante queste settimane, i veri vincitori commerciali dell’edizione sono Mahmood con TUTA GOLD e Geolier con I’ P ME, TU P’ TE.
I due sono protagonisti di un raro – purtroppo – successo per la musica italiana, cioè quello di esser presenti nella TOP 50 Globale degli ascolti di Spotify.
Il palcoscenico di Sanremo, pur essendo una prestigiosa vetrina, si rivela ancora una volta non essere l’unico indicatore di grandezza artistica e impatto culturale. In passato molte opere musicali di straordinaria qualità hanno trovato il loro pubblico e il loro posto nella storia della musica, benché non abbiano vinto il concorso, pur avendovi preso parte, a dimostrazione del fatto che la vera grandezza dell’arte musicale risiede nella sua capacità di attraversare i confini delle competizioni e raggiungere il cuore di chi ascolta.
In questo articolo andremo a ripescare dal passato, più o meno recente, alcune di quelle canzoni che sono entrate a far parte della nostra tradizione musicale partecipando al Festival senza conseguire la vittoria, a conferma di come spesso il successo non fa un successo.
Impossibile non citare il caso di Luigi Tenco, talentuoso cantautore e musicista italiano con un profondo senso poetico nelle sue canzoni. Nel 1967, Tenco partecipò al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore, ciao, che co-scrisse con il celebre cantautore Sergio Endrigo. Sebbene fosse considerata una delle canzoni più significative del Festival di quell’anno, Ciao amore, ciao non riuscì a qualificarsi per la serata finale, deludendo profondamente il cantante della provincia di Alessandria. L’insoddisfazione per il mancato successo a Sanremo, unita a problemi personali e sentimentali, portò Tenco a un profondo stato di depressione. La notte del 27 gennaio 1967, poco dopo la fine della serata semifinale del Festival, Tenco si suicidò nella sua camera d’albergo a Sanremo, sparandosi alla tempia. Nonostante il tragico epilogo, il brano lasciò un’impronta indelebile nella cultura musicale italiana e continua ad essere amato e apprezzato anche dopo decenni dalla sua pubblicazione.
Pur essendo arrivato al penultimo posto nella competizione del 1983, il brano Vita Spericolata di Vasco Rossi diventò uno dei pezzi più iconici e rappresentativi della carriera del rocker di Zocca e della musica italiana in generale.
Il brano fu accolto con grande entusiasmo dalla critica e contribuì a consolidare la reputazione di Vasco come uno dei più grandi artisti rock italiani.
Sempre dell’edizione del 1983 L’Italiano di Toto Cutugno è un altro caso emblematico di una canzone italiana che ha ottenuto un enorme successo, nonostante non abbia vinto il Festival di Sanremo. Questa canzone è diventata uno dei brani più celebri e amati del repertorio di Cutugno e ha avuto un impatto culturale significativo, sviluppandosi quasi in un inno non ufficiale per molti italiani che si identificano con il messaggio di orgoglio nazionale e appartenenza culturale espresso dalla canzone. Diventò una sorta di simbolo di fierezza italiana nel mondo e oggi è spesso eseguita durante eventi patriottici e celebrazioni nazionali.
Ma chi vinse quella famosa edizione del 1983 costellata da successi? Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà. Ad avvalorare la tesi secondo cui il valore di un’opera musicale non dipenda dal successo in una competizione, riportiamo le parole della stessa Rivale rilasciate in un’intervista del 2023 per RadioNumberOne:
«La canzone me l’hanno imposta per contratto, la dovevo cantare per forza anche se facevo un altro genere, più impegnativo. Quel brano mi sembrava troppo facile, da Zecchino d’Oro. Ho vinto ed è stato tutto inaspettato, i discografici mi hanno persino sgridata che avessi vinto, dicendo: “Non siamo pronti, non abbiamo stampato nulla”. Non c’era nulla di logico in ciò che stava succedendo e mi ripetevo di essere finita in un manicomio. Non mi rendevo conto di aver fatto bene una cosa che per loro era un errore, e con il tempo mi sono dissociata dal Festival».
Facendo un salto in avanti di 9 anni, nel 1992 Mia Martini si classificò seconda con Gli uomini non cambiano, canzone diventata cult della musica italiana.
Nel passato più recente ricordiamo grandi successi come La Notte di Arisa, Che sia Benedetta di Fiorella Mannoia, Cenere di Lazza e sicuramente uno dei casi più iconici degli ultimi anni è quello dell’ultimo posto di Tananai con Sesso Occasionale, che da un insuccesso assoluto si è rivelato rampa di lancio per un artista che oggi gode di una grande fanbase.
Il successo non è determinato esclusivamente dalla vittoria in una competizione come il Festival di Sanremo. La partecipazione a una gara del genere può certamente aprire porte e offrire visibilità, ma alla fine è la forza e l’impatto della musica stessa a determinare il suo destino. Perciò anche chi non vince può emergere trionfante nell’arena della musica, dimostrando che il talento e la passione possono superare ogni ostacolo e lasciare un’impronta indelebile nella storia.
Fabio Ercole
Crediti immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Luigi-Tenco-Italie-1967.png
