To make a meaning of something so fleeting, life.
Chi è immerso nella bolla social delle case editrici sa che il 12 novembre non è stato un giorno qualsiasi, bensì quello dell’uscita per Einaudi della versione in italiano di Intermezzo di Sally Rooney, scrittrice irlandese definita “la Salinger della generazione Snapchat”, che negli ultimi anni ha conosciuto un grandissimo successo di pubblico e di critica. Si tratta del suo quarto romanzo, uscito in lingua inglese il 24 settembre, e alcuni potrebbero già conoscerla per quelli precedenti: Parlarne tra amici (2017), trasposto in serie tv nel 2022, Persone normali (2018), anche questo trasformato in serie tv, nel 2020, e Dove sei, mondo bello (2022).
È famosa soprattutto per la capacità di dividere il pubblico, che tende o ad apprezzarla per linguaggio e temi affrontati o a esprimere una certa noia e fastidio nei suoi confronti, soprattutto per la messa in scena, come spiega Il Post, “di uno stesso ambiente benestante, bianco e istruito, i cui problemi possono sembrare tutto sommato piccole difficoltà da persone privilegiate“. Parlarne, però, sembra inevitabile.
La booktuber Ilenia Zodiaco ha definito Intermezzo come il romanzo più commovente e ottimista di Rooney e quello con maggior sperimentazione dal punto di vista stilistico: infatti, riprendendo il flusso di coscienza tipico del modernismo, il lettore si ritrova nella mente di personaggi logorroici, overthinkers, per cui a conti fatti la trama risulta piuttosto scarna, se non composta dagli eventi della vita quotidiana. L’associazione di idee tipica di questa tecnica emerge soprattuttto nelle parti in cui il punto di vista è quello di Peter, uno dei due fratelli al centro del romanzo: una paratassi frammentata, con frasi corte, spezzatte, per trasmettere l’inquietudine e il nervosismo del personaggio.
Al centro del romanzo infatti ci sono le vite di due fratelli, Peter e Ivan Koubek, rispettivamente di ventidue e trentadue anni, che cercano di fare i conti con la recente morte del padre, mentre sono alle prese con vecchie e nuove relazioni. Tuttavia, il loro rapporto è logorato, conflittuale, e la comunicazione manchevole e ricca di incomprensioni. Peter, avvocato brillante, convinto di poter avere in mano tutto e tutti, nasconde in realtà, dietro una maschera di felicità e di vita mondana, una solitudine e un disagio profondi, aggravati dai problemi della sua relazione con la ex, Sylvia, e con Naomi, una camgirl di dieci anni più giovane. Ivan, il fratello minore, giocatore di scacchi professionista, è dotato di minori abilità sociali rispetto a Peter, e soffre del confronto col fratello: la svolta è l’incontro con Margaret, donna più grande, a cui si legherà sempre di più.
L’amore è il motore dell’azione e nel romanzo la scrittrice affronta tutta la complessità e la dinamicità delle relazioni moderne, con temi anche piuttosto delicati, come il divario di età tra partner, le relazioni poliamorose, la depressione che segue un lutto, la complessità dei rapporti fraterni, spesso crudeli perché sinceri nella loro brutalità, e il rapporto problematico con il fallimento. Emergono poi temi come il dolore cronico, la profonda solitudine della società contemporanea, in particolare quella di chi è apparentemente felice, e pure il rapporto con i propri animali domestici, nella loro incrollabile fedeltà.
I punti di vista sono alternati e modellati in modo diverso a seconda del personaggio. Se per Peter la prosa risulta essere piuttosto frantumata, con un flusso di pensieri che riflette bene la depressione, la sensazione di essere ubriachi, la tentazione suicida, nella parte con il punto di vista di Margaret lo stile è più lineare e scorrevole, con il progressivo aprirsi alla vita del personaggio, che tra l’altro è il primo a essere venuto in mente all’autrice. In generale, la lingua di Rooney è molto comprensibile, senza risultare troppo banale, e la lettura in lingua originale non rappresenta un problema se si possiede un buon livello B1 di inglese.
Rooney è anche apprezzata per il racconto della contemporaneità: nei suoi libri si fa riferimento alla pandemia, ai social, ai problemi abitativi con il continuo rincaro degli affitti, all’aborto. Ilenia Zodiaco, nel video indicato qui sopra, nota tuttavia come unica pecca, a parte una certa ridondanza di alcuni concetti, la caratterizzazione piuttosto piatta di Naomi, che, a differenza degli altri personaggi, sembra esser stata creata soltanto come elemento del triangolo amoroso, così da risultare poco autentica, un mero simbolo del desiderio.
Come suggerisce il titolo, il romanzo vorrebbe insomma convincere il lettore che la vita è anche quello che capita negli intermezzi, nei momenti che sembrano di sospensione, come quello dopo un lutto, o dopo la fine di una relazione, e che nonostante le difficoltà vanno abbracciati e apprezzati per quello che sono. Un titolo che rimanda sia all’intermezzo musicale sia a una mossa improvvisata degli scacchi, ma anche a un pasto servito tra due portate. A volte, infatti, si cerca di dare un senso coerente alla propria vita, ma questa può prendere vie impreviste, e il suo significato potrebbe nascondersi in momenti insignificanti, nel prendersi cura degli altri, nella condivisione, nella forza dell’amore.
Anna Gribaudo
