Il mondo dell’Arte ricorda Pinin Brambilla Barcilon

Lo scorso 12 dicembre si è spenta a Milano Pinin Brambilla Barcilon, una delle restauratrici più influenti del XX secolo, nota soprattutto per il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Nel curriculum della restauratrice, che vantava oltre 70 anni di carriera, vi sono interventi su alcune delle più importanti opere d’arte italiane.

Nel 2015 Pinin Brambilla è stata co-fondatrice del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che collabora con L’Università degli Studi di Torino in quanto istituto di eccellenza per la formazione universitaria dei restauratori e per la ricerca scientifica nel settore dei beni culturali, e lo ha diretto fino al 2012.
Attualmente presso il Centro di Venaria è conservato il Fondo Pinin Brambilla, un archivio composto da tutta la documentazione prodotta dalla restauratrice nel corso della sua carriera.

Nel 2019 è stata insignita dall’Università di Torino della laurea Honoris Causa in Conservazione e Restauro dei Beni culturali «per aver conservato alle presenti e tramandato alle future generazioni il nostro patrimonio artistico e per aver insegnato che il restauro serve a vedere e rivedere con occhi sempre nuovi le opere d’arte».

La Collezione del Pastello Secco di Lequio Berria

In questo articolo @Federica Seni ci descrive la Collezione del Pastello Secco di Lequio Berria, un’attrazione da segnare sul proprio diario di viaggio. Immersa nel verde delle Langhe, la mostra è unica nel suo genere in Italia, anche grazie alla straordinaria collaborazione tra artisti italiani e russi, iniziata negli anni ’90.
Questa collezione infatti è la testimonianza di un gemellaggio artistico di grande nota, quello tra tra Lequio Berria, un piccolo paese del Piemonte, e Jaroslavl’, una città russa di 600.000 abitanti sul Volga.
Un legame nato dall’attrazione verso la tecnica del pastello secco (o soffice), e durevole come le sue tonalità.

Daily Art app: la bellezza salverà il mondo, o almeno salverà noi.

Spesso e volentieri la vita ci pone davanti a grandi difficoltà, a volte lo fa per l’umanità intera, come in questo momento storico.
Che fare ?
Oltre ad aspettare che tutto finisca, perché non ritagliarci un attimo al giorno per dedicarci a qualcosa di bello, che ci distragga e sia anche istruttivo?

Daily Art è un’applicazione che propone ogni giorno un’opera d’arte diversa con un piccolo approfondimento.

Stone balancing

Le pietre possono parlarci? Molto più di quanto pensiamo. Camminando lungo la spiaggia di Finale Ligure (Savona) potreste imbattervi in Tonino Scafuro, insegnante, artista eclettico e stone balancer. Da una breve chiacchierata con lui emergeranno dal fondo di voi stessi una miriade di pensieri filosofici, insegnamenti di vita, sentimenti ed emozioni mai provate. Tonino non…

La sindrome del “Mai Abbastanza”

Perché la società odierna è invasa dal perfezionismo dell’immagine? Quando e perché è nato questo slittamento di valori che si sposta sempre più verso l’estetica del corpo? Sara Melotti è un ex fotografa di moda e nel suo reportage si mette a nudo con la voce di chi ha vissuto all’interno di questo meccanismo che ha provocato e alimenta il processo del “beauty myth”. Siamo dei corpi da scolpire, fortificare, lenire. Siamo sempre più la cellulite da eliminare, i chili di troppo sulla bilancia,un incarnato troppo pallido o scuro. Insomma nessuno è “mai abbastanza”. Non contano più i sogni, le emozioni, le proprie qualità: l’interiorità è diventata vassalla del marketing della bellezza.
Ma che cos’è la bellezza? Che cosa invece ci rende meno belli? Siamo sicuri che sia un valore esclusivamente esteriore?

Banksy a Betlemme: la Street Art come denuncia sociale

«Fondamentalmente Betlemme è stato un luogo sacro per secoli e secoli e adesso hanno costruito un enorme muro di cemento nel bel mezzo della città. È anche la tela più grande mai esistita e spero che con qualche bomboletta spray lo possiamo trasformare nell’opera d’arte più grande del mondo, ma soprattutto quella che durerà meno.» Banksy, 2007 (citazione tratta dal documentario “L’uomo che rubò Banksy”, di Marco Proserpio, 2018)

Tra i 70 muri oggi esistenti nel mondo, costruiti per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà, la barriera di separazione eretta per volere di Israele al confine con la Cisgiordania è di sicuro, suo malgrado, uno dei più noti esempi di discriminazione, ingiustizia e oppressione.

Tra gli artisti, locali e internazionali, che hanno messo a disposizione la propria arte a difesa di soprusi e discriminazioni sociali attraverso la realizzazione di graffiti sulla parte palestinese del muro che divide Betlemme, il più noto è sicuramente Banksy.

L’intento del misterioso artista di mantenere alta l’attenzione su queste tematiche lo ha spinto oltre all’espressione artistica e si è concretizzato nella realizzazione di un ostello, il The Walled Off Hotel, aperto nel 2017 a Betlemme, definito provocatoriamente dallo stesso Banksy “l’albergo con la vista peggiore del mondo”, poiché si affaccia direttamente sul muro.

Tra i numerosi murales realizzati dall’artista di Bristol a Betlemme, una ha subito una vicenda molto particolare che è stata raccontata in un documentario di Marco Proserpio con la voce narrante di Iggy Pop, “L’uomo che rubò Banksy”, presentato nel 2018 al Torino Film Festival. L’opera in questione è il controverso murales che raffigura un soldato che chiede i documenti a un asino eseguito sul muro di un’abitazione di Betlemme, asportato e venduto all’asta su Ebay.

Il grido di disperazione dei commercianti, soffocato dai rivoltosi

Il grido di disperazione dei commercianti continua a riecheggiare nelle strade di tutta Italia.  Ieri sera è stato il turno di Torino, dove quella che doveva essere una protesta pacifica guidata da piccoli imprenditori è sfociata da subito in una rivolta carica di violenza e risentimento verso le autorità.  Piazza Castello, ore 20:30. I torinesi…

Christo: “La bellezza, la scienza e l’arte trionferanno sempre”

Ci ha lasciato il grande artista Christo, uno degli esponenti più importanti della Land Art che dagli anni Sessanta aveva sfidato le regole del mondo dell’arte con installazioni artistiche su larga scala, rimanendo un artista amatissimo fino ai giorni nostri, soprattutto in Italia. Il 31 maggio scorso il panorama artistico internazionale ha dovuto salutare un…