Il grido di disperazione dei commercianti, soffocato dai rivoltosi

Il grido di disperazione dei commercianti continua a riecheggiare nelle strade di tutta Italia.  Ieri sera è stato il turno di Torino, dove quella che doveva essere una protesta pacifica guidata da piccoli imprenditori è sfociata da subito in una rivolta carica di violenza e risentimento verso le autorità. 

Piazza Castello, ore 20:30. I torinesi riempiono le strade dove è già presente la polizia in assetto antisommossa per sedare eventuali scontri. La tensione tra manifestanti e forze dell’ordine cresce vertiginosamente ma, nonostante la paura, diversi striscioni vengono alzati in aria, mentre alcuni rappresentanti della classe più colpita dall’ultimo DPCM prendono la parola e si fanno seguire dalla folla per gridare la loro rassegnazione sotto i palazzi istituzionali. La protesta sembra iniziare nel migliore dei modi, nonostante il forte dispiegamento dei cellulari della polizia, ma bastano pochi minuti per stravolgere tutto e le buone intenzioni iniziali, insieme al grido di rivalsa dei commercianti torinesi, vengono presto soffocati dall’impeto dei rivoltosi. 

Insulti spregevoli si nascondono tra la folla, poi le bottiglie di birra che si infrangono sugli scudi della polizia. La folla si disperde, nel tentativo di evitare la carica delle unità antisommossa. 

Scene di guerriglia nel pieno centro di Torino, due fazioni una contro l’altra che si avvicinano e allontanano, nascoste tra il fumo dei lacrimogeni, mentre il resto dei manifestanti, quelli veri, inveisce contro i rivoltosi accusandoli di aver rovinato una manifestazione giusta e sentita da tutti. Gli scontri continuano, si passa in via Roma, dove la furia dei “black bloc” del momento si scaglia contro le vetrine dei negozi, distruggendo e saccheggiando diversi locali. Dall’altro lato di piazza Castello, all’inizio di via Po, si da fuoco a dei monopattini, l’ultimo atto degno di nota prima che i riottosi inizino lentamente a disperdersi e il silenzio, tra fiamme e fumo, torni lentamente a fare da padrone.

Antonio Ruggiero

Foto di Antonio Ruggiero

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