Paris Is Burning: 32 anni dopo

“Paris Is Burning”, documentario statunitense del 1990 diretto da Jennie Livingston, è stato il primo vero approccio mainstream alla cultura queer e drag, al vogueing e alla ballroom scene di quegli anni, andando ad ispirare serie come Pose. Via interviste e riprese, uomini gay e donne transgender prendono la parola per spiegare il loro mondo, dagli incredibili alti ai terribili bassi. A 32 anni dalla sua uscita, continua a rappresentare in qualche modo i problemi della comunità LGBTQ+ oggi e serve anche a dimostrare i progressi dal punto di vista intercomunitario. La nostra redattrice, Gaia Sposari, parla in questo articolo del documentario e del suo impatto sulla comunità LGBTQ+.

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Riti di passaggio: istruzioni e uso

Vi sono determinate pratiche di una cultura che si potrebbero definire olistici: studiandoli, è possibile comprendere molti aspetti del gruppo di persone che ne è portatrice. Una di queste pratiche è quella dei riti di passaggio, nello specifico, dall’adolescenza all’età adulta. Essi ci permettono di comprendere i ruoli e gli status tra i generi e tra adolescenti e adulti. Inoltre, sono estremamente interessanti per ricordarci la variegata diversità di cui è popolata il mondo.
La nostra redattrice @em.agli, nel suo ultimo articolo, ci parla di tre rituali in particolare: il Naghol della tribù dei Sa, la Tucandeira dei Satere Mawe e il salto dei tori della tribù Hamer.
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La democrazia greca ha realizzato i suoi propositi? Eva Cantarella al Festival Internazionale dell’Economia

A Torino, tra il 31 maggio e il 5 giugno, si è svolto il Festival Internazionale dell’Economia. Nel corso dell’evento, benché a farla da padrone siano stati temi quali la digitalizzazione, l’innovazione e la sostenibilità, si è parlato anche di meritocrazia, parità di genere e democrazia.

Tra i numerosissimi ospiti è intervenuta anche Eva Cantarella, storica del mondo antico, giurista e saggista dalla carriera brillante.

Per saperne di più consultate l’ultimo articolo della nostra redattrice, Rebecca Isabel Siri.

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Vittorio Emanuele III: il re dalle scelte sbagliate

La figura di Vittorio Emanuele III ancora oggi risulta molto controversa. Egli prese molte decisioni errate, tra cui quelle di avallare il Fascismo, assecondare costantemente Mussolini e promulgare le leggi razziali. Se si fosse comportato in maniera diversa, oggi vivremmo in un Paese diverso?
Con questo articolo la redattrice Giulia Arduino fa un excursus sulla vita e sulle decisioni intraprese da Vittorio Emanuele III.

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La non-violenza: resistenze passive nel tempo e nello spazio

Le piccole azioni dei contadini in Malesia, i digiuni di Gandhi, gli Sdraiati in Cina. Forme diverse di uno stesso fenomeno: la resistenza passiva.

Questo atteggiamento non si fonda banalmente sull’assenza totale di reazione da parte della della popolazione sottomessa, bensì sulla disobbedienza civile non-violenta: ossia sul rifiuto attivo di determinate regole, leggi o ideologie in modo pacifico.

La nostra redattrice @em.agli nel suo ultimo articolo ci parla delle diverse declinazioni di questo concetto, che variano a seconda del tempo, dello spazio e delle condizioni in cui i resistenti sono costretti a vivere e che arrivano fino ai giorni nostri.

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Una vita al servizio del Regno

Nelle fiabe che ci leggevano da bambini, spesso il finale prevedeva un principe e una principessa che si sposavano, diventando così i regnanti di un paese che li avrebbe amati per tanti e tanti anni. Nella vita, crescendo, tutto quel che ascoltavamo e sognavamo sembra essere diventato una realtà inimmaginabile, un qualcosa di freddo e lontano che dista sempre più da quel che ci faceva addormentare felici. Eppure, tra le tante favole, una di queste è diventata realtà: quella di una donna che ha trasformato l’inimmaginabile nella più bella delle realtà, il cui nome è fonte d’ispirazione da sempre e la cui storia è una delle più belle da raccontare per far addormentare un bambino. #regina #favolechediventanorealtà #regnounito #thepasswordunito #andreabordonaro #donne #storia #cultura #elisabetta #reginadiinghilterra

Mamme greche e romane

La seconda domenica di maggio, si sa, è la giornata dedicata alla mamma. Questa ricorrenza vede i suoi esordi alla fine dell’800, ma festeggiare ed onorare la figura materna è un’usanza molto più antica.

Da sempre associata alla figura di dea creatrice, spesso a quella di protettrice del focolare, a volte madre consolatrice a volte folle ed iraconda.

Il nostro redattore, Nicola Gautero, ci racconta le mille sfaccettature della figura materna nella mitologia greca e romana, da Penelope a Medea, da Cornelia ad Agrippina.

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L’incredibile vita di Mario Bertolotti

Un giorno di maggio del 1951, un famoso giornale italiano recita in uno dei suoi articoli: «si trova in questo momento nelle prigioni di Alessandria, sotto l’accusa di aver estorto del danaro ad una signora di Castellazzo Bormida, una certa Maria Alice Bertolotti. La faccenda sarebbe piuttosto banale se la protagonista della vicenda non portasse i pantaloni e non sostenesse di essere un uomo».

La nostra redattrice Caterina Malanetto (@cate_a.m) ci racconta la straordinaria storia di Mario, che una volta si chiamava Maria Alice: finì in un campo di concentramento e praticò motociclismo acrobatico.

Naturalmente non fu l’unico ad adottare abiti maschili, molte donne in passato ricorrevano a questi espedienti, e non solo per questioni d’identità di genere!

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@saracpoma

Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì: un incontro surrealista tra moda e arte

Quando due artisti dirompenti si incontrano non si può mai sapere cosa ne viene fuori, soprattutto se questi sono, rispettivamente, importanti rappresentanti del mondo della moda e dell’arte come Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì in un periodo tanto difficile quanto di fibrillazione creativa come quello degli anni a cavallo tra le due guerre mondiali.
Due figure centrali nella propria epoca, accomunate da estro, creatività e un pizzico di trasgressione che non solo si sono lasciate influenzare l’una dall’altra, ma hanno concretamente e attivamente collaborato insieme.
Il loro è uno dei sodalizi più famosi tra il mondo della moda e quello dell’arte, da cui nasceranno capi iconici e stravaganti, come ad esempio l’Abito aragosta e il cappello scarpa.

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@etantebellecose @schiaparelli @salvador_dali_art

Quando Galeazzo Ciano venne ucciso dal suocero, Benito Mussolini

“Mio nonno Benito Mussolini fece fucilare mio padre, Galeazzo Ciano. Nulla poté fare Edda, mia madre e figlia del Duce”. Dopo aver votato a favore della destituzione di suo suocero, Galeazzo Ciano fuggì dall’Italia. Da latitante venne trovato, portato al poligono di tiro a Verona e fucilato a sangue freddo.
Se vuoi scoprire di più sull’ambigua figura di Galeazzo Ciano, ne parla Giulia Arduino nel suo nuovo articolo.

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