Combattiamo lo spreco alimentare

Ancora troppo spesso, in Italia, molte persone non conoscono il giusto comportamento da adottare nei confronti della data di scadenza dei prodotti e questo porta ad un grosso spreco alimentare: infatti, solo in Italia, in un anno, vengono gettati nella spazzatura quasi 2 milioni di tonnellate di cibo.
Lo spreco alimentare è oggi un problema sempre più grave e diffuso e per questo è importante intervenire tempestivamente.
Nel suo ultimo articolo @alessandravegis tratta di questo argomento, focalizzandosi soprattutto su interessanti iniziative nate negli ultimi anni per sensibilizzare la popolazione riguardo la tematica.

#approvedfood #babacomarket #toogoodtogo #sprecoalimentare #etichettaconsapevole #datadiscadenza #elior #winnow

Popoli indigeni: un modello da seguire

Il 9 agosto si è celebrata la giornata internazionale dei popoli indigeni, istituita dall’ONU nel dicembre del 1994.
Questi popoli costituiscono solo il 6% della popolazione mondiale, eppure l’80% della biodiversità del Pianeta si trova proprio nei loro territori. Inoltre, al loro interno troviamo una varietà di culture davvero sorprendente, che ci permette di considerarli patrimonio dell’umanità.
Ce ne parla la nostra redattrice @em.agli che, nel suo ultimo articolo, sottolinea cosa possiamo imparare dai popoli indigeni e il loro ruolo fondamentale nella salvaguardia dell’ambiente.

#biodiversità #indigenousday #indigeni #onu #patrimodioculturale #patrimoniodellumanità #sostenibilità #thepassword #thepasswordunito

Torino e la sua “Corona Verde”

Ad abbracciare la splendida Torino c’è una vera e propria Corona Verde, un polmone che permette al territorio e ai cittadini di respirare.
L’idea della riqualificazione delle zone limitrofe al capoluogo piemontese nasce nei primi anni duemila per poi svilupparsi nei decenni futuri.
Per scoprire meglio tutti gli interventi di Corona Verde, realizzati grazie alla Regione Piemonte e al Comune di Torino, ti rimandiamo all’articolo della nostra redattrice Gaia Bertolino.

Perché Seaspiracy è stato criticato da vegani e non [pt. II]

Allora, avete visto #Seaspiracy?

In questa seconda puntata, @lightbluealice ci parlerà di #acquacoltura – ossia un metodo spesso pensato come “soluzione” allo sovrasfruttamento dei mari -, di certificazioni non particolarmente efficaci, di inquinamento da #plastica negli oceani, e infine dell’impatto sociale della pesca.

Sapevate, ad esempio, che alcuni pescherecci sono stati accusati di “schiavitù contemporanea”?

Come sempre, con prove scientifiche e testimonianze, analizzeremo i fatti riportati in Seaspiracy e cercheremo di trarne le somme.

Fateci sapere nei commenti se avete visto il film e qual è stata la vostra reazione!
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#recensionifilm #recensioninetflix #veganitalia #alitabrizi #ecologia #savetheoceans #salviamoglioceani #seaspiracydebunk #plasticpollution #retezerowasteitalia #plasticfreeitalia #dirittiumani #microplastiche #greatpacificgarbagepatch #certificazionemsc #sovrappesca #overfishing #ancheipesci

Perché Seaspiracy è stato criticato da vegani e non [pt. I]

Se avete qualche amic* vegan*, probabilmente vi avrà già consigliato di vedere assolutamente #Seaspiracy, il recente “documentario” su Netflix.
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Attorno al film si è creato un polverone, non solo per le verità che mette in mostra, ma anche per il modo in cui lo fa, e le critiche sono arrivate talvolta persino dalla comunità #vegan.
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La domanda a cui tenta di rispondere Seaspiracy è “esiste la pesca #sostenibile?”
Nell’articolo di @Alice Tarditi, ex-studentessa di un Master in #Sostenibilità Socioambientale delle Reti Agroalimentari, cercheremo di capirlo, anche attraverso le critiche mosse al documentario.
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#recensionifilm #plantbaseditalia #veganitalia @essereanimali #alitabrizi #pescasostenibile #savetheoceans #dolphinfriendly #ecotips #overfishing #seaspiracydebunk #recensioninetflix #zerowasteitalia #plasticfreeitalia #greenpeaceitalia

La Groenlandia e le sue risorse minerarie al centro della competizione internazionale

Alle elezioni di aprile in Groenlandia ha vinto il partito degli Inuit, partito ambientalista e nazionalista di sinistra, contrario allo sfruttamento del sottosuolo del monte Kvanefjeld. L’area è di interesse elevato per le multinazionali del settore, ma sono elevati i rischi di inquinamento previsti. Sebbene sia una opportunità di ricchezza, quello dell’estrazione dei giacimenti è un settore che non è privo di conseguenze sociali ed ambientali per il Paese e i risultati delle elezioni sembrano dimostrarne la consapevolezza dei cittadini locali, ce ne parla @anna_franzu oggi nel suo articolo.
@osservatorioartico #annafranzutti #thepassword #thepasswordunito #elezioni #ambientalista #green #uranio #minerali #Greenland #competizione #internazionale #USA #Cina #sociale

Greenwashing parte II: il fenomeno in pratica

Dopo aver affrontato il #greenwashing dal punto di vista teorico, nell’articolo di @lightbluealice analizziamo due recenti casi pratici: si tratta degli spot dello #shampoosolido lanciato da @garnieritalia, e della collezione in #pizzoriciclato di @tezenisitalia.

In particolare, bisogna sapere quali domande porsi e quali critiche muovere alle affermazioni “tinte di verde” da parte delle aziende: fra queste è essenziale riconoscere che #green non necessariamente significa #sostenibile.

Se conosci altri casi di greenwashing, segnalaceli nei commenti!

#sostenibilitàambientale #boycottfastfashion #viveresostenibile #ecologia #ambiente #ecotips #fridaysforfutureitalia #spesasfusa #cosmeticisolidi #modaetica #modasostenibile #economiacircolare #debunking

Greenwashing parte I: il fenomeno in pillole.

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di Greenwashing. Siamo sicuri di sapere di cosa si tratta realmente?
Nel suo nuovo articolo, Gaia Bertolino tratterà il fenomeno dal punto di vista teorico andando poi ad illustrare i cosiddetti “7 peccati del Greenwashing”.
Rimanere intrappolati nel “lavaggio verde” è facile ma è altrettanto semplice acquistare con maggior consapevolezza, anche grazie alle nuove piattaforme presenti online. Due tra le tante: Il Vestito Verde, gestito dalla giovanissima Francesca Boni, e l’app Good On You.

A cosa serve l’eMergia?

Nell’ultimo articolo di Alice Tarditi (@lightbluealice) abbiamo scoperto che esiste qualche cosa che si chiama #eMergia, e che a causa di ciò, #biofuel, pannelli solari, sacchetti biodegradabili, #autoelettriche potrebbero non essere soluzioni così sostenibili, mentre non esiste pressoché alcun “#impattozero”.

Tramite calcoli e rapporti fra #risorserinnovabili e #nonrinnovabili, sarete in grado di sfatare ogni tentativo di #greenwashing, e se alla fine la #sostenibilità vi sembrerà solo un miraggio, non scoraggiatevi, perché l’eMergia ci restituirà la sua formula, fondamentale per contrastare la #crisiclimatica.

#cambiamenticlimatici #ambiente #ecologia #greentips #aimpattoridotto #viveresostenibile #thepassword #thepasswordunito #unito

Oltre I Fridays For Future – 3 Azioni Per Il Clima

In questo articolo, Gaia Bertolino analizza il fenomeno dei Fridays For Future nati a Stoccolma dalla giovanissima Greta Thunberg. È sufficiente scioperare una volta alla settimana affinché l’Accordo di Parigi venga rispettato? Questo non è solo un mezzo per far sentire la propria voce?
È possibile intraprendere un’altra via, quella della rivoluzione silenziosa, andando a modificare le proprie abitudini in vari aspetti della propria vita. Eccoti tre proposte per essere parte del cambiamento. Per essere… Il Cambiamento!