Lukaku e Pogba, cavalli di ritorno

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano” canta Venditti. Sarebbe la colonna sonora perfetta di un film con protagonisti Paul Pogba e Romelu Lukaku. La trama? Due ragazzi che l’aereo non l’hanno perso e alla fine sono tornati a casa, dall’Inghilterra all’Italia. E le operazioni di mercato che hanno permesso questi ritorni sono incredibili.

Per il francese si tratta di un arrivo a parametro zero, esattamente come il suo primo approdo a Torino dieci anni fa, dopo che la Juve lo vendette al Manchester United per più di 100 milioni nel 2016. Per il belga la situazione è ancora più paradossale: appena 12 mesi fa l’attaccante volava a Londra, al Chelsea, per 113 milioni di euro. Ora il viaggio è esattamente l’inverso, in prestito per una stagione a 8 milioni più bonus, ma Marotta sta già lavorando per trattenerlo anche un altro anno.

Da Pogba…

Alzare il livello del centrocampo juventino: questo è il compito di Pogba, che proviene dalla patria dell’Illuminismo, l’età dei lumi e della ragione, ma è estro e irrazionalità pura. Nei suoi 5 anni alla Juventus, dove arrivò da sconosciuto, collezionò 124 presenze condite da 28 gol, ma soprattutto si impose come uno dei migliori centrocampisti della sua generazione.

Dotato di tutto quello che deve avere un centrocampista moderno, dalla corsa alla fisicità, passando per la qualità sopraffina, al Manchester United non ha rispettato le aspettative. Troppa discontinuità, associata a un ambiente in cui è difficile esprimere il proprio talento, hanno reso Pogba un centrocampista normale, a volte deleterio.

Ma è una scommessa giusta da parte della Juventus. Anche se non dovesse offrire le stesse prestazioni della sua precedente parentesi bianconera, in Italia può fare la differenza, soprattutto con Allegri in panchina, con cui ha fatto vedere il meglio di sé. Il rischio? La tenuta fisica. Sono troppe le partite saltate negli ultimi anni, 72 negli ultimi 3.

… a Lukaku

A Milano è tornato il Re. Migliore giocatore nella stagione 2020-2021, in Italia è stato semplicemente straripante, soprattutto grazie alla sua fisicità. In Italia i gol sono stati 47 in 72 partite e vorrà sicuramente aggiornare i dati al più presto.

A Londra invece la musica è stata ben diversa. 15 gol in 43 partite, ma non è il dato dei gol che spiega la stagione di Lukaku, anche perché paradossalmente è stato il miglior marcatore della stagione dei Blues. Lo stile di gioco probabilmente non era adatto a lui: una manovra veloce, rapida e fatta di giocatori brevilinei, in cui il belga è sembrato sempre più spesso un corpo a sé stante.

A Milano ritrova un ambiente in cui ha avuto due delle migliori stagioni della sua carriera. Ma all’Inter non troverà Conte, artefice delle sue fortune, bensì Inzaghi, che ha patito quest’anno a non avere una punta con le sue caratteristiche, in grado di allungare la squadra avversaria. La pessima stagione appena conclusa non deve porre dei dubbi sul rendimento dell’ex Chelsea, le sue caratteristiche metteranno sempre in difficoltà le difese italiane.

Le aspettative sono alte, anche per quello che hanno dimostrato in passato con quelle stesse maglie. Inoltre, possono dimostrare che non sempre i cavalli di ritorno sono delle minestre riscaldate. Di certo, vanno ad aumentare il livello della Serie A e delle squadre che li hanno acquistati. Chi avrà fatto il colpo migliore? Ai posteri l’ardua sentenza. Economicamente sono entrambi dei capolavori, soprattutto l’operazione di Lukaku. Nel frattempo, lo scontro tra Juventus e Inter, che molto probabilmente vedremo in campionato per lo Scudetto, è già iniziato.

Matteo Revellino

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