Nuovo giorno, nuovo decreto sicurezza, nuove leggi. Dall’entrata in carica del Governo Meloni, 22 ottobre 2022, sono infatti state promulgate ben 340 leggi, tra decreti-legge o legislativi e leggi ordinarie o costituzionali.
In un’Italia che manifesta da settimane contro il carovita, caro gasolio e contro il riarmo, ha fatto non poco scalpore l’ultimo cosiddetto “decreto sicurezza”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 22 ottobre 2026. Lo stesso prevede: reclusione o multe fino a 20.000 euro per chiunque, nel corso di manifestazioni o simili, utilizzi oggetti danneggiando cose o persone, estensione del fermo preventivo anche ai minorenni, reclusione per chi organizzi proteste che risultino violente e una serie di aggravanti.

“Decreto anti-rave”, “Decreto Cutro”, “Decreto Caivano”, “DDL sicurezza” sono tutti nomi che conosciamo. Questo è infatti soltanto l’ultimo di una serie di decreti emanati in risposta ad avvenimenti preoccupanti molto specifici, che se da un lato “accontenta” quella fetta di popolazione angosciata o spaventata dalle tensioni del momento, dall’altro non fa nulla di effettivamente preventivo per la soluzione del problema di base.
Analizziamo la situazione attuale: migliaia di persone dal nord al sud Italia manifestano contro un costo della vita sempre più insostenibile, chiedono sostegno, salari dignitosi, investimenti nella scuola, nell’agricoltura e nel futuro dei giovani. Tra centinaia di cortei pacifici vengono evidenziati esclusivamente episodi di vandalismo da parte di presunti giovani manifestanti a volto coperto; in particolare, si cita Milano: vetrine di negozi sfondate, merce rubata, oggetti lanciati contro cordoni di polizia.
Le uniche risposte, finora, arrivate da Palazzo Chigi sembrerebbero essere: nuovi reati e crediti d’imposta da scaricare su tasse successive per compensare l’alto costo del gasolio. Al contrario, per quanto riguarda i salari reali, che non crescono ormai da trent’anni, oltre il 30% di edifici scolastici che hanno bisogno di interventi di manutenzione urgenti e un mercato del lavoro stagnante, le risposte pare tardino ad arrivare.
L’impressione è quella del voler nascondere sotto il tappeto il malcontento di milioni di italiani attraverso una comunicazione mediatica studiata alla perfezione.
Manifestazioni a Torino: pacifiche, ma per chi?
Nelle piazze di sabato scorso, in quelle piazze pacifiche che hanno colorato tante città dello Stivale, abbiamo visto un’Italia giovane, orgogliosa delle sue radici antifasciste e determinata nel far rispettare i propri diritti. L’articolo 17 della Costituzione, in questo senso, parla chiaro:
“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi […] Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.

A Torino, tuttavia, il corteo, che avrebbe dovuto lasciare Piazza Castello intorno alle 15, si è trovato la via sbarrata dalle forze di polizia che, dopo tre prime cariche leggere, hanno manganellato pesantemente un gruppo di manifestanti, non armati e con le mani alzate, rei di aver tentato di raggiungere il Duomo passando dal porticato di Palazzo Reale. Tre sono al momento i feriti. Dall’altra parte della piazza, una Citroën bianca, secondo fonti riportate da Torino Today forse di proprietà della Digos, è passata a velocità sostenuta tra la folla, generando il panico tra i presenti. “In quel momento”, ha dichiarato un manifestante, “la piazza era sigillata dai blocchi delle forze dell’ordine su ogni via d’uscita e sotto i portici. Non c’erano vie di fuga. Permettere o facilitare il passaggio di un veicolo ha rappresentato un rischio enorme per tutti.” (Torino Today) Marco Grimaldi, deputato di Sinistra Italiana, ha depositato lunedì nel pomeriggio un’interrogazione parlamentare, per chiedere chiarimenti su quanto accaduto.
Le immagini della repressione portata avanti da chi, in nome del giuramento fatto alla Costituzione antifascista, avrebbe invece dovuto proteggerci non verranno scordate facilmente. Il pensiero va soprattutto a* più giovani, che partecipano, magari per la prima volta, alla vita politica della loro città: a loro promettiamo che un mondo diverso, più giusto, è possibile, se lottiamo tutt* insieme per realizzarlo.
Sciopero del 30 ottobre
Per questo motivo, coerentemente coi valori della nostra associazione, The Password ha deciso di aderire allo sciopero generale indetto da USB per il 30 ottobre, “contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita”. USB specifica poi nel comunicato pubblicato sul suo sito Internet:
“Sarà anche giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di veri paesi tra cui USB che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi. È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra.”
Vi invitiamo ad aderire alla manifestazione che partirà da Piazza Palazzo di Città (“Piazza Gaza”) alle 9.30 di venerdì 30 ottobre. Noi di The Password non mancheremo.
Alice Musto e Micol Cottino
Fonti
Fagone La Zita NicolòTorino, Corriere della Sera, “Citroën bianca tra la folla in corteo a piazza Castello. I social: «Poteva investire i manifestanti». L’ipotesi di un mezzo della Digos. Interrogazione di Avs”, pubblicato il 26 ottobre 2026, link: https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/26_ottobre_26/torino-il-caso-della-citroen-bianca-tra-la-folla-in-piazza-castello-i-social-poteva-investire-i-manifestanti-l-ipotesi-di-un-743cb97f-eaa5-4088-8d11-87f89ec55xlk.shtml
La Stampa, “Auto tra la folla a Torino durante il corteo contro il riarmo, i testimoni: “Era della polizia””, pubblicato il 26 ottobre 2026, link: https://www.lastampa.it/torino/2026/10/26/video/auto_tra_la_folla_a_torino_durante_il_corteo_contro_il_riarmo_i_testimoni_era_della_polizia-15777985/
Rapisardi Rita, il manifesto, Torino, i ragazzi di Barriera in corteo col tricolore contro chi non li vuole, pubblicato il 24 ottobre 2026, link: https://ilmanifesto.it/torino-i-ragazzi-di-barriera-in-corteo-col-tricolore-contro-chi-non-li-vuole
USB, 30 ottobre sciopero generale in tutta Italia: decine di piazze contro economia di guerra e carovita, pubblicato il 26 ottobre 2026, link: https://www.usb.it/leggi-notizia/30-ottobre-sciopero-generale-in-tutta-italia-decine-di-piazze-contro-economia-di-guerra-e-carovita-1130.html
Parlmaento.it, sezione “Leggi”, “Indici delle leggi”, ultima consultazione 26 ottobre 2026, link
@la.stampa https://vm.tiktok.com/ZGdCT3QsK/
“Fermo preventivo per i minori, come funziona la nuova norma del decreto sicurezza. Fino a 12 anni per chi usa social per organizzare scontri”, 20 ottobre 2026, Il Messaggero, ultima consultazione lunedì 26 ottobre 2026, link




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