Le origini di Halloween: dai riti celtici di Samhain a oggi

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Ogni volta che si avvicina il 31 ottobre è sempre la stessa storia: c’è chi non vede l’ora di indossare un costume spaventoso e ballare per tutta la notte, e chi sbuffa dicendo che è una ricorrenza inutile e che ha senso solo negli Stati Uniti.

E se dietro le maschere di plastica si celasse un intreccio unico di tradizione e magia, e le origini di Halloween affondassero le proprie radici in una storia del tutto europea, antica e profonda?

Le origini di Halloween: Samhain

Per comprendere l’origine di Halloween è necessario fare un salto indietro nel tempo di oltre duemila anni, arrivando fino alle terre abitate dalle popolazioni celtiche tra Gran Bretagna, Irlanda e Scozia.

Nei calendari celtici, la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre segnava la festività di Samhain, una parola gaelica che significa letteralmente «fine dell’estate». Per i Celti, che erano prevalentemente un popolo di pastori, i ritmi della vita erano scanditi dai tempi dall’allevamento; in questa giornata, infatti, si concludeva il periodo estivo e i greggi venivano riportati a valle per prepararsi all’arrivo del freddo invernale.

Ma per i Celti, Samhain era molto più di una semplice festa di fine stagione e portava con sé un parallelismo profondo. Il tempo era concepito come una ruota e ogni transizione stagionale rappresentava un vero e proprio confine. In questa prospettiva, la morte occupava una posizione centrale nella festività perché rispecchiava la ciclicità della natura, stabilendo un legame profondo con l’aldilà: durante l’inverno tutto sembrava fermarsi e morire, ma in realtà la vita si stava solo preparando a rinascere nel buio della terra, proprio lì dove riposano i defunti.

Durante quella notte, la sottile membrana che separava il mondo dei vivi da quello dei morti — la landa felice in cui gli spiriti si mantenevano perennemente giovani, chiamata Tir nan Oge — si assottigliava fino ad annullarsi.

Non si trattava necessariamente di una visione cupa. In sostanza, era la presa d’atto che la morte facesse parte del ciclo della vita e che la memoria degli antenati meritasse rispetto e accoglienza. Per indicare loro la strada nel buio, si accendevano grandi falò sulle colline, mentre i contadini indossavano pelli di animale e maschere spaventose per mimetizzarsi tra gli spiriti malintenzionati ed evitarne i dispetti.

Questa ricorrenza era il loro Capodanno: veniva celebrata con festeggiamenti che si protraevano per l’intera notte, proprio come avviene oggi in occasione del 1° gennaio.

Crediti immagine: Federico Tomasoni per Pexels,
shorturl.at/Q58PQ

La ricorrenza moderna

Sradicare usanze così antiche era un’impresa impossibile, sebbene in origine l’intento della Chiesa fosse proprio quello. Ci provò con molti dei riti pagani dell’Europa medievale, ma senza successo; per questo motivo si scelse di seguire una via diversa, decidendo non di farli sparire, ma di trasformarli dall’interno per dare loro un significato del tutto nuovo.

Nel corso dell’VIII secolo, Papa Gregorio III dedicò una cappella all’interno della Basilica di San Pietro a tutti i santi e i martiri, fissando la ricorrenza al 1° novembre. La notte precedente divenne così All Hallows’ Eve («Vigilia di tutti i Santi»), un’espressione che nel corso del tempo si sarebbe contratta nel nome universalmente noto: Halloween. Qualche secolo dopo fu introdotta anche la data del 2 novembre, dedicata alla Commemorazione dei defunti.

Il parallelismo è evidente. L’antica festività celtica del passaggio e della memoria del regno dei morti venne riassorbita e modellata in un ciclo di tre giorni interamente dedicati al legame tra i vivi e l’oltretomba, proprio come l’originaria ricorrenza di Samhain.

Dolcetto o scherzetto?

A completare il quadro vi è poi una tradizione medievale che ricorda da vicino le usanze moderne, quando si usava suonare ai vicini con un cestino da riempire di caramelle: il souling.

All’epoca, le persone più bisognose bussavano alle porte del paese offrendo canti e preghiere per le anime defunte in cambio dei soul cakes, i «dolci dell’anima», dolcetti rotondi e speziati simili a grossi biscotti di pasta frolla. Secondo la tradizione, ogni pane donato equivaleva a un’anima salvata dalle pene dell’aldilà.

Sono proprio queste le radici medievali attribuite al rituale del «dolcetto o scherzetto?» che si conosce ancora oggi.

Dolci tipici, legati alla tradizione di Halloween.
Soul cakes, dolci tipici del giorno di Halloween.

Crediti immagine: Malikhpur,
CC BY-SA 4.0, shorturl.at/Kbb2R

Le zucche intagliate: il simbolo di Halloween

Anche l’icona simbolo di Halloween — la zucca intagliata e illuminata — racchiude una storia che parla di emigrazione e adattamento.

Il mito di origine risale al racconto irlandese di Jack o’ Lantern, un fabbro astuto ed egoista — di nome Stingy Jack — che riuscì a ingannare il Diavolo ben due volte. Proprio per questo, alla sua morte fu rifiutato sia dal Paradiso sia dall’Inferno e venne condannato a vagare nell’oscurità per l’eternità. Jack, tuttavia, pur avendolo ingannato e offeso, ricevette in regalo dal Diavolo un tizzone ardente, che inserì all’interno di una rapa svuotata per farsi luce lungo la strada.

Probabilmente ci si chiede come mai il simbolo di Halloween sia oggi una zucca anziché la rapa originaria. Si tratta di una versione più recente: nelle Isole britanniche venivano tradizionalmente intagliate rape, barbabietole o patate perché erano più comuni. Quando la grande carestia delle patate del XIX secolo spinse milioni di irlandesi a emigrare verso gli Stati Uniti, la rapa fu sostituita dalla zucca, un ortaggio autunnale nativo dell’America del Nord, molto più grande e facile da scolpire.

Crediti immagine: Susanne Jutzeler per Pexels,
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Oggi ci si prepara mentalmente per la festa in maschera a cui è stata confermata la presenza mesi e mesi fa. Ma Halloween è più di questo.

È questo il momento in cui, quando le giornate si accorciano e la natura sembra ingrigirsi, emerge il bisogno di accendere una luce e di stare insieme per dare una forma condivisa ai propri timori.

Tecla Di Maria

Fonti

Geopop, “Qual è la vera storia di Halloween e come nasce: origine, significato e tradizioni del 31 ottobre”, 31 ottobre 2025, ultima consultazione 10 ottobre 2026, link: www.geopop.it/halloween-storia-origini-significato-tradizioni-festa-31-ottobre

Irlandando.it, “La zucca illuminata: chi è Jack O’Lantern?”, ultima consultazione: 10 ottobre 2026, link: www.irlandando.it/halloween/la-zucca-illuminata-chi-e-jack-olantern

Irlandando.it, “Samhain, la vera storia di Halloween”, ultima consultazione: 10 ottobre 2026, link: www.irlandando.it/halloween/storia

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