Il calcio vive di appartenenza, passione e rivalità. È proprio il contrasto tra le diverse identità a rendere una partita qualcosa di più di una semplice sfida tra ventidue giocatori: sugli spalti si cantano i colori della propria squadra, si ricordano le proprie bandiere e si alimenta una competizione che spesso dura ben oltre i novanta minuti.
Ma esiste un confine che la rivalità non dovrebbe oltrepassare. Quando il tifo arriva a coinvolgere tragedie, morti e momenti dedicati alla memoria, la contrapposizione sportiva rischia infatti di perdere il proprio significato. Il recente episodio avvenuto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola ha riaperto proprio questa riflessione.
Non è la prima volta che il mondo del calcio si trova davanti a episodi simili. Da Superga all’Heysel, passando per i momenti di raccoglimento prima delle partite, alcune vicende hanno mostrato come la rivalità possa trasformarsi in provocazione. Episodi diversi tra loro, ma accomunati da una stessa domanda: dove finisce il tifo e dove dovrebbe iniziare il rispetto?
Il minuto di silenzio per Mazzola
Prima di Juventus-Atalanta, disputata lo scorso 20 settembre all’Allianz Stadium, è stato osservato un minuto di raccoglimento per Sandro Mazzola, scomparso il giorno precedente a 83 anni. Il momento, previsto dalla FIGC su tutti i campi di Serie A, è stato rispettato dalla maggior parte dello stadio, ma in una parte della Curva Sud alcuni tifosi hanno scelto di voltarsi di spalle al campo; altri hanno accompagnato il raccoglimento con cori dedicati a figure della storia juventina, tra cui Gaetano Scirea e Gianni Agnelli.

Mazzola è stato una delle più grandi bandiere della storia dell’Inter e uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera. Ha indossato per tutta la carriera da calciatore la maglia nerazzurra, conquistando quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, oltre a essere stato protagonista con la Nazionale italiana. Era anche figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino morto nella tragedia di Superga del 1949.

La Juventus ha preso le distanze da quanto accaduto il 20 settembre e il Giudice Sportivo ha successivamente sanzionato il club con una multa di 10.000 euro, precisando che si trattava di un numero esiguo di sostenitori e sottolineando anche la dissociazione del resto del pubblico.
Superga: il dolore trasformato in provocazione
Superga rappresenta una delle ferite più profonde dello sport italiano. Il 4 maggio 1949, l’aereo che stava riportando a casa il Grande Torino si schiantò contro la collina di Superga: morirono tutte le 31 persone a bordo, compresi i giocatori della squadra granata, tra i quali c’era Valentino Mazzola, padre di Sandro. Una tragedia che ha segnato per sempre la storia del Torino e del calcio italiano.

Eppure, proprio quella disgrazia è stata più volte utilizzata come strumento di provocazione nella rivalità tra Torino e Juventus. Nel derby del 23 febbraio 2014, dalla curva bianconera comparvero due striscioni: «Quando volo penso al Toro» e, successivamente, «Solo uno schianto» (fonte: La Gazzetta dello Sport, Striscioni su Superga, 25.000 euro di multa alla Juventus. Proteste granata, 25 febbraio 2014, link: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/25-02-2014/striscioni-superga-25000-euro-multa-juventus-80128820600.shtml). Il secondo era accompagnato dall’immagine di un aereo che si schiantava contro una collina, rendendo ancora più evidente il riferimento a Superga.
Quelle scritte non furono considerate dalla società bianconera una semplice espressione di rivalità. Andrea Agnelli, allora presidente della Juventus, prese pubblicamente le distanze dall’accaduto, affermando che le tragedie non si devono toccare e condannando striscioni e cori offensivi. Il problema, infatti, non era più lo sfottò verso il Torino: era l’utilizzo della morte di una squadra e di 31 persone come strumento per colpire una tifoseria avversaria.
Heysel: la tragedia usata come arma
Anche la vicenda dell’Heysel è diventata, nel corso degli anni, parte del linguaggio della rivalità calcistica. Il 29 maggio 1985, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, allo stadio Heysel di Bruxelles morirono 39 persone, in gran parte tifosi juventini: un tragico avvenimento che ancora oggi occupa un posto doloroso nella memoria della società bianconera e del calcio europeo.

Anche il ricordo di quelle vittime è però entrato nel linguaggio della rivalità. Durante Inter-Juventus del 29 ottobre 2011, dalla Curva Nord interista venne esposto uno striscione con la scritta «Acciaio scadente, nostalgia dell’Heysel» (fonte: Corriere della Sera, «Acciaio scadente, nostalgia dell’Heysel»,
lo striscione della vergogna interista, 31 ottobre 2011, link: https://www.corriere.it/sport/11_ottobre_31/inter-juve-striscione-heysel_4dd02334-03c7-11e1-af48-d19489409c54.shtml). Il riferimento era al disastro del 1985 e veniva utilizzato in maniera provocatoria all’interno della rivalità tra le due squadre.
Il Giudice Sportivo sanzionò l’Inter con 20.000 euro di ammenda, contestando ai suoi sostenitori l’esposizione di uno striscione dal contenuto offensivo nei confronti della memoria dei tifosi della squadra avversaria morti in tragiche circostanze. Un episodio che dimostra come, nel momento in cui una tragedia diventa materiale per una derisione, il bersaglio non sia più soltanto la squadra rivale, ma anche la memoria di chi quel dramma l’ha vissuto sulla propria pelle.
La sportività oltre i colori
Il calcio, però, può anche diventare un luogo in cui la memoria supera la rivalità. Nell’agosto 2018, dopo il crollo del Ponte Morandi, i tifosi del Genoa scelsero di osservare 43 minuti di silenzio durante la partita contro l’Empoli, uno per ciascuna delle vittime. Al 43° minuto, i nomi delle persone scomparse furono ricordati sul maxischermo e lo stadio si unì in un lungo applauso.
Un altro episodio ha invece mostrato quanto sia importante difendere la memoria dalle provocazioni. Nel 2017, alcuni fedelissimi della Lazio lasciarono nella Curva Sud dell’Olimpico adesivi con Anna Frank raffigurata con la maglia della Roma e altri contenuti antisemiti. Nei giorni successivi, la FIGC dispose un minuto di riflessione e la lettura di un brano del Diario di Anna Frank prima delle partite di Serie A.
Sono vicende diverse, ma riportano entrambe il calcio a una dimensione che va oltre il risultato e i colori. Lo stadio può essere un luogo di appartenenza, di sfottò e di rivalità, ma anche uno spazio in cui ricordare chi non c’è più. La sportività non significa eliminare la passione o rendere tutte le tifoserie uguali: significa riconoscere che esistono momenti in cui la partita passa in secondo piano. Perché la rivalità può dividere le tifoserie, ma davanti alla memoria di una tragedia il rispetto dovrebbe venire prima dei colori.
Libera Prencipe
Fonti
Ansa.it, Cori e spalle, la curva della Juve non rispetta il minuto per Mazzola, 20 settembre 2026, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2026/09/20/cori-e-spalle-la-curva-della-juve-non-rispetta-il-minuto-per-mazzola_40a0d083-21c1-4a39-9cb7-7e0f3809dc43.html
Corriere della Sera, «Acciaio scadente, nostalgia dell’Heysel»,
lo striscione della vergogna interista, 31 ottobre 2011, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://www.corriere.it/sport/11_ottobre_31/inter-juve-striscione-heysel_4dd02334-03c7-11e1-af48-d19489409c54.shtml
It.euronews.com, Serie A: prima delle partite sarà letto un brano di Anna Frank, 25 ottobre 2017, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://it.euronews.com/2017/10/25/serie-a-prima-delle-partite-sara-letto-un-brano-di-anna-frank
La Gazzetta dello Sport, Striscioni su Superga, 25.000 euro di multa alla Juventus. Proteste granata”, 25 febbraio 2014, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/25-02-2014/striscioni-superga-25000-euro-multa-juventus-80128820600.shtml
Marco Letizia, Anna Frank con la maglia della Roma: le foto antisemite degli ultrà laziali, Corriere della Sera, 23 ottobre 2017, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://www.corriere.it/sport/17_ottobre_23/olimpico-roma-laziali-curva-sud-affiggono-foto-antisemite-51f4f77e-b7fc-11e7-aa18-cabdc275da27.shtml
Rainews.it, Oltraggio al minuto di silenzio per Mazzola, multa di 10mila euro alla Juventus, 22 settembre 2026, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://www.rainews.it/articoli/2026/09/oltraggio-al-minuto-di-silenzio-per-mazzola-multa-di-10-mila-euro-alla-juventus-345f6505-5a72-4a1c-959b-fb07bf0ffe33.html
SkySport, Genoa-Empoli, 43 minuti di silenzio per le vittime del crollo del ponte Morandi, 24 agosto 2018, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2018/08/24/genoa-empoli-43-minuti-di-silenzio-per-genova




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