Alla scoperta di Palazzo Madama

Palazzo Madama racchiude in sé la storia stessa della città di Torino: durante l’epoca della fondazione dell’antica colonia romana di Julia Augusta Taurinorum, qui si trovava l’ingresso orientale sul fiume Po.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la porta orientale venne trasformata in un fortilizio a difesa della città, fino al XIII secolo, quando passò ai marchesi del Monferrato.

Già nel secolo successivo, il fortilizio divenne proprietà dei Savoia-Acaja (ramo cadetto della famiglia reale) e subì i primi lavori di trasformazione in castello; sempre a questo ramo dei Savoia si devono le successive modifiche, come la pianta quadrata della residenza, la corte e i portici. Con l’estinzione del ramo degli Acaja, il castello divenne un’altra proprietà dei Savoia.
Fino a quando la capitale del regno sabaudo rimase a Chambéry, Palazzo Madama venne utilizzato come residenza provvisoria durante i viaggi della famiglia stessa e dei suoi ospiti (tra cui Carlo VIII di Francia durante la sua discesa verso il Regno di Napoli).

Dopo lo spostamento della capitale a Torino, Palazzo Madama venne brevemente abitato dal re Emanuele Filiberto di Savoia, il quale voleva farne una dimora per i nobili ospiti, oltre che il luogo di principale esposizione della Sacra Sindone.
Con l’arrivo della reggente Maria Cristina di Borbone-Francia, l’edificio divenne la sua residenza e commissionò alcuni lavori di ristrutturazione, come la copertura della corte e l’ammodernamento degli appartamenti.

Il nome e l’aspetto attuali, però, si devono ad un’altra donna della famiglia Savoia: Maria Giovanna Battista Savoia-Nemours, la quale scelse di vivere come la sua predecessora Maria Cristina proprio in quell’edificio; da qui Palazzo Madama, alloggio di due Madame reggenti reali.
I progetti di restauro prevedevano l’eliminazione o il camuffamento del castello medievale;  ci lavorarono Carlo e Amedeo di Castellamonte, il pittore Gugliemo Caccia e Filippo Juvarra; che progettò un palazzo barocco in pietra bianca, del quale si realizzò solo l’avancorpo nel 1721.

Durante la sua storia contemporanea, Palazzo Madama ha svolto molte funzioni: sede dei Comandi Militari, Senato subalpino e Corte di Cassazione; fino al 1927 era possibile ammirare l’aula del Senato del Regno d’Italia così com’era dopo l’ultima seduta del 1864.

Qui vennero esposte le salme dei giocatori del Grande Torino nel 1949, ma è solo a fine secolo che l’interesse storico e artistico per Palazzo Madama permette di iniziare importanti lavori di restauro e ripristini che, nel 2006, hanno restituito alla città duemila anni di storia nello stesso palazzo.

Oggi Palazzo Madama ospita di nuovo l’aula del Senato del Regno, ripristinata per i 150 anni dell’Unità d’Italia, opere d’arte tra cui sculture antiche, una pinacoteca e una vasta raccolta di porcellane.

La casa dei secoli è il Palazzo Madama. Nessun edificio racchiude tanta somma di tempo, di storia, di poesia nella sua decrepitudine varia. […] Il Palazzo Madama è come una sintesi di pietra di tutto il passato torinese, dai tempi delle origini, dall’epoca romana, ai giorni del nostro Risorgimento.

Guido Gozzano, L’altare del passato, La casa dei secoli.

Cecilia Marangon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...