Salute Mentale e Noi: la sgangherata campagna presidenziale di Kanye West

We must now realize the promise of America by trusting God, unifying our vision and building our future. I am running for president of the United States! #2020VISION

E’ il 4 luglio quando appaiono queste poche parole dell’artista e imprenditore statunitense Kanye West su tutti i feed di Twitter.

La reazione più naturale, in un primo momento, è di scetticismo se non addirittura di irrisione: Kanye non è infatti nuovo a provocazioni anche audaci e spesso fini a sé stesse, a maggior ragione quando è in arrivo un album; e dal momento che l’annuncio dell’imminente uscita di un nuovo disco (di cui, ad oggi, neanche l’ombra) è solo di pochi giorni prima, la candidatura presidenziale sembra inserirsi coerentemente tra i colpi di teatro a cui l’artista ci ha abituato.

Nei giorni successivi non c’è però alcuna smentita e, anzi, iniziano a circolare via via nuovi dettagli sull’iscrizione del rapper in alcuni Stati (primo tra tutti l’Oklahoma) ai ballottaggi di Novembre. Nel frattempo la piattaforma politica indipendente di Kanye prende forma e l’8 luglio Forbes pubblica una torrenziale intervista con l’artista in cui, con un cinismo quasi chirurgico, le sue parole vengono sezionate e isolate in macroargomenti, presentati sul sito della rivista come solidi punti programmatici: rapporti con Trump, posizione sui vaccini, Coronavirus ecc. Frasi sintetiche dalla lunghezza di un Tweet, cesellate ad arte per far divampare la polemica.

Da qui in poi s’innesca un’inarrestabile gioco al massacro: Kanye alza la posta in gioco, i media riportano l’ultima provocazione, i meme e gli sberleffi si sprecano. In questo clima si arriva in fretta al 20 luglio, giorno della prima uscita da candidato in South Carolina. Qui Kanye si presenta al pubblico con addosso un giubbotto antiproiettile e si lancia – senza microfono- in un turbolento discorso che tocca i temi più vari, dalla natalità alla legalizzazione della marijuana, senza risparmiarci neppure la sua opinione sullo schiavismo. Il rapper è però in evidente difficoltà e se davvero di provocazione si tratta, il gioco sembra essergli sfuggito di mano. Quando poi in un passaggio Mr West scoppia a piangere, appare chiaro a tutti che più che ad una presentazione del programma stiano assistendo ad una richiesta d’aiuto.

L’uscita in South Carolina segna un punto di non ritorno. Si fanno subito strada numerose voci che vedono l’artista nel bel mezzo di un “episodio” riconducibile al disturbo bipolare di cui non ha mai fatto mistero. Il racconto della campagna presidenziale di Kanye cambia in fretta e si dirama in due binari distinti.

Da un lato, gli osservatori cercano di mantenere il disturbo sullo sfondo, attardandosi a sottolineare la natura provocatoria della candidatura o, al contrario, riconducendo questa ad un sofisticato stratagemma diretto da qualche Grande Vecchio della galassia Repubblicana per disperdere l’elettorato Democratico in alcuni Stati in bilico.

Dall’altro lato, si consolida l’opinione che l’intera operazione sia scaturita da un episodio maniacale, tipico del disturbo bipolare, ignorando però come le prime velleità presidenziali di Kanye risalgano addirittura al 2015.

Entrambe le posizioni, seppur con metodi opposti, sembrano voler sminuire l’effettiva carica delle parole e delle intenzioni di uno degli artisti più influenti degli ultimi vent’anni. Negli articoli che riguardano le affermazioni dell’artista, a prescindere dalla diverse sensibilità rispetto alla sua salute mentale, ritorna difatti in modo ossessivo l’espressione rant, ossia sproloquio. E’ chiara l’intenzione a non voler dare peso alla volontà che c’è dietro queste parole, presentandola come irrimediabilmente viziata o poco credibile.

Ma davvero si può trattare un neo-miliardario che conclude contratti decennali con Adidas o Gap senza problemi, come un bambino discolo che questa volta l’ha fatta un po’ troppo grossa?

E, ancora, si può dare il giusto peso alla particolare condizione psichica di un individuo, senza esaurire la personalità e le decisioni di questa nel solo disturbo?

La campagna presidenziale di Kanye West, prima di qualsiasi valutazione politica, mostra chiaramente la nostra mancanza di strumenti adeguati per comprendere ed eventualemente raccontare la salute mentale in modo equilibrato.

Alessio Civita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...