Navigare la fantasia col gioco di ruolo: intervista ai Dungeonauti

Ormai da qualche anno il gioco di ruolo si è ritagliato uno spazio sempre maggiore nel mondo dell’intrattenimento: su Internet continua ad aumentare il numero di actual play, show a tema di ogni genere. Questo fenomeno è cominciato in America, patria di Dungeons & Dragons, per poi espandersi in tutto il mondo; oggi, alcune “campagne” molto note sono diventate serie animate prodotte da Amazon Prime. Al riguardo ha parlato la nostra redattrice Erica Bonanno in un articolo di due anni fa.

Al di là dei nomi più conosciuti, l’actual play ha modalità ancora inesplorate: protagonisti del genere sono i Dungeonauti, un gruppo di sei ragazzi appassionati di GDR che ha iniziato a pubblicare le proprie partite nel 2024. La loro peculiarità è giocare in differita, ognuno da casa propria e, come dicono nel video di presentazione, l’avere saputo trasformare «la distanza in un’opportunità». Il presente articolo accoglie l’intervista che The Password ha avuto modo di fare a Kevin “Mr. Bruce“, Calogero “devilshinoji” Burgio e Ilaria “Heroicowl” Scarano.

Come avete iniziato a giocare di ruolo? Come vi siete conosciuti?

Calogero: Ho iniziato in uno scantinato con i miei cugini, con dei giochi da tavolo recuperati chissà dove, finché non abbiamo avuto fra le mani la scatola verde e azzurra del set base della prima edizione (di D&D). Ci abbiamo passato un solo pomeriggio, ma quell’esperienza è rimasta con me a lungo. Pochi anni più tardi ho continuato scoprendo giochi sempre diversi: cyberpunk, vampiri…

Ilaria: Le mie prime partite si sono svolte su dei forum, quindi in forma scritta; poi con un amico ho provato Pathfinder e mi sono divertita molto nel corso di una campagna durata tre anni. Durante il Covid sono stata contattata per prendere parte a delle sessioni di D&D: è così che ho conosciuto gli altri.

Kevin: Io ho iniziato all’oratorio con qualche amico: per molti anni non abbiamo avuto un manuale, usavamo regole inventate; attorno al 2018 ho iniziato a giocare più seriamente e in seguito il nostro gruppo si è formato.
Inizialmente c’era un settimo giocatore che ha proposto per primo l’idea di condividere il proprio divertimento con uno show su YouTube. Quando si è tirato indietro, noi tre, assieme a “Cap”, “Edo” e “Fonts” (Lorenzo “Cap.Terrore” Agosti, Edoardo “ansia.exe” Ferrari, Lorenzo “Fonts” Fontana), abbiamo deciso insieme di proseguire .

Quando avete deciso di realizzare uno “show”, il vostro modo di giocare è cambiato ?.

Calogero: Ovviamente quando abbiamo iniziato il pubblico era già abituato a un certo format. Il nostro intento era fare gioco di ruolo a modo nostro, concentrandoci sull’intrattenimento, senza snaturarci.

Kevin: Di fatto facciamo intrattenimento, ma resta comunque un gioco fra noi sei. Poi subentra la condivisione delle storie e delle emozioni con il pubblico.

Ilaria: Grazie al progetto ci divertiamo e, soprattutto, passiamo del tempo assieme. Ora, grazie anche ai feedback del pubblico, ci siamo evoluti nello stile, adattando la scrittura e cercando un po’ più di “cinematografia”.

Qual è stato il percorso creativo dietro il vostro stile?

Calogero: La prima stagione di Nelbika, oltre che il nostro primo progetto, è stata anche il nostro banco di prova. Sapevamo che alcuni spettatori avrebbero ascoltato le nostre partite come un podcast, ma volevamo comunque curare l’aspetto visivo per aumentare l’immersione.

Ilaria: Durante la fase di montaggio abbiamo sperimentato molto: siamo partiti dalle inquadrature semplici e, dopo vari tentativi, abbiamo aggiunto le illustrazioni a schermo dei personaggi, le musiche e gli effetti, finché non abbiamo definito dei criteri generali da rispettare.

Kevin: Abbiamo subito cercato di dare il giusto ritmo alla narrazione: anche per questo abbiamo messo un tetto massimo di quaranta minuti alla durata delle puntate, per evitare che gli spettatori fossero costretti a interrompere a metà la visione.

State ancora cercando modi nuovi di impostare le campagne?

Ilaria: Dopo Nelbika abbiamo provato con delle serie più brevi, le One Shot Tales of The Compass eGuai a Kalos, che consideriamo esperimenti riusciti. Infatti, in futuro potrebbero arrivare dei sequel

Kevin: Chiaramente c’è anche un discorso tecnico; la registrazione e il montaggio di Nelbika ha richiesto un anno di lavoro. Avevamo necessità di migliorare alcuni processi produttivi interni su dei format meno impegnativi.

Calogero: Se prendiamo ad esempio la nostra ultima campagna totalmente in formato audio, Eberron Noir, abbiamo provato a concentrarci unicamente sul sonoro per mettere alla prova questo approccio.

Quanto conta per voi il regolamento di gioco?

Kevin: Per quanto il regolamento influisca sull’andamento della storia, tendiamo a non mostrarlo sullo schermo. Il nostro è un prodotto principalmente narrativo: talvolta, durante le puntate, qualche regola viene spiegata con degli intermezzi grafici, ma finisce lì.

Qual è il “cuore di fondo” del metodo narrativo dei Dungeonauti?

Calogero: Cerchiamo di non ripeterci nei temi; questo si riflette nella scrittura dei personaggi e nella struttura delle storie. Il filo conduttore è insito nella narrazione delle avventure che facciamo: vogliamo sempre “portare” qualcuno con noi, immergerci e navigare tutti assieme.

Kevin: L’obiettivo comune è realizzare qualcosa di bello e interessante. Per farlo, lavoriamo come un coro: se uno di noi va in una direzione totalmente diversa da quella del gruppo ci diciamo: “Fermi, cerchiamo di risintonizzarci”.

Ilaria: Inoltre, quando si passa molto tempo giocando, parlando e creando insieme, si finisce per influenzarsi a vicenda. Mentre scrivevo Guai a Kalos ho chiesto continuamente pareri, prospettive, suggerimenti… e la storia ne ha giovato.

Che cosa vi ha regalato finora il progetto dei Dungeonauti?

Kevin: Da persona con un background totalmente non artistico, ho avuto la possibilità di imparare cose nuove: dal montaggio alla gestione delle pagine social, fino alla soluzione di problemi tecnici con i software. Mi sono messo in gioco ragionando fuori dagli schemi; inoltre, poter vedere le proprie partite editate con disegni, grafiche, effetti… è impagabile.

Ilaria: Il riscontro del pubblico mi ha dato tanta soddisfazione. Inizialmente temevamo che il nostro lavoro passasse inosservato, invece abbiamo ricevuto messaggi e complimenti: è bello sapere che il proprio impegno è stato apprezzato.

Calogero: Le persone hanno iniziato a riconoscermi durante le fiere. Ricordo in particolare un ragazzo che è venuto da me e mi ha detto: “Ma tu sei quello dei Dungeonauti, ho visto la vostra serie!”. Aveva trovato nel nostro lavoro molti spunti per la sua campagna… Ho capito che eravamo riusciti nel nostro obiettivo di portare gli spettatori assieme a noi nelle nostre avventure.

In conclusione, potete fare qualche anticipazione sulla seconda stagione di Nelbika?

Kevin: Facciamo… tre parole a testa.

Calogero: “Rafting nelle sabbie”

Ilaria: “Molti, molti scontri.”

Kevin: “Preparate i fazzoletti.”

Emanuele Pilan

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