Il grande pubblico la conosce soprattutto per la famosa opera-performance Sun and Sea (Marina), ideata insieme a Rugilė Barzdžiukaitė e Vaiva Grainytė per il padiglione lituano alla Biennale di Venezia del 2019, premiata con il Leone d’Oro per la miglior partecipazione nazionale. In un magazzino dell’Arsenale, lo spettatore accede a un ballatoio e si ritrova a guardare dall’alto una spiaggia: persone di tutte le età in costume da bagno leggono, usano il cellulare, fanno un riposino e prendono il sole (un’enorme luce sparata dall’alto). Quella che apparentemente si presenta come una performance è, in realtà, anche un’opera cantata, con un vero e proprio libretto che vede la composizione e direzione musicale di Lina Lapelytė. Nei vari interventi cantati, le arie dei personaggi si alternano al coro di tutti i turisti, spaziando da argomenti futili (Chanson of Too Much Sun) a moniti all’essere umano sul rispetto per il regno animale (Siren’s Aria).
Le tre artiste lituane avevano già collaborato tra il 2011 e il 2013 in Have a Good Day!, sottotitolata “opera per 10 cassiere, suoni da supermercato e pianoforte”. Anche in questo caso, il lavoro si presenta come un incontro tra performance e opera teatrale. Dieci donne vestite da cassiere agiscono come se stessero lavorando con lettori scanner e codici a barre, inondate da una luce a neon bianca tipica del supermercato. Nonostante la scena sia scarna, ronzii e rumori di sottofondo aiutano l’immaginario dello spettatore. A turno, le performer prendono la parola cantando i disagi interiori che provano quando sul lavoro sono costrette ad ascoltare le storie di chi passa, forzate a fingere interesse e a essere gentili ed educate.
In questi anni, la ricerca artistica di Lina Lapelytė ha continuato a indagare l’utilizzo del corpo e della voce, rimanendo nel solco delle prime sperimentazioni riguardo all’interferenza tra arte, musica e teatro. Il 2026 sembra il suo annus mirabilis con le esposizioni all’Hamburger Bahnhof di Berlino e nella Turbine Hall della Tate Modern a Londra, mentre il 9 ottobre inaugurerà la sua personale al Contemporary Art Centre di Vilnius.
L’opera presentata nello storico salone centrale del museo tedesco è intitolata We Make Years Out of Hours, che letteralmente potrebbe essere tradotto in “Trasformiamo le ore in anni”. L’ambiguità della frase è risolta nel sottotitolo: “Sull’Ascolto, il Lavoro e l’Architettura Lenta dello Stare Insieme” (On Listening, Labour and the Slow Architecture of Being Together). L’esposizione, ancora in corso (1 maggio 2026 – 10 gennaio 2027), è di forte impatto visivo: 400.000 cubi di legno riempiono la Hall e possono essere continuamente spostati da visitatori e artisti, creando un paesaggio ligneo continuamente mutevole. Durante il giorno, alcuni cantanti (anche non professionisti) entrano nell’opera per mettere in scena il libretto, composto da Lapelytė attraverso estratti di testi di alcuni artisti e poeti quali Etel Adnan, Khalil Gibran, Layla Sarahat Rushani, Arundhathi Subramaniam e Ocean Vuong. I versi parlano di amore, comunità, perdita e speranza. Mentre i performer cantano e spostano i mattoncini, formando nuove architetture e composizioni, alcuni visitatori vengono invitati a partecipare all’azione.
Anche se all’interno di un museo, quest’opera rimanda alla concezione di arte pubblica e sembra interrogarsi sulla cultura del monumento. L’installazione non è che un grande oggetto di cui tutti si devono prendere cura e di cui possono essere autori. L’aspetto performativo, inoltre, ci ricorda l’importanza delle radici (non solo “nostre”) e dei sentimenti universali che, come un vecchio poema, sono decantati oralmente a turno per essere tramandati alle nuove generazioni (l’artista ritiene fondamentale la partecipazione delle famiglie e dei bambini alle visite). Le ore che diventano gli anni, quindi, sono la metafora del singolo che può diventare parte di una cosa più grande: come i piccoli cubi di legno (10x10x10 cm) formano insieme la grande composizione dell’installazione, così gli spettatori, unendosi agli artisti e ai visitatori-performer, si trasformano in una comunità.

© Lina Lapelytė. VG Bild-Kunst, Bonn 2026. photo: Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / art/beats, Florian Mag

© Lina Lapelytė. VG Bild-Kunst, Bonn 2026. photo: Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Laura Fiorio
Alla Turbine Hall della Tate Modern, Lapelytė presenta Serendipity Island (25 luglio – 31 agosto 2026) un grande labirinto minimale, composto da divisori in legno che rimandano alle colonnine eliminacode. In realtà, lo spazio è pensato come un grande palcoscenico su cui si ha una vista privilegiata dal grande ponte del primo livello. Ogni visitatore può accedere al “palcoscenico labirintico” (giant maze-like stage) in gruppo e accompagnato da una guida (chiamata conductor, ovvero direttore d’orchestra). Prima di entrare, vengono fornite le indicazioni per eseguire le azioni semplici che si svolgono durante il percorso, come ondeggiare e canticchiare, chiamate scores, partiture.
Durante la passeggiata nell’installazione, quindi, il gruppo deve eseguire la partitura coordinandosi con una serie di segnali acustici, posizionati in vari punti del tragitto, suoni campionati da Peter Cusack in tutta Londra. È possibile (anzi auspicabile) che all’interno di Serendipity Island siano in atto più visite contemporaneamente. In questo modo, nasce una performance collettiva realizzata non intenzionalmente dai visitatori, che, come membri di una grande orchestra jazz, seguono una propria linea musicale ma funzionano anche nell’equilibrio generale dell’ensemble. Inoltre, il pubblico perde la sua caratteristica di immobilità e passività in favore di una partecipazione che, ancora una volta, crea una figura ibrida tra spettatore, ascoltatore e performer.

La mostra al Contemporary Art Centre (CAC) di Vilnius è una grande retrospettiva dal titolo Lina Lapelytė. Gatherings (9 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027). Saranno presentati i lavori di tutta la carriera dell’artista, dalle prime opere a quelle più recenti, fino alle produzioni pensate per questa esibizione. La sera dell’opening è in programma la performance Mud Works, commissionata dal museo lituano in collaborazione con Triennale Milano. Proprio nell’istituzione milanese, la nuova opera di Lapelytė aprirà il Festival FOG il 19 settembre.
Se nelle sperimentazioni più recenti Lapelytė ha mantenuto alcuni caratteri delle prime opere-performance, come l’utilizzo simultaneo di diversi media artistici e il ruolo fondamentale della musica, appare evidente che nella sua ricerca contemporanea sia andata oltre, indagando le vecchie premesse verso nuovi limiti.
Le sue opere si presentano in forme provvisorie e mai definite. Complice di questo abbandono dell’idea del “definitivo” è l’intrusione voluta del pubblico nelle performance, in una destrutturazione delle realtà in gioco: la forma dell’opera, la figura dell’artista e del pubblico, il confine tra i diversi ruoli. Inoltre, la musica si è mantenuta come una costante nelle operazioni di Lapelytė, ma è diventata una modalità di relazione e di intervento, nonché un medium legato a sentimenti collettivi e partecipativi. I canti delle performance iniziali sono ora diventati un’esplorazione delle voci collettive come mezzo sociale.
Angelo Susino
Fonti
Contemporary Art Centre (CAC) di Vilnius, Lina Lapelytė. Gatherings, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://cac.lt/en/exhibition/lina-lapelyte-gatherings/
Hamburger Bahnhof di Berlino, CHANEL Commission: Lina Lapelytė. We Make Years Out of Hours, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://www.smb.museum/en/exhibitions/detail/chanel-commission-lina-lapelyte-we-make-years-out-of-hours
Sito ufficiale dell’artista, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://www.linalapelyte.com
Sito dedicato all’opera-performance Sun and Sea, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://sunandsea.lt/en
Sito dedicato all’opera Have a good day!, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://haveagoodday.lt
Tate Modern, Uniqlo Tate Play: Lina Lapelytė, Serendipity Island (25 July – 31 August 2026), ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://www.tate.org.uk/press/press-releases/uniqlo-tate-play-lina-lapelyt%C4%97-serendipity-island
Tate Modern, Lina Lapelytė, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://www.tate.org.uk/tate-etc/issue-70-summer-2026/lina-lapelyt%C4%97
Triennale Milano, Mud Works. Lina Lapelytė, ultima consultazione: 16 settembre 2026, link: https://triennale.org/en/events/mud-works-lina-lapelyte-fog-2026





Lascia un commento