Patrimonio in pericolo: 1300 anni di storia da scoprire all’abbazia di Novalesa

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Settembre sta lentamente giungendo al termine e lə studentə universitari, con ancora negli occhi le lunghe e belle giornate di agosto, devono vincere la pigrizia e mettersi sotto con lo studio. A dire il vero, tra i banchi di Palazzo Nuovo c’è anche chi tira un sospiro di sollievo: il caldo terribile che ha colpito il Nord-Ovest durante l’estate sta allentando la presa e il venticello fresco di inizio autunno pare stia finalmente scacciando via il tanto odiato tuf torinese.

Tra una sbobina e l’altra — e comunque prima che la sessione di novembre ci trasformi in creature cavernicole, rinchiuse fino al giorno dell’esame in biblioteca — si raccomandano tante belle gite nei weekend, armatə di crema solare, acqua e barachìn, da solə o con una buona compagnia, alla scoperta delle bellezze della nostra regione.

Dove andare però? Che cosa fare se, a forza di gustare le (pur ottime) pietanze proposte dalle tante fiere piemontesi, avessimo sviluppato un’avversione per le località troppo affollate e per i tour tutti incentrati sul gusto? The Password ha pensato anche a quest’eventualità e propone una meta poco conosciuta, ad appena un’ora di macchina — o due ore di treno — da Torino.

Affreschi all’interno della Cappella di Sant’Eldrado
Crediti immagine: fotografia scattata da Micol Cottino

Novalesa: una “New York” medievale nel cuore della Val di Susa

Allacciamo dunque le cinture e partiamo, direzione Abbazia Benedettina della Novalesa, in Val di Susa. Una volta parcheggiata la macchina e presa la strada che porta a piedi fino al monastero, si aprirà un paesaggio di mezza montagna bellissimo.

Chi presterà attenzione avrà quasi l’impressione di sentire una voce lontana riecheggiare nell’aria: «Io, nel nome di Dio, Abbone, quando la provvidenza divina mi imporrà di migrare da questa luce […], allora tu sacrosanta chiesa di San Pietro Apostolo e degli altri santi del monastero di Novalesa nella valle di Susa, che abbiamo costruito con la nostra opera su una terra di nostra proprietà, dove abbiamo posto una schiera di monaci sotto l’ordine spirituale della religione a seguire, con l’aiuto di Dio, la regola di San Benedetto […] Voglio e ordino che tu, santa chiesa di San Pietro Apostolo del suddetto monastero abbia […] ciò che dall’allodio dei miei genitori o da qualunque altra origine a me sia giunto in piena giustizia secondo le leggi» (Geary, Aristocracy in Provence, pp. 38-78, traduzione italiana).

Siamo alle origini della storia dell’abbazia di Novalesa. Abbone, primo abate dell’abbazia di Novalesa, da lui fondata nel 726 d.C., è un aristocratico franco colto e potente, strettamente legato alla figura di Carlo Martello e discendente di un’antica famiglia gallo-romana. Rector (signore) di Susa e di Maurienne, lascia nel suo testamento — redatto nel 739 — un patrimonio immenso di 34.500 chilometri quadrati, fatto di curtes, villaggi e terreni che, dalla Val di Susa, si estendono lungo un’area che congiunge Novalesa e Lione con la Provenza.

L’abbazia — che, non dimentichiamolo, si trovava al confine tra il Regno Franco e quello Longobardo — diventa così uno dei centri di potere più importanti d’Europa. Il monastero godette della protezione prima di Carlomanno, poi del fratello Carlo Magno (il quale, secondo la tradizione, vi soggiornò per un periodo) e infine di Lotario.

La distruzione saracena e la rifondazione

Inizia un periodo di grande splendore per l’Abbazia, che fiorisce prima grazie all’impulso dell’abate Frodoino, in carica dal 773, e poi con Eldrado, abate tra l’820 e l’845: entrambi attribuiscono grande importanza allo studio delle lettere e dei testi sacri, trascritti nello Scriptorium e conservati in una biblioteca di dimensioni eccezionali per l’epoca.

Questa fase si chiude una cinquantina di anni dopo, all’inizio del X secolo: nel 906 l’abbazia è saccheggiata dai Saraceni e la comunità dei monaci fugge a Torino, dove molti documenti della biblioteca novalicense trovano rifugio, tratti in salvo dalla distruzione. Nella prima metà dell’XI secolo il monastero viene poi parzialmente ricostruito da una comunità di monaci benedettini, questa volta guidata dall’abate Gezone.

Affreschi all’interno della Cappella di Sant’Eldrado
Crediti immagini: fotografia scattata da Micol Cottino

L’abbazia di Novalesa tra secolarizzazioni e restauro

Facendo poi un salto temporale di quasi seicento anni — doloroso ma necessario, per ragioni di sintesi —, nel 1646 l’abbazia passa sotto il controllo dei cistercensi, una diramazione riformata dei benedettini. I nuovi monaci gestiscono il monastero fino al 1798, quando, sotto l’influenza della Rivoluzione francese, il Governo provvisorio piemontese stabilisce l’espulsione di alcuni ordini religiosi e la confisca dei beni ecclesiastici. Un gruppo di monaci trappisti di Tamié, noto per aver assistito le truppe francesi in transito lungo il valico del Moncenisio, rifonda l’abbazia dopo la caduta di Napoleone e si unisce alla Congregazione Cassinese d’Italia.

In seguito all’emanazione della legge del 29 maggio del 1855 del Regno di Sardegna, il monastero venne venduto all’asta e trasformato in albergo per cure termali. Sarà solo nel 1972 che la Provincia di Torino (oggi Città Metropolitana) acquisterà l’immobile, riaffidando l’intera struttura, ormai in stato di abbandono e gravemente compromessa, a una comunità di monaci benedettini. Questa comunità tuttora vive all’interno del monastero, con l’incarico di valorizzare il patrimonio storico del sito e di coltivare l’antica tradizione spirituale.

Le iniziative organizzate in Val di Susa in occasione delle Giornate europee del patrimonio 2026
Crediti immagine: screenshot dalla Valle di Susa, Guida Free, 2026, XVII Edizione, disponibile online

Domenica 27 settembre: apertura straordinaria!

In occasione dei European Heritage Days, promossi dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e, in Italia, dal Ministero della Cultura, il Museo Archeologico dell’Abbazia dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa aderisce alla campagna di iniziative lanciata in Val di Susa e apre le sue porte ai visitatori il 27 settembre 2026 (orario 10-12.30 e 14.30-18.00). Sarà possibile visitare le sale dell’antico refettorio, osservare i reperti emersi durante le campagne di scavo che hanno attraversato il monastero dal 1978 ad oggi e scoprire di più sulla storia dell’abbazia. Un’intera sala è poi dedicata al restauro del libro, attività ancora oggi praticata all’interno di appositi laboratori.

Il fiore all’occhiello della visita è, infine, la cappella di Sant’Eldrado, che ospita due splendidi cicli d’affreschi dell’XI secolo, dedicati rispettivamente a Sant’Eldrado e a San Nicola da Bari. Ha scritto Tomaso Montanari in merito: «La Cappella di Sant’Eldrado a Novalesa è un luogo dell’anima… Una piccola costruzione in pietra, in mezzo a un alpeggio: con dentro un ciclo pittorico che farebbe gola ai più grandi musei del mondo» (Arte e liberazione, 2020).

Che cosa aspetti dunque? L’abbazia di Novalesa, che quest’anno celebra i 1300 anni dalla nascita, ti aspetta il 27 settembre. Non mancare!

Micol Cottino

Fonti

Nemo Franca, Laboratorio Alte Valli, La biblioteca e lo scriptorium di Novalesa, centri di cultura e sapere, data di creazione: 09 dicembre 2021. URL: https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/un-po-di-storia/la-biblioteca-e-lo-scriptorium-di-novalesa-centri-medioevali-di-cultura-e

Museo Torino, Abbone, URL: https://www.museotorino.it/view/s/457df20a281249c0aa320a5f388e4118

Archivio di Stato di Torino, 726. Fondazione della Novalesa, URL: https://archiviodistatotorino.cultura.gov.it/726-fondazione-novalesa/

@palloncinogrigio, Le Porte dei Libri, Novalesa, storia di un’Abbazia, URL: https://leportedeilibri.wordpress.com/2020/11/19/novalesa-storia-di-unabbazia/

Carnisio Rosanna, Laboratorio Alte Valli, Una passeggiata tra le bellezze artistiche di Novalesa, piccolo Louvre della Val Cenischia, data di creazione: 06 aprile 2022, URL: https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/escursioni-e-passeggiate/una-passeggiata-tra-le-bellezze-artistiche-di-novalesa-piccolo-louvre

Abbazianovalesa.org, Museo Archeologico Abbazia dei SS. Pietro e Andrea Novalesa, URL: https://www.abbazianovalesa.org/wp/abbazia-di-novalesa-la-storia/museo/

Tesoro di Eldrado, La cappella di Sant’Eldrado a Novalesa: un luogo dell’anima, URL: https://tesorodieldrado.it/la-cappella-di-santeldrado-a-novalesa-un-luogo-dellanima/

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