Sydney Sweeney: come non comunicare

Ogni giorno migliaia di donne cercano di cambiare il mondo dello sport con fatica, orgoglio e dedizione. Poi arriva una campagna pubblicitaria che, in pochi secondi, appare come un salto indietro nel tempo. Voleva essere uno spot ironico, ma per molte sportive è stata solo una provocazione verso chi, con costanza, lotta per trasformare un ambiente ancora profondamente maschilista.

 Ma chi è Sydney Sweeney? 

Sydney Sweeney è un’attrice statunitense, conosciuta in tutto il mondo per aver recitato in diversi film e serie tv, come la serie Euphoria e i film Una di famiglia, Tutti tranne te e Christy. Quest’ultimo racconta la storia della pugile professionista Christy Martin, una pioniera che ha infranto le barriere in uno sport storicamente maschile; per l’occasione, l’attrice ha anche posato per la copertina del magazine Sports Illustrated al fianco della pugile. Proprio qui nasce il paradosso: perché un’attrice che ha interpretato un ruolo forte di rivalsa femminile accetta poi di recitare in una pubblicità apertamente maschilista? Lo spot pubblicitario lanciato il 9 settembre da Novig, un’applicazione di scommesse sportive tra utenti, mostra l’attrice nuda con attrezzi di varie discipline sportive a coprire le sue parti intime, mentre pronuncia la frase «It’s just sports». Questa pubblicità ha suscitato forti reazioni nel pubblico internazionale, mettendo in luce la somiglianza con le pubblicità di molti anni fa, quando questo stile era ampiamente diffuso. Negli ultimi decenni il modo di raccontare le donne e la rivalsa femminile è cambiato e, se un tempo un messaggio simile avrebbe fatto meno rumore, oggi non è più così.

Le reazioni nel mondo dello sport

Come in ogni scandalo, questa pubblicità ha suscitato reazioni contrastanti: da una parte un pubblico prevalentemente maschile ha elogiato lo spot, limitandosi soltanto all’aspetto estetico della donna senza coglierne il peso morale e sociale. Dall’altra, nei giorni successivi, milioni di donne hanno risposto sui social, pubblicando video delle proprie gare e allenamenti, per mostrare la vera identità dei corpi delle donne nello sport e ribadire che non è «solamente sport». La rivolta di ginnaste, nuotatrici e velociste si è unita attorno a un unico bersaglio: Sydney Sweeney. La prima a far sentire la propria voce è stata Gracie Kramer, ginnasta statunitense, che sui social ha pubblicato un video per mostrare i sacrifici della ginnastica artistica, definendola «molto più di un semplice sport». Nella didascalia del suo video, l’atleta ha scritto: «Non so cosa stesse facendo Sydney Sweeney, ma ecco come appaiono le donne nello sport». La sua provocazione ha creato un’ondata di video in cui diverse atlete mostravano il sacrificio, le difficoltà e la vera bellezza dello sport al femminile, andando contro l’immagine della donna stereotipata della donna attraente che appare senza alcuna fatica nelle sue attività. Un’altra sportiva che ha fatto sentire la sua voce è stata Ariarne Titmus, nuotatrice australiana con quattro ori olimpici, che ha definito la campagna pubblicitaria come «un calcio in faccia a ogni donna che ha dedicato la vita al suo sport». Il concept della pubblicità è che «Novig è solo sport», per cui Sydney indossa solo sport. La scena finale si conclude con l’attrice sdraiata nuda sdraiata su un biliardo, mentre pronuncia la frase «qui sono bella da guardare».

E se fosse tutto calcolato? 

Ma se l’obiettivo della pubblicità fosse stato proprio questo: far parlare di sé a ogni costo? In soli quattro giorni lo spot ha superato i 37 milioni di visualizzazioni su Instagram, scatenando un enorme dibattito attorno al brand, pur essendo stato trasmesso solo negli Stati Uniti.

Ma perché proprio lei? L’attrice non è una semplice testimonial dell’applicazione, ne è anche socia. Come ha rivelato il CEO della società in un’intervista, è stata proprio Sydney ad avvicinarsi alla piattaforma e a proporre lei stessa di realizzare la pubblicità in questo modo. Ritornando al film Christy, come riportato da Variety, l’attrice ha affrontato una trasformazione corporea radicale mettendo su massa muscolare per il ruolo. Il film, tuttavia, è stato un pesante insuccesso, incassando poco più di 600$ a sala nel primo weekend per un film costato circa 15 milioni di dollari. Di fronte al fallimento, l’attrice ha risposto sostenendo che «non si fa arte per i numeri, ma per l’impatto». La pellicola non ha ottenuto il successo sperato, ma se la pubblicità avesse trovato il modo per riscattarla?

Con lo spot di Novig, Sidney è riuscita a far parlare di sé atleti, giornalisti e il pubblico: forse è stato proprio ciò che non si vorrebbe più vedere che ha fatto breccia nell’opinione pubblica. L’intento della pubblicità potrebbe quindi essere stato proprio quello di far scalpore e provocare una reazione del pubblico. Facendo arrabbiare il fruitore, Novig ha ottenuto qualcosa di fondamentale: far parlare della sua piattaforma. Sempre più persone hanno iniziato a conoscere l’applicazione e il suo nome è arrivato anche a chi probabilmente non ne conosceva l’esistenza. Una vera e propria strategia di marketing, basata sulla provocazione e sulla capacità di trasformare una pubblicità in una discussione.

E se il problema fossimo noi?

Il titolo di questo articolo è «Sydney Sweeney: come non comunicare», ma siamo sicuri che questa pubblicità abbia davvero comunicato male? O forse ha comunicato ciò che la piattaforma voleva comunicare? Un semplice spot ha rimesso in discussione il corpo delle donne nello sport, costringendo migliaia di persone a prendere posizione. È proprio questo il paradosso: a volte, per farsi ascoltare, basta dire qualcosa che nessuno vorrebbe sentirsi dire. E questo l’ho fatto anche io, mettendo in dubbio la comunicazione di una donna per far sorgere in voi lettori un dubbio sulle capacità di questa donna. Siamo arrivati a un punto della nostra società in cui è necessario smettere di attaccare e imparare a convivere con le contraddizioni, persino quando si commettono errori di percorso. Perché sono proprio quegli errori a insegnarci cosa non ripetere. E forse, alla fine, anche Sydney Sweeney con questa pubblicità ci ha insegnato qualcosa.

Beatrice Bonino

Fonti

 Sydney Sweeney acquisisce una partecipazione azionaria in Novig grazie alla sua pubblicità virale, Bitcoin.com, 12 settembre 2026, ultima consultazione: 25 settembre 2026, link: https://news.bitcoin.com/it/igaming/sydney-sweeney-acquisisce-una-partecipazione-azionaria-in-novig-grazie-alla-sua-pubblicita-virale/ 

Le atlete contro Sydney Sweeney: il video che ha fatto esplodere la bufera social, SportMediaset, 15 settembre 2026, ultima consultazione: 23 settembre 2026, link: https://www.sportmediaset.mediaset.it/video/altrisport/le-atlete-contro-sydney-sweeney-il-video-che-ha-fatto-esplodere-la-bufera-social_116629538-202602k.shtml 

Sydney Sweeney, Wikipedia, ultima consultazione: 23 settembre 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Sydney_Sweeney 

Sydney Sweeney nuda per uno spot di scommesse, atlete in rivolta: «Un passo indietro per le donne», Corriere della Sera, 14 settembre 2026, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://www.corriere.it/spettacoli/26_settembre_14/sydney-sweeney-nuda-per-uno-spot-di-scommesse-atlete-in-rivolta-un-passo-indietro-per-le-donne-8b1b0d39-971a-457c-a5cd-f688ebfddxlk.shtml 

Christy (film), Wikipedia, ultima consultazione: 27 settembre 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Christy_(film) 

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