Il 9 ottobre 2026 è stato assegnato il Premio Nobel per la pace a Navi Pillay, giurista sudafricana.
Con una laurea in Lettere e una in Giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera da avvocata in Sudafrica. Ha ricoperto, in seguito, ruoli di spicco nel panorama del diritto internazionale, distinguendosi per il suo operato come giudice presso il Tribunale penale internazionale per il Ruanda.
È stata, inoltre, Presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sui territori palestinesi occupati.
Il Comitato norvegese per il Premio Nobel ha riconosciuto a Pillay l’impegno e il ruolo svolto nel garantire che i crimini di guerra e contro l’umanità vengano perseguiti.
Gli inizi della carriera: la lotta contro l’apartheid
Nata nel 1941 a Durban da una famiglia di origine indiana, Navi Pillay frequenta l’università grazie al sostegno economico della comunità locale. La sua famiglia, infatti, non può sostenere il costo degli studi.
Navi vive sulla sua pelle gli effetti di una doppia segregazione, da un lato quelli dell’apartheid, dall’altra quelli del patriarcato. Tuttavia, il suo talento e la sua dedizione si dimostrano fin dall’inizio più forti del razzismo.
Agli albori della sua carriera, difende gli attivisti anti-apartheid, denunciando le violenze e le torture commesse dal governo di etnia bianco durante gli interrogatori e la detenzione. In questa occasione, conosce personalmente Nelson Mandela.
Crede profondamente nel valore emancipatorio dell’istruzione: nonostante le due lauree, infatti, Navi continua a studiare, conseguendo, presso la Harvard School of Law, il Master of Law nel 1982 e il Doctor of Juridical Science nel 1988.
Dalla metà degli anni Novanta, Pillay inizia a lavorare nell’ambito del diritto internazionale, ricoprendo, spesso per la prima volta nella storia, ruoli di difficile accesso per le donne e per le persone non bianche.
Gli anni Novanta: l’inizio della carriera nel diritto internazionale
Nel 1995 viene nominata Presidente dell’Alta Corte del Sudafrica. Nello stesso anno, viene chiamata come giudice presso il Tribunale Internazionale per il Ruanda, di cui diviene Presidente dal 1999 al 2003. In queste vesti, ricopre un ruolo fondamentale per il riconoscimento e il perseguimento dei crimini commessi durante il genocidio del 1994.
Uno dei processi più celebri a cui partecipa è quello contro Jean-Paul Akayesu, ex sindaco di Taba, nel 1998, durante il quale viene applicata, per la prima volta nella storia, la Convenzione ONU sul genocidio risalente al 1948. Grazie alle testimonianze delle donne vittime di aggressione sessuale, il ruolo di Pillay è decisivo nel riconoscimento degli stupri di massa come atti di genocidio. Si tratta, insomma, a tutti gli effetti, di un processo storico, che sancisce la prima condanna mondiale di un genocidio di fronte a una Corte Internazionale.
Dagli anni Duemila a oggi
Dal 2003 al 2008, è giudice presso la Corte penale Internazionale, mentre, dal 2008 al 2014, è Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Dal 2021 al 2025, è membro della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’ONU sui territori palestinesi occupati da Israele. Navi Pillay ha partecipato attivamente a queste operazioni, prendendo parte alla redazione del rapporto della Commissione ONU presentato nel settembre 2025, in cui sono riportati gli atti di genocidio commessi dalle autorità israeliane e in cui si parla esplicitamente di genocidio commesso dal Paese occupante ai sensi della Convenzione internazionale.
Attualmente è giudice della Corte Internazionale di giustizia dell’ONU nel processo che vede il Myanmar accusato del genocidio della popolazione Rohingya: la sua nomina è stata proposta dal Gambia, Paese che ha presentato alla corte delle Nazioni Unite la denuncia di genocidio.
Nel corso della sua carriera, Navi Pillay ha dimostrato un impegno straordinario nella difesa del diritto internazionale, distinguendosi in ambiti dominati quasi interamente da uomini. Oggi rappresenta un punto di riferimento nel panorama giuridico e geopolitico, scagliandosi a gran voce contro le violenze imperialiste e razziali.
Le reazioni discordanti alla vittoria del Premio
Sebbene l’impegno di Pillay sia riconosciuto nel panorama internazionale, non tutti hanno gioito della sua vittoria del Premio Nobel per la pace.
Trump, per esempio, ha dichiarato che avrebbe dovuto vincerlo lui, sostenendo di aver risolto numerosi conflitti nel corso del suo ultimo mandato. Non sono mancate, poi, reazioni di disappunto da parte di Israele, in particolare dal ministro degli Esteri, che considera questa vittoria l’ennesima occasione di legittimazione d’odio verso Tel Aviv.
Nonostante tutto, in un contesto come quello di oggi, di grande tensione internazionale, in cui i conflitti in atto e quelli latenti sembrano poter assumere dimensioni mondiali, la consegna del Premio Nobel per la pace a Navi Pillay resta un simbolo di dedizione al rispetto del diritto e alla lotta contro la guerra e la violenza, infondendo una boccata d’aria – e di speranza – in un clima che si fa ogni giorno più bellicista.

Asia Ozella
Fonti
Amnesty International, Navi Pillay vince il premio Nobel per la pace 2026, 9 ottobre 2026, ultima consultazione: 22 ottobre 2026, link:https://www.amnesty.it/navi-pillay-vince-il-premio-nobel-per-la-pace-2026/
Frulli Micaela, “La sottile linea rossa tra ordine e caos”, Il manifesto, 10 ottobre 2026, ultima consultazione: 22 ottobre 2026, link: https://ilmanifesto.it/la-sottile-linea-rossa-tra-ordine-e-caos
Intini Elisabetta, “Chi è Navi Pillay, la ‘solida bussola morale’ vincitrice del Nobel per la Pace 2026”, Focus, 9 ottobre 2026, ultima consultazione: 22 ottobre 2026, link: https://www.focus.it/cultura/curiosita/chi-e-navi-pillay-la-solida-bussola-morale-vincitrice-del-nobel-per-la-pace-2026
Redazione online, “Trump sul Nobel per la Pace a Pillay: «Vergognoso». Il ministro degli Esteri israeliano: «Goebbels applaude dall’inferno»”, Corriere della sera, 9 ottobre 2026, ultima consultazione: 22 ottobre 2026, link: https://www.corriere.it/esteri/26_ottobre_09/israele-goebbels-nobel-pace-pillay-2e02a77c-fabe-4f69-b686-ef087fd1bxlk_amp.shtml




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