Abbaiare stanca

di Giulietta De Luca

C’è questa srl, la società di servizi ambientali M.A.P.I.A., che “nasce per svolgere le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione di ambienti pubblici, privati e industriali su Bari e per il Sud Italia”, per citare il sito. Un bel sito, chiaro e pulito, con i collegamenti diretti a quello della ditta di disinfestazione (NO PEST), quello dell’azienda “che opera nel settore del verde” (ZooPark) e, infine, quello del canile di Bari, il cui simpatico logo raffigura un cagnolino che tende la zampa davanti ad una casetta. Sembra un quadretto idilliaco, completato dal titolo di “partner ideale per ogni azienda che necessita di interventi a vasto spettro”, di cui  M.A.P.I.A si fregia fieramente.

Per anni quest’associazione è stata la leader indiscussa della direzione dei canili pugliesi, creando scandalo perché, oltre ad occuparsi di disinfestazione, derattizzazione e spazi verdi, opera nella gestione di stabulari per animali da laboratorio nella facoltà di Neuroscienze dell’Università di Bari.

Un video pubblicato sul sito de La Repubblica lo scorso 27 settembre mostra le condizioni degli animali nel canile di Bari, che ormai entra a tutti gli effetti nella lista dei cosiddetti “canili lager”. I cani, circa milleduecento, vivono ammassati in gabbie fatiscenti; lo smaltimento a norma dei rifiuti equivale all’accensione di falò all’interno della struttura e nel filmato si sente chiaramente uno degli operatori rispondere alla domanda “Ma almeno li trattate bene ‘sti cani qua?” con: “No, ogni tanto ne ammazziamo.”, con una (presunta) ironia che mette i brividi.

Solo di recente M.A.P.I.A. è stata in parte bloccata, perché la normativa della Regione Puglia prevede che i canili vengano affidati esclusivamente ad associazioni di volontariato animalista.

Ora, però, la spada di Damocle pende sui tre canili di Roma (Vitinia ex Poverello, Ponte Marconi ex Cinodromo e Muratella), di cui è stata ordinata la privatizzazione, nonostante la gestione degli animalisti avesse riscosso una serie di successi, raggiungendo addirittura il pareggio tra il numero di cani entrati in canile e quello dei cani adottati. La società M.A.P.I.A. si è piazzata al primo posto nei tre lotti del bando-ponte (quello vero e proprio è previsto per l’anno prossimo) per la gestione dei ccanileanili romani.

La situazione è fin troppo chiara: i guadagni della ditta pugliese sottrarranno gran parte della cifra destinata all’amministrazione dei canili, rendendo le attuali condizioni degli animali solamente un ricordo.

Il marcio non finisce certo qui, perché, oltre ai danni per i cani, ci sono risvolti negativi anche per gli operatori delle strutture: infatti, cento di loro, su un totale di centoventisei, verranno licenziati non appena la nuova ditta procederà con l’insediamento. Per protesta, il mese scorso gli stessi lavoratori hanno manifestato in piazza del Campidoglio, arrivando anche ad occupare il canile Muratella per mostrare il loro dissenso. Inoltre l’atto della gara vinta da M.A.P.I.A. non è altro che la fotocopia di quello della gara sospesa in precedenza dal Comune di Roma, che mostrava la firma, successivamente cancellata, di Gaetano Altamura, un tempo direttore del Dipartimento Tutela Ambiente di Roma, ora agli arresti domiciliari in seguito al suo coinvolgimento nello scandalo di Mafia Capitale (dopo cui sono avvenute ben quattro incursioni nella sede del Dipartimento, terminate, tra l’altro, con il furto di due computer e dei dati che contenevano).

Per fortuna, gli atti di solidarietà nei confronti di animali e lavoratori a rischio licenziamento non sono mancati, dando vita ad una vera e propria rivolta del web (al richiamo dell’hashtag #iostoconglianimali), capeggiata da associazioni nazionali quali ENPA e Animalisti Italiani e appoggiata da noti vip, tra cui Elena Santarelli, Luca Argentero, Jovanotti e addirittura Richard Gere. La petizione su Change.org aveva riscosso un gran successo e contava le firme di molte celebrity, ma il destinatario era l’ex sindaco Ignazio Marino e non è chiaro quale ruolo giocheranno le sue dimissioni nella prosecuzione della vicenda.

Inoltre Loredana De Petris, capogruppo Sel in Senato, e Davide Bordoni, coordinatore romano di Forza Italia, hanno presentato due interrogazioni in Parlamento.

Nel frattempo, i lavoratori, che sono riusciti ad incontrare la solidarietà del Municipio Roma VIII e del suo presidente, Andrea Catarci, denunciano l’assoluta mancanza di trasparenza nel lavoro dell’Amministrazione Comunale e hanno una richiesta, quella di ottenere la proroga dell’affidamento dei canili fino al bando definitivo del 2016.

Dice Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani: “Aprite gli occhi! Svegliatevi! Non basta protestare sul web, occorre scendere in campo e dare vita ad azioni concrete. Abbiamo bisogno della mobilitazione di tutti per salvare i cani del Comune di Roma. Sono tante piccole gocce a formare l’oceano. Da soli siamo piccoli, insieme possiamo cambiare davvero le cose”.

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