Cinquant’anni di Valentina.

Correva l’anno 1965 e sulle pagine di Linus dedicate al fumetto fantascientifico Nutron faceva il suo debutto un nuovo personaggio. Era una ragazza, all’anagrafe Valentina Rosselli, che secondo il progetto iniziale sarebbe dovuta comparire soltanto in un paio di numeri, per poi essere dimenticata. Un destino che sembrava non lasciare scampo alla giovane donna dal caschetto corvino e che sicuramente non prevedeva la fama che quella prima, rapida comparsa le avrebbe offerto.

A cinquant’anni da quel giorno, “Valentina” di Guido Crepax è uno dei fumetti più letti e amati della storia. L’anno dopo la prima comparsa quel personaggio, che così timidamente era comparso tra le pagine di una storia, fa il suo grande debutto come protagonista in “Ciao Valentina”. Da quel momento in poi il successo è dilagante e la sensualissima ragazza di Crepax diventa molto conosciuta, scstandosi occasionalmente dalla pubblicazione che la vede come protagonista. Viene impiegata in ambito pubblicitario e, anni dopo, prende vita e diventa un personaggio “in carne e ossa” attraverso un film e una serie televisiva.

Amatissima dal pubblico italiano, tutti gli uomini la desiderano e tutte le donne vogliono essere come lei. Ma cosa rende Valentina tanto unica?

Un primo punto di forza di questo personaggio è, sicuramente, il suo aspetto. Riconoscibilissima grazie al caschetto di capelli neri, pare che Guido Crepax l’abbia voluta rappresentare come una famosa attrice degli anni ‘20, Louise Brooks.

Non è solo il suo aspetto, però, a incantare il pubblico: amatissima è la sua personalità e la storia di cui è la protagonista. Le situazioni rappresentate all’interno del fumetto si possono accostare al sogno, all’incubo o alla semplice immaginazione: sono spesso irreali, occasionalmente ambientate proprio nella mente della protagonista o in scenari indefiniti, correlati da dialoghi brevi. In alcuni racconti (come nel famoso fumetto intitolato “Baba Yaga”) viene inserito anche l’elemento magico.

Non può passare inosservata l’atmosfera generale delle strisce illustrate rigorosamente in bianco e nero. Il racconto entra a pieno titolo nella categoria dell’illustrazione erotica e Valentina è spesso rappresentata nuda o in procinto di spogliarsi, con chiari riferimenti sessuali e feticisti. Il suo corpo la fa da padrone all’interno delle pagine di Crepax, senza censure e inibizioni, tanto da creare non poco scandalo al tempo delle prime pubblicazioni.

Cosa rende questo personaggio unico non è, però, questo atteggiamento irriverente e sensuale che sicuramente lo caratterizza. Prima di essere una donna fatale o un oggetto del desiderio, Valentina ha la peculiarità di essere una persona vera. Niente superpoteri, niente immunità ai dolori della vita: questa ragazza è reale tanto quanto una persona in carne e ossa. A dimostrarcelo è il suo documento d’identità, che comunica le generalità: nata il 25 dicembre 1942 a Milano, italiana, alta 1.72 m, residente in via de Amicis 45, fotografa. Nel corso della sua storia, inoltre, la si può vedere afflitta da situazioni e problemi reali: carica di dubbi e timore, invecchiata, tormentata da incubi e ammalata. Nel corso della sua adolescenza, infatti, Valentina Rosselli ha sofferto di anoressia.

Sono proprio queste caratteristiche a rendere unica Valentina, a non ridurla ad un’arida rappresentazione erotica, ma a trasformarla in un personaggio diverso da tutti quelli precedentemente disegnati. È arguta e divertente, affascinante, debole e forte allo stesso tempo. Vive le sue avventure e cattura il lettore con le sue citazioni, con il suo comportamento da donna fatale che promette senza esaudire mai completamente. Valentina è parte di un mondo onirico, fatto di sogni e di paure: un mondo ben più reale di quello che si possa immaginare. Un mondo per nulla immune allo scorrere del tempo, alle difficoltà della vita quotidiana, alle fantasie e ai pensieri che ognuno può incontrare. Tra le pagine non è protagonista soltanto la sessualità di Valentina, ma la sua intimità più profonda: timori, sogni, ambizioni, amori, sconfitte, gioie, preoccupazioni. C’è un po’ di tutto in questo racconto, che sembra volerci trasmettere qualcosa che in fondo già conosciamo.

Non possiamo non adorare Valentina, non possiamo non considerarla come una vecchia amica da invidiare un po’ per le sue mille avventure e per il suo meraviglioso aspetto. Vorremmo somigliarle, avere la sua forza e il suo carattere determinato e affascinante. Cinquant’anni di un’icona che non viene dimentica, che continua ad incantare e a raccogliere ammiratori in giro per il mondo. Cinquant’anni che, nonostante la data scritta sul documento, non invecchieranno mai.

Tanti auguri, Valentina!

Di Alessia Alloesio

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