La Leggenda di Babbo Natale

Ormai è usanza in tutto il mondo, a dicembre, festeggiare il Natale. La tradizione natalizia che può essere sinonimo sia di consumismo, sia di valori – quali: pace, fratellanza, gioia e prosperità- anticamente era associata con la festa della rinascita in concomitanza con il solstizio d’inverno quando le giornate cominciavano ad allungarsi, segnando il passaggio verso la primavera. Gli antichi Egizi festeggiavano la nascita del dio Horus, i Greci quella del dio Dioniso, gli Scandinavi quella del dio Frey, i Romani celebravano Saturno. Con il Cristianesimo ai riti pagani si sostituì la festa della nascita di Gesù, figlio di Dio, portatore di pace e di salvezza per tutta l’umanità.

Oggi con l’espandersi della globalizzazione le tradizioni di ogni paese si sono perse e il Natale in tutto il mondo ha caratteri abbastanza omologati. Elementi cardine sono: l’albero, il vischio, il ceppo di natale (o tronchetto), il cenone della vigilia e l’immancabile Babbo Natale (san Nicola, o santa Claus), cioè il gioviale vecchietto con il vestito rosso, una pancia paragonabile a una mongolfiera, l’immancabile “ohohoh” e il suo sacco marrone pieno di regali.

Babbo Natale però non è sempre stato un gioviale vecchietto vestito di rosso: Il vero san Nicola nasce intorno al 280 d.C. in Grecia, divenne vescovo di Mira, cittadina dell’attuale Turchia, e si guadagnò la reputazione di difensore della fede cristiana durante gli anni delle persecuzioni trascorrendo molti anni in prigione finché nel 313 Costantino non emanò l’Editto di Milano che autorizzava il culto cristiano in tutto l’impero. Dopo la morte, la figura del santo divenne popolarissima grazie anche ai tanti miracoli che gli furono attribuiti. Due leggende si diffusero su di lui in Europa intorno al 1200: la prima racconta del giovane vescovo Nicola che salva tre ragazze dalla prostituzione facendo recapitare in segreto tre sacchi d’oro al padre, che così può salvarsi dai debiti e fornire una dote alle figlie, mentre nella seconda Nicola entra in una locanda il cui proprietario ha ucciso tre ragazzi, li ha fatti a pezzi e li ha messi sotto sale, servendone la carne agli ignari avventori; tradizione vuole che egli non si limitò a scoprire le vittime, ma le resuscitò anche. San Nicola era anche incaricato di sorvegliare i bambini perché facessero i buoni e dicessero le preghiere. Col tempo al santo vennero attribuite alcune caratteristiche tipiche delle divinità pagane: Saturno e Odino spesso erano rappresentati come vecchietti dalla barba bianca e in grado di volare. La Riforma protestante, a partire dal Cinquecento, abolì il culto dei santi in gran parte dell’Europa del Nord e san Nicola venne sostituito con il Bambin Gesù.

Con l’immigrazione anche nel Nuovo Mondo fu diffusa questa tradizione natalizia ma con risvolti diversi: in America passiamo da  un estremo all’altro: nel New England il Natale era del tutto irrilevante, mentre altrove era diventato una festa pagana dedicata soprattutto al massiccio consumo di alcol. Il recupero della leggenda di San Nicola si deve all’immaginazione di poeti e scrittori che, nei primi decenni dell’Ottocento, cominciarono a impegnarsi per trasformare il Natale in una festa di famiglia. La prima apparizione di San Nicola associato al Natale si trova in “The Children’s Friend” una raccolta anonima di versi; questo particolare Babbo Natale è vestito di pelliccia, porta doni, ma infligge anche punizioni ai bambini cattivi, e il suo carro è trainato da una sola renna. Con un altro poeta, Clement Clark Moore, ecco che le renne diventano otto e il carro diventa una slitta. Per molti decenni Santa Claus viene rappresentato con varie fattezze e con vestiti di varie forme e colori, ed è grazie alla Coca-Cola  che abbiamo la figura di Santa Claus  come la conosciamo oggi: un grasso vecchietto, vestito di velluto rosso e pelliccia bianca come la sua lunga barba, stivali e cintura di pelle e occhiali, che parte dal Polo Nord con la sua slitta trainata da renne e sta attento a come si comportano i bambini: “portando il suo sacco pieno di doni a tutti i bimbi buoni”. Dall’America la tradizione di Babbo Natale si diffonde in Europa grazie ai soldati americani che durante la seconda guerra mondiale riportano San Nicola in patria.

di Valentina Ribba

Un commento Aggiungi il tuo

  1. avvocatolo ha detto:

    Urka quante cose si scoprono leggendoti 😀

    "Mi piace"

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