Uno sguardo al Monte dei Cappuccini

Conosciuto dai torinesi come luogo romantico e punto di vedetta dal quale ammirare tutta Torino, il Monte dei Cappuccini vanta una lunga storia e alcune curiosità degne di nota.

Si tratta di una collina di 283 m, che sorge nei pressi del ponte di Piazza Vittorio Veneto e che ospita la Chiesa di Santa Maria al Monte, oltre che il Museo Nazionale della Montagna e la sede del Club Alpino Italiano.

La sua storia inizia nel 1581, quando Carlo Emanuele I di Savoia fece dono ai frati cappuccini di quei terreni. I lavori per la costruzione della chiesa e del convento iniziarono subito, ma terminarono solo nel 1656, anno di consacrazione della chiesa.

Narra la leggenda che sul colle avvenne un miracolo eucaristico, ricordato ancora oggi da un quadro posto nell’atrio della chiesa di Santa Maria al Monte. Nel 1640, durante la guerra civile tra madamisti e principisti, Torino subì un doppio assedio da parte di francesi e spagnoli. I francesi, preso il Monte dei Cappuccini – considerato un punto di rilevanza strategica – entrarono nella chiesa per saccheggiarla. Ma la leggenda vuole che, quando un soldato si avvicinò al tabernacolo, una lingua di fuoco ne uscì, avvolgendolo e bruciandogli le vesti. I francesi, spaventati dall’accaduto, rinunciarono al saccheggio. Anche se ancora oggi sono visibili sul tabernacolo i segni del presunto fuoco divino, la Chiesa Cattolica non ha mai riconosciuto l’evento come miracolo. Pare infatti che le cose siano andate un poco diversamente, ossia che mentre il soldato era intento a saccheggiare il tabernacolo, un difensore gli sparò, facendo esplodere la sacca di polvere da sparo che il francese portava al collo.

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Alla fine del diciannovesimo secolo, dopo la costruzione della nota funicolare di Superga, anche il Monte dei Cappuccini fu dotato di un simile impianto. Dal 1885, la funicolare progettata dall’ingegnere Alessandro Ferretti collegava la sommità del monte alla riva del Po. La stazione di partenza era costituita da un chiosco di legno situato nel boschetto al livello dell’attuale C.so Moncalieri; la stazione superiore invece si trovava nell’angolo nord del piazzale della chiesa. Il percorso era lungo 120 m, il tempo di viaggio era di circa due minuti e il prezzo era di 10 centesimi a corsa.

Non vi è buon torinese che, bimbo, non abbia chiesto e ottenuto un giorno, come premio, una gita in funivia al Monte dei Cappuccini: il bimbo divenuto uomo ricorderà con dolcezza la prima gita al Monte
La Stampa, 1° luglio 1935

Accanto alla stazione d’arrivo, sorgeva allora la cosiddetta “birraria”, birreria-caffetteria che allietava chi arrivava con un’ambientazione tipica da montagna.

La funicolare venne gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, e conseguentemente chiusa nel 1942. La birreria invece rimase in esercizio fino al 1960.

Un’altra curiosità riguardo la collinetta del Monte dei Cappuccini, è che essa fu (probabilmente l’unica in Europa) pista da sci urbana non artificiale. Negli anni ’30 le nevicate erano abbondanti, e i torinesi si divertivano a sfrecciare giù dalle pendici della collina con sci e slitte.

Una Torino del passato, molto dolce da ricordare.

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Silvia Gemme

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