Hokusai, Hiroshige, Utamaro e il fascino del Mondo Fluttuante

Mancano pochi giorni alla fine della mostra “Hokusai, Hiroshige e Utamaro”, iniziata il 22 settembre 2016 e situata al Palazzo Reale di Milano. Si tratta di uno degli eventi finali che hanno avuto luogo nel 2016 per commemorare il 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, cominciate nel 1866 con la stipulazione del Trattato di Amicizia e Commercio tra i due stati.

Organizzata dal Comune di Milano in collaborazione con MondoMostre Skira e a cura della professoressa Rossella Menegazzo –docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università degli studi di Milano- questa mostra si focalizza sui lavori più venduti dei tre artisti giapponesi del XIX secolo. In particolare sono state esposte un totale di ben 200 xilografie (le particolari stampe a blocchi di legno) policrome e manga, prelevate direttamente dall’Honolulu Museum of Art in cui avevano sede. Per pubblicizzare la mostra è stato, inoltre, lanciato l’hashtag #followthewave, concorso Instagram in cui ai partecipanti è richiesto di reinterpretare la celebre stampa La Grande Onda di Kanagawa del Maestro Hokusai.

Hokusai Katsushika (1760-1849) fu un pittore e incisore giapponese famoso per le stampe ritraenti principalmente paesaggi naturali ormai entrate nell’immaginario orientale. Impossibile non parlare della sua serie di xilografie più famose, Trentasei vedute del Monte Fuji, di cui fa parte la già citata La Grande Onda di Kanagawa.

Le stampe di Kitagawa Utamaro (1753-1806) si concentrano principalmente sui ritratti di donne, i cosiddetti bijin-ga (ovvero “dipinti di belle donne”); Hiroshige Utagawa (17797-1858) predilige la rappresentazione della natura nelle sue molteplici espressioni, il che include paesaggi dal tratto più poetico e armonioso di quelli di Hokusai. Le xilografie di Utagawa ebbero un enorme impatto sulla pittura Impressionista e Post-impressionista, influenzando artisti del calibro di Van Gogh e Claude Monet.

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Fukuroi. I celebri aquiloni della provincia di Totomi, 1848-1849 circa. Xilografia policroma di Utagawa Hiroshige. 

Hokusai, Hiroshige e Utamaro formano una triade di Maestri i cui capolavori si concentrano non solo sulla quotidianità e sulla bellezza della natura, ma anche sulla contrapposizione dell’etica samurai a quella del piacere, illustrata attraverso i quartieri e le località più famose che compongono l’Ukiyo-e (letteralmente “Mondo Fluttuante”). È proprio questo il tema principale della mostra: le immagini che esprimono la realtà che si sviluppò a Edo, Kyoto e Osaka durante il Periodo Edo. I vivaci volti delle cortigiane, degli attori e dei lottatori di sumo –e successivamente i paesaggi- sono i soggetti preferiti delle stampe di questo periodo, le quali dovevano attenersi a richieste precise secondo la moda dell’epoca.

Una realtà molto distante da quella occidentale e per questo motivo ancor più affascinante. Bisogna però affrettarsi per non perdere questo piccolo squarcio di arte orientale, poiché la mostra durerà solo fino al 29 gennaio 2017.

Federica Messina