La vagina non è un tabù – I metodi contraccettivi

La contraccezione sessuale è da sempre motivo di discussione tra i più e i meno giovani. Risulta difficile valutare i pro e i contro di ogni metodo, e in realtà bisognerebbe in primis discernere che cosa si richiede da un contraccettivo a seconda della propria situazione.

Esistono infatti diverse tipologie di dispositivi, che possiamo distinguere in due primi grandi gruppi: gli ormonali e i non ormonali.

Tra gli ultimi citati, che quindi si avvalgono di un’azione meccanica, spicca il preservativo maschile, nonché il più conosciuto e anche il più efficace per tutelarsi da malattie veneree, oltre che da gravidanze indesiderate. Non è comunque l’unico possibile: esistono infatti delle “barriere” femminili: il diaframma, una sorta di cappuccio che si posiziona intorno al collo dell’utero, e il vero e proprio preservativo femminile, un cilindro cavo flessibile che va inserito in vagina, in cui si può inserire il pene eretto. Esiste inoltre la spirale in rame, che va immessa nell’utero tramite un piccolo intervento, garantendo l’efficacia contraccettiva proprio grazie al rame, che si è rivelato essere un efficace spermicida. Il vantaggio di questo metodo è che una volta impiantata, l’azione contraccettiva è attiva per qualche anno.

Tra i metodi ormonali, invece, annoveriamo la conosciuta e cosiddetta genericamente pillola, che va assunta per un ciclo di 21 o 28 giorni, ogni giorno alla stessa ora. Essa garantisce una buona percentuale contraccettiva, anche superiore al preservativo, se assunta correttamente. La pillola si avvale dell’azione di estrogeni e progestinici, “ ingannando” il normale ciclo mestruale femminile. Nello stesso modo, agiscono altri due metodi ormonali: l’anello vaginale, che va inserito in vagina aderente alle pareti uterine e rimosso ogni 21 giorni, e il cerotto, che va applicato in un punto di pelle preferibilmente riparato, che invece va cambiato una volta alla settimana. Purtroppo, però, non tutte le donne tollerano bene gli estrogeni, per cui è disponibile sul mercato anche la minipillola, contenente unicamente progestinici, che deve essere assunta nello stesso modo di una pillola classica.
Esistono, comunque, anche metodi ormonali più duraturi: la spirale ormonale e l’impianto sottocutaneo. La prima è un dispositivo che va inserito nel collo dell’utero e che, a differenza di quella di rame, si avvale di un lento rilascio ormonale, solo progestinico. Il secondo invece è una barretta lunga 4 cm e di 2 mm di diametro, che solitamente viene inserita tramite una piccola iniezione all’interno del braccio, permettendo quindi un rilascio graduato durante gli anni di contraccezione garantiti, che non consente di avere problemi di malassorbimento come potrebbe succedere per i dispositivi orali (diarrea, vomito, interazione di farmaci).

 

Esistono, infine, alcuni metodi di contraccezione definitivi, ovvero non reversibili, mentre quelli precedentemente citati possono essere interrotti a piacimento del paziente (in alcuni casi con l’ausilio del ginecologo). Tra questi abbiamo la chiusura delle tube, o sterilizzazione femminile, che consiste in un’operazione di un trentina di minuti in cui le tube di Falloppio vengono bloccate in modo tale che non possa avvenire l’incontro tra ovuli e spermatozoi: questo tipo di operazione non comporta la menopausa, infatti si mantengono il desiderio sessuale e le mestruazioni. Vi è poi la vasectomia, che blocca i dotti deferenti che conducono gli spermatozoi: anche in questo caso, l’eiaculazione avviene comunque.

Per completezza, è bene citare anche gli anticoncezionali d’emergenza, che non vanno intesi come un contraccettivo abituale, quanto una via di scampo se la precedente contraccezione non avesse fatto effetto per qualche motivo. La più conosciuta è la pillola del giorno dopo (ma ora vi è la possibilità di assumere quella dei cinque giorni dopo, che dà modo di avere più tempo per agire), che consente di non far impiantare l’ovulo fecondato (ma non ha effetto abortivo, per cui se la gravidanza è già in atto, non ha efficacia). Si può utilizzare, per lo stesso scopo, la spirale in rame, che è anche un metodo contraccettivo fisso, se impiantata entro 5 giorni dal rapporto a rischio.

Ogni contraccettivo citato in questo articolo ha pro e contro, effetti collaterali e benefici, che vanno discussi col proprio medico o ginecologo, valutando caso per caso. Comunque la scelta è ampia, e quindi perchè rischiare una gravidanza indesiderata, quando si può prevenirla come più ci aggrada?

Veronica Repetti