21 marzo , ora è legge

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Il primo marzo la Camera dei deputati ha votato all’unanimità l’istituzione del 21 marzo come Giornata nazionale in memoria delle vittime di mafia; dopo più di vent’anni l’Italia come nazione riconosce il primo giorno di primavera come il giorno del ricordo e dell’impegno contro le organizzazioni mafiose.
Una giornata che Libera celebra dal 1996 con la lettura di nomi e cognomi di ogni vittima innocente delle mafie; un’elenco di oltre novecento uomini, donne e bambini – a partire da Emanuele Notarbatolo, assassinato nel 1893 – che la criminalità organizzata ha ucciso fino ad oggi.
Una tradizione che comincia nel 1996 in piazza del Campidoglio a Roma, quando per la prima volta familiari delle vittime e cittadini si sono riuniti per ridare dignità a quelle vittime, per ricordarle con i loro nomi e cognomi, una tradizione che nasce con Libera e per il suo stesso motivo.

Era il 1993 quando don Luigi Ciotti, partecipando alla commemorazione del primo anniversario della strage di Capaci, notò una signora che piangeva disperatamente e che, alla sua richiesta di come mai fosse così sconvolta rispose che, nonostante si commemorasse la morte del giudice Falcone e degli uomini della scorta, il nome di suo figlio – che di quella scorta faceva parte – non veniva mai pronunciato, non veniva ricordato.

È qui che nasce la necessità di leggere tutti i nomi e i cognomi delle vittime, è in quel momento che don Ciotti capisce l’importanza della memoria, della dignità dei nomi.
Ogni vittima è una persona, un figlio, una sorella, un padre o una madre, un amico, qualcuno che è stato amato, che ha amato, che ha lasciato un segno negli altri. Ogni nome, a prescindere da quale che fosse il suo ruolo in questa assurda guerra tra mafie e legalità, dev’essere ricordato.

Da quel 21 marzo del 1996 Libera è stata in ogni città d’Italia per leggere quel lungo elenco. Dall’anno scorso, al fianco della città nazionale scelta per la lettura, ogni coordinamento regionale sceglie un’altra città per ricordare. Quest’anno la città scelta a livello nazionale sarà Locri, ma sui siti dei coordinamenti regionali potrete trovare quella scelta nella singola regione; per il Piemonte la lettura si svolgerà a Verbania.

Come ha detto Davide Mattiello, onorevole del PD ex coordinatore regionale di Libera Piemonte,  nel suo discorso alla Camera il primo marzo in merito all’istituzione della giornata nazionale della memoria e dell’impegno, facciamo in modo che questo sia un momento per non dimenticare, per non disperare.
Non dimentichiamo, non disperiamo, ma ricordiamo e lottiamo.

Cecilia Marangon