La vagina non è un tabù – lo squirting

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Un argomento evitato come la peste dalle donne ed amato con passione dagli uomini è il cosiddetto squirting, ovvero l’eiaculazione femminile. Molti miti girano attorno ad essa: alcuni la ritengono inesistente, altri la ritengono urina, altri ancora la ritengono una creatura mitologica che benedirà chiunque sarà così fortunato da vederla. Beh, lo squirting esiste. E tutte le donne – ebbene sì, tutte – possono squirtare. Alcune con un po’ più di fatica delle altre, ma proprio tutte.
Grande promotrice dei diritti delle donne, del loro ruolo nella società maschilista e dell’eiaculazione femminile è Diana J Torres, che da anni tiene conferenze

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Diana J Torres

sull’argomento, che ha fatto scoprire a molte l’esistenza di parti del corpo e reazioni molto poco note. Ad esempio: le donne hanno una prostata esattamente come gli uomini, nota come ghiandola di Skene. E’ proprio questa ghiandola a consentire l’eiaculazione, che si può quasi controllare. Durante il rapporto sessuale, quando si avverte quella strana voglia di urinare (la ghiandola di Skene s’ingrossa e preme contro la vescica), contrarsi non giova alcun beneficio, in quanto ciò che esce non è altro che il liquido seminale che tutte le donne possiedono e che ha come unica differenza dal liquido maschile quella di non essere fecondo.

Interessante è il fatto che questa informazione sia stata rimossa da tutti i testi di medicina dell’Occidente a partire dal XV secolo. Se si pensa alle antiche fontane con donne al centro, si può facilmente intuire che lo squirting non è una scoperta dei nostri giorni.
Ciò che invece intristisce è la visione di esso da parte delle donne: mentre per i maschi si tratta quasi di una divinità, per le femmine è quasi un tabù, poiché l’immagine della donna nel rapporto sessuale è legata alla purezza. Al bianco, che, nelle lenzuola, di certo non può essere macchiato dalla fuoriuscita di liquido.
Sarebbe bello riuscire a staccarsi da questi costrutti sociali, ma purtroppo siamo ancora lontani dal momento in cui uomini e donne a letto si lasceranno andare in egual misura. Per chi fosse interessata, però, Diana J Torres dà qualche consiglio: ci si può esercitare infilando due dita a mo’ di uncino nella vagina e cercare la famosa ghiandola di Skele, che non dovrebbe essere di difficile reperibilità, in quanto è di dimensioni piuttosto grosse. Una volta trovata, basta premerla. Nei momenti di eccitazione, naturalmente, la ghiandola s’ingrandisce e fa fuoriuscire il liquido seminale. E, no, non è pipì: per sfatare questo falso mito basta sapere che durante l’atto sessuale la vescica non svolge le sue normali funzioni, quindi, se esce qualcosa, non è urina.
Un paio di info in più: l’eiaculazione non è legata all’orgasmo e può avvenire prima, dopo e, perché no, anche durante.
E, per rendersi conto di quanto in Occidente la vagina sia un tabù, Diana J Torres fa notare che nei matriarcati africani il passaggio dall’infanzia all’età adulta sia segnato proprio dalla donna che mostra alla bambina come eiaculare.

Giulietta De Luca

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