Progetto Commons: dal tuo smartphone all’archivio con un click

Vi siete mai chiesti cosa si nasconda tra gli scaffali di un archivio? O fate forse parte di coloro che passando per strada di fronte a una biblioteca sono troppo occupati a fissare lo schermo del proprio telefono per alzare gli occhi e accorgersene? Nessun problema, a qualunque categoria apparteniate il progetto Commons è proprio ciò che fa per voi.

Nato circa un anno fa su iniziativa dell’associazione culturale Passages, questo progetto di audience engagement supportato dalla Compagnia di San Paolo mira nientemeno che alla valorizzazione di luoghi, spesso polverosi e misteriosi nell’immaginario collettivo, quali le Biblioteche Civiche, il Polo del ‘900 e l’Archivio Storico della Città di Torino. E quale modo migliore per scoprirli se non attraverso gli occhi e le parole di chi ogni giorno vi si trova a stretto contatto?

La prima fase del progetto, infatti, vede schierato in prima linea un eterogeneo gruppo di soggetti, tra cui operatori culturali, senior civici, studenti universitari e persino volontari del servizio civile, alle prese con un corso di formazione alquanto particolare, i cui risultati circolano attualmente solo sul web… ma presto raggiungeranno -si spera- il maggior numero possibile di persone, attraverso una serie di eventi sul territorio che coinvolgeranno direttamente gli operatori economici, portatori di interesse e prossimità, in preparazione della mostra finale di novembre, in cui sarà possibile osservare i lavori di ogni singolo partecipante. Se già vi avessi in qualche modo incuriosito, liberate la vostra agenda per il 21 aprile e prendetevi un po’ di tempo per passeggiare nella pittoresca Contrada dei Guardinfanti… perché tra gli eventi dell’iniziativa cittadina “Torino che legge” uno spazio dedicato alle proiezioni del progetto Commons non poteva di certo mancare.

Ma come raccontare, condividere e restituire alla gente un patrimonio culturale che spesso non si avverte più nemmeno come proprio nell’era dei social network, connotata da ritmi frenetici e linguaggi propri? Con il digital storytelling ovviamente!

Pratica narrativa che consiste nella realizzazione di brevi video all’insegna di multidisciplinarietà, originalità e fantasia, il digital storytelling consente a chi ne fa uso di trasmettere la propria esperienza individuale ponendosi sullo stesso piano comunicativo del destinatario. Il linguaggio spontaneo delle emozioni e la narrazione autobiografica, costruita partendo da una dramatic question (spunto narrativo comune a ogni storia), permettono così di avvicinarsi al centro della questione attraverso un punto di vista quantomeno inaspettato: non si parla mai di archivi o biblioteche, bensì di muri, soglie, porte e molto altro ancora.

Elemento imprescindibile di ogni racconto, la voce narrante degli autori ci accompagna in un viaggio di scoperta sempre nuovo e diverso, perché le tecniche utilizzate sono tante e varie quanto le persone che hanno partecipato alla realizzazione del progetto. Indipendentemente dalle proprie capacità tecniche, Commons è stato in grado di coinvolgere persone di età e interessi differenti creando un ambiente di lavoro disteso e collaborativo, all’interno del quale ciascuno potesse trasmettere il proprio messaggio con precisione e autenticità.

Che dire di più? Una volta ascoltate le varie stories non vi resta altro che decidere se limitarsi a osservare tutto da dietro uno schermo, come probabilmente avete fatto finora, oppure se alzarvi armati di un po’ di sana curiosità e andare a vedere con i vostri occhi. La scelta, come sempre, è solo vostra.

Valentina Guerrera

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