Il coraggio collettivo di voler dire la verità

Alcuni giorni fa Harvey Weinstein, noto produttore cinematografico statunitense, è stato accusato da numerose attrici e donne dello spettacolo di aver abusato della propria posizione di potere con le major del cinema americano per ricevere favori di natura sessuale. Il polverone che si è venuto a creare in seguito a queste accuse ha avuto la conseguenza positiva di spingere allo scoperto anche coloro che, per timore di essere penalizzate nella loro carriera, avevano taciuto tentando di convivere con il ricordo dell’abuso subito. La lista è veramente lunga e tocca attrici e personalità illustri del mondo di Hollywood (Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Cara Delevigne, Lena Headey, Asia Argento, e l’elenco potrebbe continuare).

Questa sorta di coraggio collettivo, di decine di attrici che si rendevano finalmente conto di non essere sole e di poter denunciare il comportamento di questo individuo, ha rivelato che lo scandalo non era circoscritto al solo Weinstein, ma ha investito anche altre persone, rilevando che questo “caso” in realtà fosse un enorme segreto di Pulcinella.

Tutto il polverone dell’affare Weinstein ha avuto l’aspetto positivo di spingere alla delazione di molestie e abusi anche persone estranee al mondo del cinema. E’ questo il caso di David Ballard, environment artist presso Naughty Dog (il suo ultimo lavoro è stato Uncharted 4), che ha riferito di essere stato molestato da un suo superiore sul posto di lavoro. Ballard, riferisce egli stesso in alcuni tweet, era stato oggetto di molestie da parte di un superiore alla fine del 2015, ma aveva deciso di tacere: l’ambiente di lavoro era tuttavia divenuto tossico al punto che nel febbraio 2016 Ballard aveva avuto un esaurimento nervoso. Contattato l’ufficio risorse umane di Sony, si era visto prima interrompere la chiamata bruscamente, per poi essere licenziato da Naughty Dog il giorno seguente. La cosa peggiore, se possibile, è che stando alle dichiarazioni del signor Ballard, in seguito al licenziamento gli vennero offerti $20.000 per tacere sull’accaduto, che l’uomo ha rifiutato. Nei mesi successivi non ha mai parlato dell’accaduto in preda alla vergogna per l’idea di essere stato molestato sessualmente, fino ad alcuni giorni fa quando ha deciso di uscire allo scoperto e denunciare pubblicamente il fatto. Decisivo, in questo caso, è stato appunto il caso Weinstein.

Naughty Dog ha risposto a queste pesanti accuse in un comunicato sul proprio sito ufficiale, nel quale la Software House afferma di non avere alcuna prova dell’aver ricevuto delle accuse da parte di Ballard riguardanti molestie di qualsiasi tipo subite all’interno di Naughty Dog e Sony Interactive Entertainment.

Non possiamo sapere dove si trovi la verità, se dalla parte di David Ballard o dalla parte di Naughty Dog, ma ci auguriamo che quello di Ballard sia un caso a sé piuttosto che una situazione che tutti conoscono ma della quale nessuno ha il coraggio di parlare.

Luca Negro

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