Il Futuro è (Circa) Adesso: Viaggi via Razzo

Correva l’anno 1969. L’umanità intera era ancora colma di stupore ed entusiasmo per il piccolo, grande passo di Neil Armstrong sulla superficie lunare. E già Stanley Kubrick, in 2001: Odissea nello spazio, immaginava un futuro in cui andare sulla luna non fosse più un viaggio da pionieri, ma un semplice spostamento per pendolari, gestito da operatori civili come Pan-Am, all’epoca gigante del volo di linea.

Non è andata esattamente così. Sulla luna non ci si mette piede dal 1972. E la Pan-Am è fallita nel 1991. Nel 2001 di certo nessuno poteva comprare un biglietto per farsi una settimana di ferie sul mare della Tranquillità.

Poco alla volta, però, qualcosa sta iniziando a muoversi. Virgin Galactic, prima “compagnia aerospaziale” della storia, era sulla via per iniziare a offrire brevi voli suborbitali, con qualche minuto a gravità zero, alla modica cifra di 250.000 dollari. Purtroppo un incidente fatale sul prototipo della loro navetta causò notevoli ritardi al programma. Ancora oggi non è prevista una data d’inizio del servizio commerciale.

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Uno dei prototipi della SpaceshipTwo di Virgin Galactic

Dall’altro lato abbiamo SpaceX, già nominata più volte sulle nostre pagine. Dopo essere riusciti a far riatterrare parte dei propri razzi in maniera controllata, aprendo la strada per il loro riutilizzo quasi totale -e dopo entusiastiche previsioni di missioni esplorative verso Marte entro il 2020-, l’ultima visionaria proposta di Elon Musk, fondatore della compagnia, è proprio il trasporto passeggeri.

L’idea è di costruire una rete di strutture di lancio nelle principali città del mondo, da cui far operare razzi completamente riutilizzabili da lanciare su traiettorie balistiche per fornire un collegamento ad altissima velocità. L’ipotesi proposta sarebbe un tempo massimo di percorrenza di 45/30 minuti per qualsiasi destinazione nel mondo. A prezzi competitivi con gli attuali biglietti aerei.

Proposta accolta dalla stampa con un certo grado di scetticismo. In particolare si contesta la carenza di dettagli tecnici e una serie di problematiche economiche e di sicurezza. Al momento attuale, la vita utile di un razzo riutilizzabile è stata stimata in qualche centinaio di lanci, ponendo il problema di rientrare nei costi. Un aeroplano, invece, può compiere decine di migliaia di voli prima di essere “pensionato”. Allo stesso modo, il tasso di perdite dei razzi fatti riatterrare da SpaceX è terribilmente elevato, circa uno su dieci. Per continuare il nostro paragone con l’aviazione, nel 2015 su 34 milioni di voli di linea ci sono stati solo sei incidenti.

Ciò non toglie che l’idea abbia un grande “appeal”: è la prima grande proposta per velocizzare il trasporto intercontinentale dai tempi del Concorde. Certo, le sfide ingegneristiche non mancano, e per ora l’unica cosa concreta è un trailer animato in 3D. Ma diamo tempo al tempo. Nei primi anni ‘2000 gli addetti ai lavori avrebbero riso dell’idea di far atterrare e riutilizzare un razzo dopo il primo lancio, dopotutto.

Mauro Antonio Corrado Auditore

 

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