Cos’è “Human BODIES – The exhibition”

Nella quotidianità non capita quasi mai di soffermarsi a pensare quanto complesso ed evoluzionisticamente prodigioso sia il nostro corpo. La più semplice delle azioni attiva un articolato sistema in cui il corpo è esecutore e il cervello è il progettatore.

Eppure ciò che siamo ci incuriosisce da sempre, sin da bambini, quando non ci perdevamo una puntata di “Siamo fatti così”/ “Esplorando il corpo umano”. esplorando il corpo umano Ora che siamo più grandi possiamo trovare risposte di maggiore realismo, motivo per cui chi è interessato a questo tema – sia che abbia intrapreso studi di medicina sia che abbia scelto tutt’altra strada (anzi, a maggior ragione in questo caso) – non può perdersi Human Bodies, the exhibition, la mostra a Torino dal 25 novembre 2017 al 25 febbraio 2018.

La location è quella della Società Promotrice delle Belle Arti, in cui sono visionabili oltre 150 organi e 12 corpi veri, donati alla scienza dai proprietari dopo la morte. Non si tratta, ovviamente, di cadaveri tirati fuori da celle frigorifere, bensì di corpi e organi conservati tramite il processo della plastinazione. Si tratta di una tecnica di conservazione che sostituisce i liquidi corporei con polimeri di silicone, permettendo alle parti organiche di conservarsi nel tempo senza perdere forma e colore. Ideata dall’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens nel 1977, il metodo della plastinazione ha fatto molto discutere per gli evidenti problemi etici che porta con sé: è lecito mettere in mostra un cadavere come una sorta di opera d’arte, spettacolarizzando la morte? In realtà, se il senso della mostra è scientifico, questo problema non si pone. Nessun macabro impulso, solo quello di conoscere il corpo umano e gli effetti che movimento e malattie hanno su di esso.

Il progetto è curato dal Dottor Rafael Latorre, professore di anatomia semplice e comparata all’università di Murcia, e dal Dottor Virginio Garcia Martinez, professore di anatomia e embriologia umana all’università di Extremadura. Al termine della mostra, organi e corpi torneranno all’università di Murcia, per essere studiati dai futuri professionisti nel settore medico.

Oltre alla mostra in sé, ci saranno, in connessione con la stessa, cicli di conferenze ed eventi riguardanti la salute e il benessere (vi consigliamo quindi di tenervi aggiornati, per evitare di perdere iniziative interessanti). I biglietti sono acquistabili presso la Promotrice delle Belle Arti e tramite il circuito di Ticket One.

Non resta che visitare la mostra, sperando che risulti più “tranquilla” della Real Bodies di Milano, la quale, tra selfie osé con i cadaveri, passeggini volanti e malori continui (la media è stata di 3 al giorno, tanto che è stata predisposta una zona infermeria), ha fatto parlare di sé.

Silvia Gemme

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